LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Dal Rio Bravo alla Patagonia

Uomini Antipatriarcali

di Orsetta Bellani

Uomini Antipatriarcali

Venerdì prossimo sarà l’8 di marzo, Giornata Internazionale della Donna. Molto spesso le persone, uomini e donne, ignorano o minimizzano l’importanza che il movimento femminista ha avuto nel costruire la società italiana contemporanea.
È grazie al movimento femminista se in molte giovani coppie la divisione dei compiti all’interno della famiglia è paritaria, se alcuni uomini s’incaricano dei lavori domestici e della cura dei figli e delle figlie, al pari delle proprie compagne. Oggi come oggi, molti uomini hanno riconosciuto il diritto delle donne a lavorare fuori della casa e ad avere una vita privata al di fuori della famiglia. Ed è sempre grazie al movimento femminista se si considera possibile che un uomo e una donna possano avere una relazione di sola amicizia.
Per quanto riguarda i diritti delle donne italiane, le conquiste negli ultime decenni sono state notevoli, ma non bisogna pensare che la nostra società non sia più un patriarcato, come si definisce un sistema sociale in cui il potere, l’autorità e i beni materiali sono concentrati nella mani dell’uomo più anziano. Difficilmente troveremo uomini capaci di riconoscere il loro maschilismo, ma la società italiana è ancora fortemente patriarcale, come dimostrano le relazioni tra i generi vigenti nella maggior parte delle famiglie e dei posti di lavoro. Il maschilismo si rintraccia anche nel modo poco rispettoso in cui molti uomini si rivolgono alle donne per strada, o nel linguaggio che viene utilizzato correntemente e in certi “modi di dire”, spesso offensivi nei confronti del genere femminile. Che la nostra società sia maschilista lo dimostra inoltre il fatto che media e società non sanzionino a dovere certi intollerabili comportamenti o battute di Silvio Berlusconi.
Il patriarcato si tramanda di generazione in generazione, attraverso l’educazione dei figli e delle figlie. Ai bambini viene insegnato (e il modello spesso lo trovano nella relazione tra i propri genitori) ad esercitare potere – più o meno esplicito – sulle donne, mentre alle bambine viene insegnato a sottomettersi ad esso e a considerare le necessità del proprio uomo più importanti delle proprie.
Inoltre è un fatto rilevato dall’Istat che le donne italiane, benché più istruite, hanno maggiori difficoltà a trovare lavoro rispetto agli uomini, e che quelle che lo trovano ricevono uno stipendio più basso.
In America Latina, terra nota per il suo “machismo”, la situazione delle donne è ancora più difficile, soprattutto nelle campagne. Le donne latinoamericane, oltre a lavorare nei campi al pari del proprio marito, si occupano da sole del lavoro domestico e della cura della prole, spesso numerosa. Inoltre, gli episodi di violenza domestica sono piuttosto comuni.
In una società tanto maschilista, non può che esistere una forte reazione femminista, che non coinvolge solo le donne. Ad esempio, in Argentina esiste il Collettivo degli Uomini Antipatriarcali, che considera che il femminismo non è solo una cosa di donne. Gli Uomini Antipatriarcali mettono in dubbio la mascolinità associata alla forza e alla violenza, proclamano il diritto degli uomini alla tenerezza e al pianto, e rivendicano a fianco delle donne il diritto a vivere in una società che non sia patriarcale.