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I nostri mari? Un workshop per conoscerli meglio - Citta della Spezia
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Economia

I nostri mari? Un workshop per conoscerli meglio

Il Dltm organizza "Copernicus", due giornate di lavoro per imparare ad accedere ai dati fisici, chimici, biologici dell’ambiente marino.

I fondali marini italiani

Per la prima volta alla Spezia un’opportunità tutta europea per conoscere i nostri mari. Il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine presenta il workshop ‘Copernicus – Marine Service User & Training’, uno sguardo sulle prospettive della Crescita Blu. Promosso dalla Commissione Europea e organizzato dal Distretto Ligure delle Tecnologie Marine – DLTM in collaborazione con Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici (CMCC) La Spezia EPS – Euroinformazione Promozione Sviluppo della Camera di Commercio della Spezia, il 3 e 4 dicembre si svolgerà alla Spezia – presso l’Auditorium dell’Autorità Portuale – il primo workshop dedicato alla ricerca e all’utilizzo di dati e prodotti meteomarini per il Mediterraneo e pensato per addetti del settore marino/marittimo, studenti, autorità pubbliche, ma anche comuni cittadini, con sessioni di training adattate per esperti e non.

Si tratta di due giornate di lavoro per imparare ad accedere ai dati fisici, chimici, biologici dell’ambiente marino derivanti da osservazioni, prospezioni o campionamenti di enti, autorità pubbliche, istituti di ricerca e università di tutta l’Unione europea. Uno speciale focus verrà fatto per illustrare le opportunità di innovazione per le piccole e medie imprese liguri. Le attività umane sulle coste e nei mari (europei e globali) sono in pieno sviluppo e presentano un potenziale di crescita considerevole. Tuttavia, esse incorrono in sempre maggiori restrizioni dovute alla concorrenza per lo spazio disponibile o alle minacce ambientali. Le risorse sono, quindi abbondanti, ma non sono infinite e devono essere tutelate. Come? La Commissione Europea da anni lavora per raccogliere e fornire le conoscenze degli ambienti marini e costieri a vantaggio delle imprese del settore, delle autorità pubbliche, dei ricercatori e della società.

Infatti, per consentire all’economia blu di crescere e di essere sostenibile e ai mari europei di raggiungere un buono stato ecologico, “è indispensabile sapere qual è lo stato attuale dei mari, com’era in passato e come potrebbe cambiare in futuro. Per conseguire questo obiettivo è necessario l’impegno degli Stati membri in sinergia con il settore privato e il sistema della ricerca, sinergia che si è realizzata nel nostro distretto” – afferma Lorenzo Forcieri, presidente del DLTM. Non è un caso che tale workshop si svolga per la prima volta in Liguria, la Regione in cui l’economia del mare pesa di più sul tessuto imprenditoriale locale grazie ad un’incidenza delle imprese della blue economy pari a quasi il 9% sul totale imprenditoriale regionale (la media nazionale è del 4%). I porti liguri continuano a ricoprire un ruolo di primo piano nel sistema portuale nazionale, con un aumento del peso degli scali liguri nel panorama nazionale per quanto riguarda il traffico di container. La crescita costante della domanda di trasporto pone, quindi, problemi legati all’accessibilità e all’allocazione degli spazi in una regione come la Liguria, che presenta scali portuali localizzati nel tessuto urbano delle principali città.

Appare perciò importante sostenere e consolidare le attività economiche connesse alle aree portuali e servizi specializzati ad alto valore aggiunto. E’ inoltre innegabile che buona parte della forte specializzazione turistica che caratterizza l’intera regione sia strettamente legata all’ambiente marino. In questo senso risulta necessario valorizzare l’elemento mare non solo con riferimento alle attività industriali e portuali, ma in un’ottica integrata, che tenga in particolare considerazione la tutela dell’ambiente marino dai fenomeni di inquinamento e di degrado. Per ultimo, ma non per importanza, il fatto che la nostra regione sia soggetta a un forte rischio idrogeologico: la Liguria infatti occupa la prima posizione, insieme a Marche, Campania e Calabria, per popolazione esposta a fenomeni franosi e/o alluvionali.

E’ assolutamente necessaria una forte alleanza pubblico-privato / nazionale-internazionale per sbloccare il potenziale economico che può derivare dall’uso di risorse relative alla economia marittima; in questo quadro il Dltm rappresenta l’attore in grado di mettere a sistema settore pubblico, industria e mondo della ricerca catalizzando i processi industriali e scientifici di interesse collettivo legati alla crescita Blu. Gli elementi di Ricerca, Industria e Governance si allacciano così in una Tripla Elica per aumentare il potenziale di innovazione e sviluppo economico. Il Dltm agisce in tale contesto come promotore, facilitatore e mediatore tra ricerca scientifica e tecnologica ed imprese per sostenere la implementazione/sviluppo di conoscenze e tecnologie a supporto di direttive e regolamenti sulla protezione ambientale e l’accesso alle informazioni. Il workshop Copernicus è un passo in avanti per conseguire questi obiettivi. Conoscere per crescere.

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