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Wellington e Mohammed, dalla fame al vigneto eroico

I due ragazzi africani al lavoro nei terreni acquisiti da Cà du Ferrà in terra riomaggiorese. Zoppi: "Giusto dare loro un'opportunità di integrazione".

Wellington, Zoppi e Mohammed

Stamani, con un autoscatto condiviso su Facebook, Davide Zoppi, titolare di Cà du Ferrà Farm & Relax, celebrato agriturismo e azienda agricola di Bonassola, ha voluto presentare alla comunità social due agricoltori d’eccezione: il 31enne senegalese Mohammed e il 36enne nigeriano Wellington, in Italia rispettivamente dal 2014 e dal 2011. E lo ha fatto con l’orgoglio e la soddisfazione di chi, mentre porta avanti una storia imprenditoriale di successo, coltiva altresì un’attenzione costante al sociale, ai più deboli. Il legame tra Cà du Ferrà e i due ragazzi africani si è concretizzato grazie all’adesione dell’azienda al progetto ‘Banca del lavoro’. L’iniziativa, promossa dal Parco delle Cinque Terre in collaborazione con Fondazione Carispezia, Caritas diocesana, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori, offre ai contadini delle Cinque Terre la disponibilità gratuita di personale qualificato a supporto delle attività agricole di recupero e manutenzione dei terrazzamenti ricadenti nei territori comunali di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso.

“Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto – spiega Zoppi – per dar loro un’opportunità di integrazione economica e sociale. Abbiamo parlato a lungo del loro viaggio per raggiungere l’Italia, della faticosa traversata del deserto, della difficile partenza dalla Libia su una barca carica di sogni e speranze. La loro testimonianza ci ha fatto ulteriormente riflettere sulle tante forme di violenza, guerra e devastazione che hanno dovuto subire e di come, parlando delle loro famiglie rimaste a casa, abbiano alzato lo sguardo al cielo e una lacrima abbia solcato i loro volti, con un dolore misto a gioia che mai potremo dimenticare. Sono ragazzi che hanno patito la fame e la sofferenza nei loro Paesi e siamo contenti di poter dare loro un’opportunità in agricoltura. L’inclusione e il rispetto passano anche da dignità ed eticità del lavoro… ne siamo profondamente convinti!”.

Mohammed e Wellington stanno lavorando da una decina di giorni nei terreni di Cà du Ferrà a Riomaggiore. La collaborazione andrà avanti almeno fino a giugno “dando loro la possibilità di imparare un lavoro, insegnando loro come rifare i muretti a secco, la legatura delle viti, lo sfascio dell’erba e la pulizia dei terreni”, spiega Zoppi, che è anche delegato provinciale di Coldiretti Giovani Impresa.

“Cà du Ferrà – osserva ancora il giurista imprenditore classe 1987 – ha dei pilastri ben definiti: recupero dei terreni incolti ormai in quattro territori comunali – Bonassola, Levanto, Vernazza e Riomaggiore -, certificazione biologica e un’etica di impresa a tutto tondo, anche con questo progetto inclusivo. In azienda lavorano anche due giovani e validissimi dipendenti italiani che seguono assieme a noi tutto il ciclo produttivo e di lavorazione nelle vigne. I terreni di Riomaggiore sono quelli di più recente acquisizione, li abbiamo presi quest’anno. Si tratta di un bellissimo vigneto storico di 70-80 anni di età. Ora più che altro stiamo pulendo… è un lavoro duro e impegnativo, ripagato dalla bellezza e dalla poesia di una vista spettacolare. Questa sì che è agricoltura eroica!”.

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