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Angelozzi, un mercato sobrio e vincente: "A me piacciono le sfide difficili"

"Era da qualche anno che volevo venire a lavorare alla Spezia e per lo Spezia", dice il nuovo diesse. A lui il mercato interno: "Mi hanno chiesto di contenere il budget". Budan sarà la sua spalla.

E’ una specie di taglio del nastro della stagione 2014/15 quella che va in scena al “Ferdeghini” nel pomeriggio di questo 7 luglio. Lo Spezia di Damir Miskovic è ormai un quadro delineato con il colpo finale dell’accordo con Guido Angelozzi, direttore sportivo di grande esperienza che dona solidità a un progetto che nasce con i fari spenti ma può imboccare ora una strada importante.
“Come promesso due settimane fa, abbiamo portato un allenatore e un diesse importante a livello italiano – esordisce un Miskovic sorridente – La prima parte del nostro lavoro è finita, ora si passa agli aspetti spotivi che spetteranno a Nenad e Guido (Bjelica e Angelozzi, ndr) e insieme a loro Fusco che è seduto qua con noi dopo essere tornato a collaborare con la prima squadra. Auguro a tutti loro buona fortuna, abbiamo portato due professionisti importanti e ora inziamo a lavorare sodo. Mai guardando indietro, ma sempre al futuro”.

Alla sua sinistra il nuovo uomo-mercato, su cui il croato sente di dover subito una precisazione. “Smentisco che abbiamo parlato due volte con Angelozzi dopo aver cambiato i termini economici offerti: se è arrivato è perché crede nel nostro progetto che ha avuto modo di tastare con mano nei diversi incontri che abbiamo avuto. Ha capito dove vuole arrivare lo Spezia, non è stata una questione economica”, dice Miskovic.
“Sono orgoglioso di venire qua a lavorare alla Spezia e per lo Spezia – dice Guido Angelozzi, citando città e club – Avevo un impegno morale con una squadra straniera prima che arrivasse lo Spezia a parlarmi, ed ero molto vicino a trasferirmi con la mia famiglia che ho dovuto convincere a rimanere in Italia. Ci sono riuscito, e questo è il motivo per cui questo annuncio non è arrivato prima. La società mi ha convinto subito, d’altra parte era da qualche anno che volevo venire alla Spezia, e chi mi conosce lo sa, e grazie a lui vengo a fare l’esperienza che desideravo”.

Catanese, sessant’anni l’anno prossimo e una carriera lunga e ricca di giocatori lanciati. A Bari nelle ultime stagioni ha costruito con pochi ingredienti un mix che ha sfiorato la serie A. “Il mio addio al Bari? Era scritto ormai, perché dopo quattro anni per me era finito un ciclo. Mi sono trovato benissimo e ringrazio società e città che mi hanno sopportato per così tanto tempo. Mi piace affrontare sfide nuove come questa, sapendo che è una città difficile”.
Uno Spezia che avrà un profilo più basso soprattutto sul mercato nazionale, dove la fama da big spender non ha facilitato le cose nelle ultime stagioni. E ancora oggi, se proprio bisogna far girare il nome di un calciatore e associarlo a una squadra piuttosto che a un’altra, lo Spezia è sempre tra quelle.
“La società mi ha chiesto di cambiare un po’ rispetto le stagioni precedenti – dice Angelozzi – Ho accettato di buon grado sapendo che dobbiamo ridurre il budget. Italia o estero? I giocatori possono venire da ovunque, l’importante è che siano bravi. Di quelli che già ci sono stiamo parlando con mister Bjelica. Di sicuro dobbiamo cercare di abbassare il tetto ingaggi, quindi sui calciatori più importanti, se ci saranno delle offerte valuteremo quello che è più opportuno fare dal punto di vista dello Spezia. Sappiamo che spendere non significa vincere i campionati, l’importante fare un gruppo di lavoro per lottare per i nostri tifosi e dargli delle soddisfazioni.
I nomi non contano, conta l’attaccamento”.
Un giovane accanto a una figura di esperienza: in squadra come nella dirigenza. Tra i compiti di Angelozzi anche quello di fare squadra con Igor Budan. E’ lui l’ultimo tassello che manca, poi la strada sarà in discesa e porterà solo al calcio giocato.