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Ritorna in edicola "Il caso Serviatti"

La recensione del libro di Fulvio Andreoni pubblicato da Edizioni Cinque Terre.

'Il caso Serviatti', di Fulvio Andreoni

La cronaca nera registra, da sempre, storie di violenza, di sangue e di morte che i mezzi di comunicazione amplificano a dismisura. Ma le storie si ripetono e le radici della violenza affondano nel nostro passato, recente e remoto, a dirci che gli uomini non cambiano mai. Cambiano, semmai, le modalità di questo o quel delitto ma non cambiano le motivazioni che stanno alla base di ogni azione criminale. Lo testimoniano libri gialli e film dell’orrore che non perdono lettori e spettatori ma anzi vedono aumentare gli appassionati del genere.
Eppure, quel che accadde a Spezia nella prima metà del secolo scorso ha qualcosa che confina (o sconfina) tra la normalità e l’assurdo della devianza mentale.
Il protagonista di questo libro è un serial killer che però spiega e giustifica le sue azioni con parole al limite del banale, sapendo benissimo che il suo atteggiamento non gli avrebbe evitato il plotone di esecuzione.
Un uomo che avvicina donne di una certa età, le abbindola con false promesse e ne carpisce la buona fede per mettere le mani sui loro averi, può apparire normale nella sua metodica ripetitività. Ma quando tutto questo sfocia nel delitto e poi nella “scenografica” operazione destinata a ridurre in pezzi quelle povere donne, allora non si può rimanere impassibili. Perché non stiamo parlando di un film o di un romanzo noir ma della cronaca nera al tempo del fascismo.
Cesare Serviatti perde così i connotati della persona che esce dai binari della normalità per diventare assassino e assurge a simbolo puro della violenza che si fa sangue e dolore e non ammette intromissioni in un mondo che solo conosce e solo lui può giudicare.
««Maledetti tutti coloro che mi hanno condannato, quelli che si sono immischiati nei fatti miei…» dichiara infatti l’imputato verso la fine del processo, quando capisce che è giunta la sua ora.
Forse solo in quel momento Cesare Serviatti deve aver capito la profondità del male in cui era sprofondato. Tre donne fatte a pezzi e messe in valigia non erano state, per lui, null’altro che il modo più semplice per portare a compimento i suoi oscuri progetti di morte. Ma davanti al plotone di esecuzione anche lui fu costretto a fare i conti non solo con la legge ma anche e soprattutto con sé stesso e con la sua anima sprofondata nel buco nero di un viaggio senza ritorno.

Il libro di Fulvio Andreoni è in vendita nelle edicole e nelle librerie della provincia e online sul sito di Edizioni Cinque Terre (clicca qui)