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Forcieri, il ragazzo di campagna alla conquista del mare - Citta della Spezia
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Forcieri, il ragazzo di campagna alla conquista del mare

dialogo con Lorenzo Forcieri

Lorenzo Forcieri

Lorenzo Forcieri, sindaco di Sarzana. Lorenzo Forcieri, senatore della Repubblica, Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità Portuale della Spezia. Lo abbiamo chiamato fattore ‘S’ e da il là ad una lunga intervista all’esponente politico che, secondo un’inchiesta popolare condotta da “Il Secolo XIX”, risulta agli occhi dei cittadini come l’uomo più potente della provincia.
Non ci si ritrova Forcieri in questa fotografia: “Più che di potere parlerei forse di consenso, autorevolezza. Da un punto di vista politico non ho più alcun incarico. In passato magari poteva avere un senso ma oggi non è più così. Ma la riflessione che faccio va oltre e riguarda la nozione di potere: credo sia giusto esercitarlo nel limite delle leggi e nell’ambito delle competenze. Non ho mai approfittato della mia posizione per fini di parte, personali o familiari. Forse per questo mi viene accordata una certa autorevolezza. Mio padre Alfio, operaio al Muggiano, quando da ragazzo facevo qualcosa che non andava, mi ammoniva, in stretto dialetto sarzanese: ‘Attento, che come farai ti ritroverai’. Non mi sono mai dimenticato di quelle parole ho sempre cercato di fare bene e…alla fine mi sono sempre trovato bene”.
Un’intervista sui generis che abbiamo realizzato con il presidente dell’Autorità Portuale in occasione del decennale del nostro quotidiano.

Tutto parte da Sarzana, tanti anni fa. Avrebbe mai pensato ad una carriera del genere? “Assolutamente no. La politica per me non è mai stata una professione, ma una passione: non sono mai stato un funzionario di partito, dalla partecipazione al movimento studentesco alla elezione in consiglio comunale come indipendente, alla nomina ad assessore fino alla elezione a sindaco nell’89, ho sempre avuto il mio lavoro (ho iniziato a lavorare molto presto) e fatto politica sottraendo tempo allo studio, alla famiglia allo svago. La politica comunque mi ha sempre affascinato: la politica come servizio, la buona politica che pensa prima di tutto all’interesse generale, non certo a quello di parte o alle prospettive personali. Anche perché la scelta ha implicato anche momenti difficili.”
“Quali? Prima di diventare sindaco avevo appena definito un accordo con una grande industria del nord. Mi volevano a Parma a lavorare nell’azienda come dirigente. Mi sono preso tre giorni per decidere, poi sono salito in azienda e ho rifiutato. Ero stato indicato come sindaco di Sarzana in una situazione drammatica per il mio partito, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, e l’amore per la mia città e la passione politica hanno avuto il sopravvento.”

Sindaco di Sarzana e poi senatore. Dalla piccola provincia agli scranni di Palazzo Madama: “Credo di aver fatto bene il sindaco e grazie a quei risultati si è posta la possibilità della candidatura al Senato. Per me, ragazzo di campagna, era un grande orgoglio poter rappresentare la mia terra a Roma, succedendo a grandi nomi quali Barontini, Bertone, Giacchè. Come sono orgoglioso di aver collaborato con Paolino Ranieri, il miglior primo cittadino che Sarzana ha avuto nella sua storia: da lui ho imparato tante cose, soprattutto la centralità del rapporto con la gente. Il primo giorno in Senato fu incredibile: venivo dalla seconda città di una piccola provincia, ricordo l’emozione di sedermi su quella sedia. Io, che ho sempre avuto ed ho il massimo rispetto per le istituzioni, quasi quasi chiedevo il permesso. Al fattore ‘S’, come lo chiamate voi, aggiungerei però il fattore ‘R’, cioè radicamento. A Roma ho sempre difeso gli interessi del nostro territorio e, appena potevo, dalla capitale tornavo a casa per mettermi a disposizione della mia gente, anche trascurando i rapporti romani”.

