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"Frequenza" spezzina nella prima serata di Rai 1 - Citta della Spezia
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Cultura e Spettacolo

"Frequenza" spezzina nella prima serata di Rai 1

Le note di "Matrice" la canzone della band spezzina "Frequenza" comparirà questa sera nella fiction di Rai 1 "Tutto può succedere" con Pietro Sermonti. Questa sera l'appuntamento alle 21.20.

Frequenza

Orecchie tese e occhi puntati su Rai 1 a caccia di una sonorità tutta spezzina. Le note della band “Frequenza” e della loro canzone “Matrice” accompagnerà alcune sequenze della nuova fiction di Mamma Rai “Tutto può succedere” con Ana Caterina Morariu, Pietro Sermonti, Maya Sansa, Fabio Ghidoni, Alessandro Tiberi, Domenico Modugno e Camilla Filippi. L’episodio andrà in onda domani alle 21.20 su Rai 1.
I “Frequenza” sono un gruppo rock con influenze elettroniche e testi in italiano, nati a fine del 2011. Inizialmente si compone un trio rock basso, batteria e chitarra Michele Mascis, Andrea Costa e Federico Baratta, al quale, dopo circa un anno, si unisce una seconda chitarra solista di Alessio Villano. Nel 2014 dal gruppo esce Il batterista Federico, sostituito da Nicolò Spinatelli che, oltre la batteria, assume anche il ruolo di “produttore”, influenzando le sonorità del gruppo verso un’unione di rock ed elettronica.
Il tema dominante dell’album è il concetto della “incomunicabilità”, declinata in canzoni che raccontano degli stati d’animo quotidiani, dipinti come perturbati ma anche arricchiti dalle vicissitudini e dalle esperienza di vita.
Il primo singolo estratto dell’album è l’omonimo brano “Nihil Est”, che sperimenta sonorità tipiche della dance elettronica con quelle del rock.

CDS, ha contattato i “Frequenza”. Come sono arrivati in prima serata su Rai Uno saranno proprio loro a raccontarlo.

Tutto è cominciato quasi per caso. Come siete stati selezionati?

“E’ partito tutto da un banner ed era legato ad un bando Rai con Cattleya. Ed è capitato che il cantante e il bassista hanno voluto tentare la fortuna. Abbiamo scelto la canzone con le sonorità si poteva prestare meglio ad una fiction. Abbiamo lasciato la mail del gruppo e dopo un po’ ci ha contattato il delegato di Cattleya. Eravamo stati selezionati da Paolo Bonvino che si occupava della colonna sonora di ‘Tutto può succedere’”.

Ora cosa succederà, come verrà distribuito “Matrice”?

“Il brano sarà caricato assieme agli altri della colonna sonora su Spotify. Siamo molto contenti, perché il nostro brano compare assieme a quello dei Negroamaro e di Raphael Gualazzi. E’ davvero una bella soddisfazione. Dobbiamo davvero ringraziare il Dialma perché se “Matrice” è finito in quella colonna sonora è anche grazie a loro che ci hanno prodotto il disco.

Una partecipazione come questa quanto cambia la vostre aspettative?

“Abbiamo realizzato l’album in modo che potesse essere diffuso, ascoltato e partecipare a questa colonna sonora è una grandissima soddisfazione e dimostra quanto ci siamo impegnati raggiungendo un piccolo obiettivo che ci riempie di orgoglio, ma rimaniamo con i piedi ben piantati a terra. Continueremo a fare le nostre vite e il nostro lavoro, perchè non lavoriamo nel mondo della musica”.

Come nasce il brano “Matrice”?

“E’ nata come una canzone prog rock, poi in studio è cambiata radicalmente. Aveva un intro molto lungo e poi quando siamo andati a registrare abbiamo capito che aveva una struttura particolare, che però doveva essere cambiata. Abbiamo tenuto il ritornello e cambiato il resto. Ora è molto più pop e orecchiabile, con una linea melodica semplice anche se le chitarre sono distorte e dure. Matrice è il pezzo più pop di tutti. Gli altri sono molto più improntati sul rock, con arrangiamenti elettronici”.