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Dal Rio Bravo alla Patagonia

I giovani europei migrano in America Latina

di Orsetta Bellani

America del Sud

Il flusso delle migrazioni si è nuovamente invertito. Se nell’800 e ‘900 milioni di europei migrarono in America Latina, in fuga dalle guerre che tormentavano il nostro continente e attratti dalla grande disponibilità di terre americane, negli ultimi decenni le città del “vecchio mondo” hanno ricevuto, secondo dati ufficiali, più di 5 milioni di latinoamericani.
A partire dal 2010 invece, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, a causa della crisi economica che sta interessando i paesi dell’UE è sensibilmente aumentato il numero di europei che cercano lavoro in America Latina. Infatti, molti paesi latinoamericani stanno vivendo un grande dinamismo economico: la regione cresce con un ritmo del 4% l’anno e nel continente la classe media è aumentata del 50% in pochi anni anche se, è bene ricordarlo, le disuguaglianze tra ricchi e poveri persistono: secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione), sono 49 milioni i latinoamericani che ancora soffrono di fame.
La crescita economica dell’America Latina richiede manodopera specializzata, e molti giovani laureati europei si sono dimostrati disponibili ad attraversare l’Atlantico per sostenere l’impulso economico latinoamericano. I migranti europei sono soprattutto spagnoli, tedeschi, olandesi e italiani. Secondo cifre ufficiali, attualmente in America Latina risiedono 1 milione e 250mila europei, la maggior parte dei quali vive in Brasile, Argentina, Venezuela e Messico.
Inoltre, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha registrato il ritorno di molti latinoamericani al loro paese di origine, soprattutto in Ecuador: nel giro di cinque anni, sono 1 milione e 200 mila quelli che hanno deciso di tornare a vivere nel “nuovo mondo”, e sono ancora 4 milioni e 29mila i latinoamericani che ancora vivono nel nostro continente.
Al ventiduesimo Congresso Iberoamericano, che a fine novembre ha riunito il governo spagnolo con quelli di sedici paesi latinoamericani a Cadice (Spagna), il re Juan Carlos si è rivolto ai governanti delle ex colonie chiedendo loro aiuto in modo esplicito: “L’America latina fa progressi, ma da questa parte dell’Atlantico facciamo i conti con una situazione difficile. Il nostro sguardo è rivolto a voi. Abbiamo bisogno di più latinoamerica”.