Governo Prodi, sottosegretario alla difesa. Esperienza bellissima poi la caduta. Si sente defraudato?
“La considerazione è molto semplice: fino a che esisteva una legge che consentiva di scegliere col voto i rappresentanti del territorio sono sempre stato premiato. Cambiata la normativa è mutato tutto: oggi sono le segreterie romane a scegliere chi promuovere. Ho lavorato alle finanziarie della difesa 2007-08, ho assistito allo sfascio della maggioranza con la creazione di gruppi monopersonali e con la campagna acquisti di senatori. Penso che anche coloro che fanno parte del mio partito debbano fare un mea culpa per la caduta di Prodi: quel governo avrà avuto dei difetti ma certamente è meglio dell’attuale”.

Sarzana, La Spezia, la rivalità storica. Come l’ha vissuta e come la vive?
“La mia terra è sempre stata la provincia, sono stato parlamentare di questa provincia e mi sono occupato soprattutto dei problemi di Spezia e non solo di Sarzana, anche per una questione di competenza. La provincia non va divisa, serve una visione unitaria per contare qualcosa sennò è un disastro”.

Forcieri si alza la mattina, fa colazione e inizia la rassegna stampa. Tv, giornali, internet o palmare? “Ho due palmari, un portatile e mi sarei anche iscritto a Facebook se il mio secondogenito non me l’avesse sconsigliato per motivi di privacy. Devo dire che il cellulare lo spengo molto tardi e lo accendo presto la mattina. Sono strumenti che uso per lavoro, non per altro, anche perché serve molto tempo per potersi dedicare ad internet. Peraltro posso leggere solo in treno, perché soffro il mal di auto”.

Domande e risposte secche. Un giudizio su:

Federici? “Un ottimo sindaco, preparato, riflessivo e persona per bene”.

Orlando? “Una promessa”.

La Spezia e Sarzana? “Se posso usare una metafora ciclistica, oggi vedo Spezia in ripresa e Sarzana affaticata dopo una lunga fuga.”

Progetto Marinella e Waterfront? “Indispensabili nel più breve tempo possibile”.

Aeroporto di Luni? “Più che un aereoporto, potrebbe essere un’ottima eli-stazione per rapidi collegamenti commerciali di media distanza con elicotteri”.

Ferrovia extraurbana veloce: “Progetto di vecchia data ma sempre valido. Di certo serve un’alternativa all’Aurelia nel tratto La Spezia-Carrara. Vanno ripresi i rapporti con Anas e Salt per viabilità e caselli autostradali.”

Il ’68 e il Pci. Solo ricordi? “L’ambizione di cambiare il mondo, ma anche la voglia di fare qualcosa per migliorare la situazione di tutti. Mi viene naturale schierarmi dalla parte dei più deboli. Anche nello sport, tolto il Milan per cui tifo, propendo sempre per la squadra che sta perdendo”.

E il Pci?
“E’ stato per milioni di persone una grande speranza: dagli anni ’70 in poi è stato un forte partito socialdemocratico senza che lo volesse o che lo potesse ammettere”.

Wikileaks?
“C’è qualcosa di strano. Non si comprende come il suo fondatore possa disporre di risorse così ingenti. Le rivelazioni sull’Italia fino ad oggi riguardano aspetti conosciuti e risaputi, che confermano i dubbi e lo scarso credito che gli Stati Uniti hanno verso il nostro premier.”

Che cos’è la massoneria? “Non la conosco e non mi piace parlare di cose che non conosco. In genere, però non mi piacciono le associazioni segrete e neanche riservate, anche se sono affascinato dalla storia dei templari, che non mi pare proprio abbiano qualcosa in comune con la massoneria. Lo dico da uno che non ha molta confidenza con queste cose.”

Volevo non chiederle niente sulla sua occupazione ma cado in tentazione. Il porto mantiene buoni trend ma necessita di un altro salto di qualità.
“E’ prioritario realizzare il PRP con i trasferimenti delle marine in un concetto di sistemazione unitaria. Purtroppo non sono approdi semplici: ci si scontra con egoismi, rendite di posizione e difficoltà varie e siamo perciò in ritardo. Il porto sta andando bene, la cassa integrazione è estinta. La ripresa occupazionale va di pari passo con l’aumento dei traffici e sarebbe un peccato non cogliere queste opportunità.”

La cosa di cui si sente più orgoglioso?
“Molte, se ci penso. Delle cose più recenti sono orgoglioso di aver realizzato il Distretto Tecnologico: un vero sogno che si è avverato.”