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La recensione: "Il golfo dei veleni" di Sondra Coggio

di Chiara Piotto

Il porto della Spezia

Il tema trattato ne Il Golfo dei Veleni è quanto mai attuale: il traffico e l’occultamento di rifiuti tossici e radio attivi in terra e in mare a partire dagli anni ’70. Un giro tortuoso e illecito che ha ricadute continue sul presente, nelle centinaia di morti per tumore nelle zone impregnate da sostanze nocive. Una rete di produzione, trasporto e smaltimento che ha interessato il Nord, il Sud, l’Italia, l’intera Europa e non solo, e che ha avuto come crocevia dei veleni proprio La Spezia.
La stessa autrice del libro, Sondra Coggio, giornalista per il Secolo XIX, è spezzina, così come locale è la casa editrice che lo pubblica, Cut-Up. D’altra parte “Le commissioni parlamentari che si sono occupate delle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e del ruolo della Spezia sono state numerose, specialmente fra la fine degli anni ’90 ed oggi”, scrive Coggio a inizio del primo capitolo. Eppure, curiosamente, non c’è mai stata un’inchiesta spezzina sul ruolo della città nello scenario.
“Ci sono temi sui quali la giustizia è nelle mani di pochi coraggiosi” sottolinea l’autrice nella sua premessa.
E di questi coraggiosi uno – per quanto riguarda la città – risalta sugli altri: è Natale De Grazia, ufficiale della Capitaneria di Porto, di Reggio Calabria, ucciso nel 1995 mentre si dirigeva verso La Spezia per trovare conferma alle ricerche avviate sul ruolo primario della città in quel mortale traffico. Fu avvelenato: aveva scoperto troppo.
Coggio ripercorre tappa per tappa, con la precisione dei documenti ufficiali e incontestabili, l’ingarbugliato e inquietante percorso che lega assieme la discarica di Pitelli e le banchine dei moli spezzini alle cosiddette “navi a perdere”, la Rigel, la Latvia, la Jolly Rosso, passate dal Golfo dei Poeti e misteriosamente affondate o disperse nel Mediterraneo. Si ricollegano alla trama anche l’omicidio dell’inviata del Tg3 Ilaria Alpi, in Somalia, e la strage di Ustica. Entrano in gioco la mafia, lo Stato e i servizi segreti, la massoneria. Ma soprattutto si unisce La Spezia alla Campania, alla Terra dei Fuochi, a quelle zone nelle quali le rivelazioni del pentito Schiavone hanno potuto fare correre ai ripari, ma troppo tardi.
L’autrice dispone su carta con precisione e chiarezza quel che in qualche modo è sotto agli occhi di tutti, ma che spesso si è preferito ignorare. “Cittadini struzzi” forse, davanti a qualcosa che dovrebbe essere di primario interesse per qualunque abitante della provincia e non solo. Già, perchè se per anni e anni tonnellate di sostanze nocive sono state scaricate nel nostro mare, ammassate sotto alle nostre colline, “che mare stiamo lasciando ai nostri figli?”: questo si chiedeva De Grazia, questo dovremmo chiederci tutti ancora oggi.
Nel 2014 Natale De Grazia è diventato cittadino onorario di La Spezia. Eppure pochi sanno chi sia.