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Profumo di Menta

Algeria. La strage dei migranti

Di Laura De Santi

Import 2015

Cresce di anno in anno il numero di migranti che perdono la vita nel Mediterraneo. Algerini, in molti casi giovanissimi, pronti a salpare su piccole imbarcazioni artigianali per raggiungere le coste italiane, spagnole…
Secondo il rapporto 2010 della Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti dell’uomo (CNCPPDH, governativa), 29 corpi sono stati ripescati nel 2005, 73 nel 2006, 83 nel 2007, 102 nel 2008 e 117 nel 2009.
Cifre comunque lontane dalla realta’. Sono infatti ‘’centinaia’’, rivela il documento, le persone scomparse. Inoltre, almeno i due terzi dei corpi ripescati ‘’non sono stati identificati a causa del loro avanzato stato di decomposizione’’.
Centinaia di famiglie hanno perso le tracce dei figli e depositato avvisi di ricerca al Servizio per la ricostituzione dei legami famigliari (RLF) della Mezzaluna rossa algerina (CRA).
E se non e’ la morte, e’ l’arresto: secondo la legge entrata in vigore in Algeria nel 2009, i candidati all’immigrazione irregolare rischiano 6 mesi di carcere, mentre i ‘passeur’ fino a 20 anni.
Secondo la Commissione per i diritti umani, dal 2005 ad oggi la Guardia costiera algerina ha intercettato in mare quasi 8 mila migranti.
Le piccole imbarcazioni cariche all’inverosimile salpano da diverse regioni del paese maghrebino.
La costa occidentale, tra Orano, Mostaganem e Ain Temouchent e’ il punto di partenza per i migranti diretti in Spagna, mentre dall’est, dalle spiagge vicino ad Annaba e Skikda, a soli 130 km dalla Sardegna, salpano i viaggi verso l’Italia.