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Profumo di Menta

La fine crudele di un dittatore

di Laura De Santi

Gheddafi morto

E’ chiuso in una cella frigorifero da macellaio il corpo dell’uomo che per 42 anni ha deciso le sorti di un intero paese e, a tratti, di un intero continente.
Muammar Gheddafi, il “re dei re”, amante del lusso e maniaco della sua immagine, tanto da ricorrere alla chirurgia estetica per portare al meglio i suoi 69 anni, finisce così, sdraiato su di un materasso sgualcito in un magazzino nel mercato di Misurata.
Le foto, i video atroci dei suoi ultimi istanti di vita hanno fatto il giro del mondo. Le foto del suo cadavere, del suo volto sul quale risalta alla tempia il foro di un proiettile, sono state sbattute su tutte le prime pagine.
Il dittatore non potrà nemmeno avere funerali secondo i dettami islamici che prevedono la sepoltura del corpo nel più breve tempo possibile: sono in corso le trattative tra la sua tribù e le nuove autorità libiche, ma ancora nulla è stato deciso. Resta poi da chiarire che cosa sia realmente accaduto dopo la cattura dell’ex rais.
La moglie, Safia, da tempo rifugiata in Algeria assieme a tre figli, ha chiesto alle Nazioni Unite di far chiarezza sulla morte del marito e del figlio Mutassim, anche lui ucciso a Sirte, probabilmente nella stessa operazione.
Una richiesta arrivata anche dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e dall’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu. Secondo il medico legale che ha esaminato il cadavere, Gheddafi “è stato giustiziato” con un colpo alla testa. Il Consiglio nazionale di transizione ha invece dichiarato che il colonnello è stato ucciso in uno scontro a fuoco.
Ma di ora in ora, appare sempre più evidente l’imbarazzo delle nuove autorità libiche. Le ultime immagini diffuse mostrano l’ex leader ferito, terrorizzato mentre viene picchiato, calpestato dai combattenti. Poi, uno sparo.
“Se il presidente deposto è stato ucciso dopo la sua cattura si tratta di un crimine di guerra” ha avvertito Amnesty International. “I responsabili dovranno comparire davanti ad un giudice” ha spiegato l’organizzazione internazionale. Dure le critiche arrivate anche da Russia e Sudafrica, ma sono in molti a pensare, o meglio, a dichiarare, che Gheddafi doveva essere processato. In realtà con lui se ne vanno molti segreti che avrebbero potuto mettere in serio imbarazzo le cancellerie di mezzo occidente. Mentre Mohamed, il giovane 20enne, che avrebbe scovato, e forse anche ucciso Gheddafi, viene già considerato un eroe in Libia. Le sue foto con in pugno la rivoltella d’oro del rais entreranno nella storia