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Contestazione in Piazza Verdi: "Eravamo più di 20, tra i 50 e i 100" - Citta della Spezia
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Contestazione in Piazza Verdi: "Eravamo più di 20, tra i 50 e i 100"

Piazza Verdi, 30 dicembre 2016, Paolo Restani

E’ polemica sui numeri della contestazione nel corso dell’inaugurazione di Piazza Verdi. Come sempre accade nella quantificazione dei partecipanti a manifestazioni di piazza i pareri sono discordanti. CDS nell’articolo relativo allo svolgimento della cerimonia e dei concerti ha scritto che una ventina di persone ha accolto con fischi e cartelli il cerimoniere del Comune (leggi qui). Un conteggio che ha fatto trasalire alcuni dei partecipanti alla protesta.

“Eravamo molti di più, forse un centinaio – afferma Massimo Caratozzolo Baldino, portavoce del comitato Piazza Verdi -. Venti persone non bloccano un concerto, ci sono persone che se ne sono dovute andare per altri impegni. Metà della città è contro la piazza, e noi continueremo a dirlo”.
“E’ vergognoso – rincara la dose Ramona Tellini, di Legambiente – c’erano almeno 50 persone. Più qualcuno sparso qua e là. Se fossimo stati solamente in 20 ci avrebbero portato a un lato della piazza, visto che le forze dell’ordine non mancavano. In quella folla anche 50 o 100 sono poche, ma di certo non eravamo 20”.
L’ultima opinione raccolta è quella di Giulio Guerri, da sempre contrario al progetto Vannetti-Buren: “Credo che a contestare ci fossero 60 persone, oltre ai membri del comitato ho infatti notato numerosi cittadini che non conosco che si sono presentati con i fischietti e si sono messi a contestare”.

Tre anni e mezzo fa CDS conteggiò in un migliaio di persone i presenti al comizio di Sgarbi in Piazza Verdi, nello stesso identico punto in cui oggi pomeriggio c’erano cartelli e fischietti. Anche allora – ma da parte dell’amministrazione comunale – ci furono proteste contro il numero pubblicato. Forse non sappiamo contare, forse davanti alle Poste spezzine c’è un riverbero che inganna l’occhio o forse, più semplicemente, su un tema che è diventato sin da subito un caso cittadino da campagna elettorale ognuno tira l’acqua al suo mulino. E si indigna quando l’acqua è troppa o troppo poca.