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Profumo di Menta

Profumo di menta – Benchicou e la censura algerina

Import 2011

Ancora una volta la censura algerina si è abbattuta su Mohamed Benchicou.
Per la quarta volta un libro del giornalista e scrittore algerino non potrà essere pubblicato nel suo paese. ‘’Le mensonge de Dieu’’ uscirà invece il 5 maggio in Francia con le edizioni Michalon.
‘’Mentre la parola si libera ovunque nel Maghreb e nel Mondo arabo’’, scrive lo stesso autore, ‘’il regime algerino legalizza la censura trasformando una formalità amministrativa in un’autorizzazione’’.
L’Algeria è il solo paese al mondo ad utilizzare l’assegnazione del numero Isbn, una semplice iscrizione alla Biblioteca Nazionale, in “un permesso alla pubblicazione”, continua il direttore di ‘Le Matin’, incarcerato per 2 anni (2004-2006), ufficialmente per ‘detenzione illegale di capitali’. Una condanna che venne ritenuta pretestuosa negli ambienti giornalistici algerini dove Benchicou è diventato il simbolo della lotta per la libertà di stampa.
L’autore venne infatti incarcerato poco dopo aver pubblicato nel 2004 ‘Bouteflika un’impostura algerina’. Un pamphlet al vetriolo contro il presidente della Repubblica che porto’ anche alla chiusura del giornale ‘Le Matin’, rilanciato di recente soltanto on line.
Anche questa volta, lo scrittore ‘ribelle’ ha puntato il dito contro la ministra della cultura, Khalida Toumi, accusandola di aver bloccato il suo nuovo romanzo.
Un’accusa smentita prontamente dal ministero che non ha però fornito nessun dettaglio sulla vicenda. La Toumi, si legge in una nota, ‘’non ha mai rifiutato di assegnare il numero ISBN all’opera di Benchicou’’. “Questa autorizzazione non compete alla ministra’’, prosegue, “ma alla Biblioteca nazionale’’.
Nel 2008 invece, la stessa Toumi decise di vietare un’altra opera di Benchicou, ‘’Journal d’un homme libre’’, accusandolo di “oltraggio all’onore’’ delle persone e ‘’antisemitismo’’.