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Garibaldi ignorato

di Piero Donati

L'immagine di Garibaldi dipinta sul muro

Nei pressi della stazione ferroviaria di Luni, al confine del territorio comunale di Castelnuovo Magra, sorge un ex fienile databile fra la fine del secolo XIX e l’inizio del secolo scorso, una costruzione modesta e per di più pesantemente rimaneggiata. Il lato prospiciente la stazione, però, è ancora relativamente intatto e qui si scorge una testa maschile barbata, dipinta di bianco, inserita in una stella a cinque punte di colore rosso (foto Franco Bernardini): si tratta di Giuseppe Garibaldi, al quale erano intitolate le formazioni partigiane che facevano riferimento alla sinistra e poi, in occasione delle prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana (18 aprile 1948), le liste del Fronte Democratico Popolare, egemonizzate dal Pci di Togliatti e dal Psi di Nenni.
L’immagine dipinta sul muro del fienile in un luogo allora molto più frequentato di adesso potrebbe essere dunque una testimonianza dell’accesa campagna elettorale del 1948 oppure, secondo la testimonianza di Gianni Neri, che da bambino visse proprio lì, si potrebbe trattare della memoria dell’attività clandestina dei resistenti della Brigata Muccini. In ogni caso, siamo in presenza di un documento storico prezioso, che dovrebbe essere accuratamente tutelato e valorizzato da coloro che, ad ogni 25 aprile, paventano la perdita delle radici della nostra Carta Costituzionale. Più in generale, l’indifferenza verso la sorte di queste fragili testimonianze della lotta partigiana è sintomo di un’altrettanto grave indifferenza verso l’esercizio della memoria, condizione prima affinché la lezione della storia non si riduca a mero dibattito accademico.
Questa indifferenza ha consentito, limitandoci agli anni recenti ed alle nostre zone, l’eliminazione delle scritte fasciste in palinsesto che si leggevano – riemerse sotto una frettolosa scialbatura postbellica – sulla facciata di un’abitazione posta sulla “passeggiata” di Sarzana e, ancor più grave, il devastante intervento subito nel 2015 dal cosiddetto “muraglione” (e cioè dal tratto della Linea Gotica che corre lungo il torrente Parmignola) danneggiato dall’alluvione del 2012. Questo importantissimo manufatto è stato infatti trattato come se fosse soltanto un argine e non come se fosse anche un’irrinunciabile testimonianza storica. C’è da chiedersi se tutto ciò sia noto a chi gestisce il Museo della Resistenza delle Prade di Fosdinovo…