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Il sabato del Miraggio

Il tempo passa

di Salvatore Di Cicco

Sveglia

Auguri! Buon compleanno! Happy Birthday! Ad ogni giro del calendario ci ritroviamo a festeggiare e ricordare una persona, un evento, un monumento e tante altre cose che meritano un pensiero. Quasi sempre si tratta di un pensiero sincero, di un ricordo piacevole e forse addirittura commovente. Ognuno ricorda e festeggia a modo suo, con un fiore o con un party, con un viaggio o con un pranzo, da solo o in compagnia. Insomma, a ciascuno il suo anniversario.
A volte, però, capita di dimenticarsi. Non solo del proprio compleanno ma anche di quello di qualcun altro, uno (o una) che ci tiene tanto. Ecco, qui l’anniversario si trasforma in una trappola della quale non è facile liberarsi. Si cercano giustificazioni, scuse, parole dolci e ragionevoli ma quando la frittata è fatta non ci sono vie di fuga, se non quella che porta in un vicolo cieco.
Sono situazioni senza ritorno, che non si vorrebbero mai vivere ma che prima o poi possono capitare. E quando i conti dobbiamo farli non tanto con noi stessi quanto con i nostri simili, ci rendiamo conto della nostra pochezza e della nostra fragilità. Un’esperienza che può rivelarsi devastante, anche se non produce effetti immediati. Il pensiero che non abbiamo avuto si trasforma in un pensiero che non ci abbandonerà più, che ci tormenterà per sempre con un sottile sottofondo fatto di rimorsi.
Tutto questo accade mentre il tempo passa. Quel tempo che avremmo voluto ricordare e festeggiare diventa il tempo della riflessione sulla nostra incapacità di dare un senso alle nostre azioni quotidiane. Dimenticare e ricordare possono sembrare due facce della stessa medaglia ma in realtà sono due medaglie del nostro mondo interiore. Non sempre le cose che sembrano di poco conto vanno accantonate come inutile zavorra del nostro agire quotidiano. Non sempre gli altri la pensano allo stesso modo, anzi.
Ecco, questo è il problema dei problemi. Pensare gli altri come estensione di noi stessi è l’errore più grande che si possa commettere, limitando a “sfruttare” la diversità solo per completare il nostro senso di benessere. Il rispetto degli altri deve avere la stessa valenza del rispetto che portiamo a noi stessi.
Ricordare una data non è e non deve essere un piccolo impegno senza conseguenze. Dev’essere un impegno prima con se stessi e poi con gli altri. Anche perché ricordare vuol dire pensare al tempo che passa. Per tutti. E il tempo non è un bene da sciupare senza riflettere più di tanto. Il tempo è anzi il bene più prezioso che abbiamo. Per questo ricordare è importante per tutti.
Il tempo che passa ci fa spesso dimenticare anche il nostro passato, oltre che il nostro presente e il nostro futuro. Eppure, gran parte di quello che pensiamo e facciamo dipende da ciò che siamo stati prima, da soli e con gli altri. L’esperienza non è soltanto accumulo di fatti e sensazioni ma anche di momenti legati al confronto con gli altri. Ricordare, quindi, non è solo un dovere versogli altri ma anche verso se stessi. E tutto questo mentre il tempo passa..