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Profumo di Menta

Prove d’amicizia tra Algeri e Rabat

di Laura De Santi

Proteste in Nord Africa

‘’Non ci sono problemi tra Algeria e Marocco. La Questione del Sahara Occidentale e’ un problema dell’Onu. Il Marocco e’ un paese fratello e amico’’. Arriva un segnale distensivo dall’Algeria. Il primo dopo anni di tensioni e polemiche.
Le parole pronunciate dal presidente algerino Abdelaziz Bouteflika in apertura della manifestazione ‘Tlemcen capitale della cultura islamica’’, hanno dato il via alle voci, alle indiscrezioni su di una imminente riapertura delle frontiere tra i due paesi maghrebini. I confini furono chiusi nel 1994 in seguito ad un attentato contro un hotel di Marrakech. Le autorita’ marocchine accusarono i servizi i segreti di Algeri di essere dietro all’attacco e decisero di introdurre il visto d’ingresso per gli algerini. L’Algeria rispose con la chiusura delle frontiere. Un blocco che si e’ andato a sommare alla tensione gia’ esistente sulla questione del Sahara occidentale, l’ex colonia spagnola occupata dal Marocco nel 1975.
Pochi giorni dopo la dichiarazione di Bouteflika, anche il ministro degli esteri Mourad Medelci ha lanciato un messaggio nella stessa direzione. ‘’Non abbiamo mai escluso di riaprire le frontiere con il Marocco’’, ha detto al quotidiano arabofono Echourouk. ’Sono state avviate delle consultazioni’’, ha precisato, ‘’e ci siamo accordati per portare avanti lo scambio di visite nei settori sensibili’’.
Secondo un alto responsabile poi, citato dal sito Tsa, ‘i due paesi discutono sulla soluzione dei dossier in sospeso’ tra cui quello ‘’delle frontiere’’. Un riavvicinamento appare ormai vicino anche se resta la spinosa questione del popolo saharawi.
L’Unione del Maghreb Arabo (Uma), in stallo da oltre 20 anni proprio per le tensioni tra Algeri e Rabat, potrebbe finalmente decollare. Secondo gli esperti del Fondo Monetario Internazionale, la mancata cooperazione maghrebina pesa sempre piu’ sulle casse dei paesi del Maghreb. Gia’ nel 2006 la Banca Mondiale aveva calcolato che una piena integrazione avrebbe portato tra il 2005 e il 2015 un importante aumento del Pil per Tunisia, Marocco e Algeria rispettivamente del 24, 27 e 34 percento.

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