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Profumo di Menta

La rabbia di Azazga

di Laura De Santi

Import 2015

Migliaia di persone hanno manifestato ieri ad Azazga, nella regione berbera della Cabilia, per chiedere giustizia e verita’ sull’uccisione di Mustapha Dial.
Il manovale, 42 anni e padre di quattro figli, e’ stato assassinato giovedi’ da alcuni militari.
‘’Una vera e propria spedizione punitiva’’, secondo i cittadini del villaggio, ‘’una vendetta scatenata dai militari’’ colpiti poco prima da un attentato terroristico.
Un ordigno artigianale e’ stato azionato a distanza al passaggio del convoglio dell’esercito. Una modalita’ usata abitualmente dai gruppi armati, affiliati ad Al Qaida per il Maghreb islamico, ancora attivi nella regione, a soli 100 km da Algeri.
Questa volta pero’, subito dopo l’attacco, i soldati si sono recati nel villaggio piu’ vicino, Azazga. Dial e’ stato ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti allo sguardo atterrito di diversi cittadini.
Un altro civile e’ rimasto ferito, mentre i medici dell’ospedale hanno raccontato di essere stati malmenati dalle forze di sicurezza.
Uno scenario che ricorda le azioni punitive, le violenze, gli arresti sommari perpetuati in Algeria negli anni ’90, decennio nero del terrorismo.
‘’Basta con il terrorismo di Stato!’’, ‘’Chi sara’ il prossimo?’’, ‘’Potere assassino’’, hanno gridato i parenti di Mustapha, ma anche le decine di cittadini arrivati da ogni angolo della regione. In piazza anche il sindaco di Azazga e alcuni rappresentanti di associazioni berbere.
‘’I militari hanno ucciso un uomo’’, ha dichiarato un manifestante, ‘’non dobbiamo restare in silenzio, dobbiamo manifestare pacificamente. I responsabili devono essere giudicati’’.
In uno dei suoi rari comunicati, il ministero della difesa ha ammesso che ‘’qualche errore e’ stato commesso dai militari’’. Un’inchiesta e’ stata aperta e giustizia sara’ fatta. Almeno cosi’ e’ stato promesso.