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Pesano le assenze, ma allo Spezia serve più attenzione

di Corrado Colombo

Corrado Colombo

Dopo quattro risultati utili la marcia dello Spezia si interrompe al Castellani di Empoli. Un passo indietro rispetto alle ultime giornate che conferma alcune lacune già viste in passato. Mangia riconferma il 4-4-2 con Schiattarella esterno destro di centrocampo, Seymour e Gentsoglou davanti alla difesa, Scozzarella a sinistra e davanti Bellomo ad agire alle spalle dell’unica punta di ruolo Ebagua. Sarri risponde col suo modulo 4-3-1-2, davanti il duo Maccarone-Tavano.
Parte bene lo Spezia, squadra corta ed aggressiva con Bellomo che in fase di non possesso si abbassa su Valdifiori e con Seymour e Gentsoglou che pressano Croce e Signorelli. Dopo due minuti bella ripartenza dello Spezia con lancio di Scozzarella per Bellomo che addomestica il pallone ma sbaglia l’appoggio per l’accorrente Schiattarella. Risponde al quinto l’Empoli con un’invenzione di Tavano per Verdi, che mette al centro ma non trova nessuno.

Nei primi minuti si nota subito quale potrebbe essere il punto debole dell’Empoli, nei cambi di gioco che fa lo Spezia le mezze ali toscane fanno fatica ad accorciare sugli esterni spezzini ovvero Schiattarella e Scozzarella. Mentre lo Spezia potrebbe trovare difficoltà nell’accorciare su Verdi che gioca alle spalle di Seymour e Gentsoglou.
Al 13esimo esce Schiattarella infortunato ed entra Catellani, che va a sinistra e Scozzarella a destra. L’Empoli tiene sempre il pallino del gioco con fraseggi corti e veloci confermando la differenza di qualità. Al 27esimo vantaggio dell’Empoli: punizione da trequarti campo causata ingenuamente da Baldanzeddu, con Maccarone che riceve palla spalle alla porta quindi Baldanzeddu avrebbe dovuto limitarsi a non farlo girare e a costringerlo a scaricare la palla. Invece fa fallo, e prende pure l’ammonizione (un po’ eccessiva però). Sulla punizione lo Spezia difende con sette uomini in linea, l’Empoli attacca con cinque uomini: Maccarone e Tonelli che attaccano il primo palo, Tavano e Verdi partono in fuorigioco e vanno a fare blocco rispettivamente a Magnusson e Seymour per liberare l’inserimento di Rugani che si trova davanti a Leali.
Gol molto simile a quello subito contro il Padova: sicuramente lo Spezia poteva leggere questa situazione molto meglio! Un primo tempo di marca empolese, con la squadra di casa che ha fatto vedere un ottimo possesso palla e un’idea di gioco collaudata. Lo Spezia ha pensato a difendersi, commettendo diversi errori tecnici nelle ripartenze.

Inizia il secondo tempo, ancora una punizione dalla trequarti per l’Empoli e ancora Tavano e Verdi che partono in fuorigioco e fanno blocco questa volta a Gentsoglou e Migliore. Per fortuna che quest’ultimo riesce a recuperare, altrimenti Maccarone avrebbe potuo raddoppiare. Nel secondo tempo la musica non cambia, nello Spezia l’unico che sia in fase di non possesso che in fase di possesso ha un po’ di intensità è Seymour, per il resto non c’è nessuno che riesce a dare il cambio di velocità alla squadra. Bellomo schierato così avanti fa fatica perché non ha il passo da attaccante, ed Ebagua se fisicamente non è al top dimostra le sue carenze tecniche.
Sugli esterni chi dovrebbe saltare l’uomo, come Catellani, non lo fa. Mentre l’Empoli ha giocatori che davanti non danno punti di riferimento, soprattutto Maccarone e Verdi che svariano tanto e le mezzeali Croce e Signorelli che si inseriscono sempre. Mangia prova a cambiare qualcosa togliendo Scozzarella e inserendo Orsic a far coppia con Ebagua, spostando Bellomo a sinistra e Catellani a destra.
Al 71esimo fallo di Gentsoglou su una ripartenza dell’Empoli ed espulsione. A questo punto Mangia ricambia di nuovo: Seymour davanti alla difesa, Orsic esterno sinistro e Catellani esterno destro; Bellomo dietro ad Ebagua. Dopo pochi minuti esce un inesistente Catellani ed entra Appelt e a quel punto nasce un centrocampo a tre assieme a Bellomo e Seymour, davanti Ebagua e Orsic.

Con un uomo in più e con Valdifiori che è sempre solo l’Empoli continua col suo possesso palla. Al 32esimo arriva il raddoppio: palla in verticale di Maccarone per Tavano, che riesce a girarsi e a mettere la palla in rete. E qui finisce la partita.
Lo Spezia fa un grande passo indietro sia sotto il punto di vista dell’atteggiamento e dell’attenzione – come dimostra l’azione del primo gol – e sia sotto il punto di vista del gioco che è risultato lento ed prevedibile. C’è anche da tenere conto delle tante assenze a fare da attenuante, una su tutte quella di Giannetti. Secondo me assenza che peserà tantissimo purtroppo, perché era diventato un giocatore fondamentale per il gioco di Mangia: si sacrificava tantissimo in fase difensiva, ma aveva la forza di farsi trovare sempre pronto in area di rigore.
Un dubbio mi rimane: ma se a Cesena Mangia avesse avuto tutti gli uomini a disposizione avrebbe giocato col 4-4-2, ottenendo così quattro risultati utili?

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