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Il Cielo sopra La Spezia

Il Cielo sopra La Spezia. Qualcuno fermi Caino

il mondo in guerra 2009

Il primo gennaio 2009 uscì un Cielo di fine ed inizio anno dal titolo “Felice anno nuovo sotto le bombe”. Erano i giorni dell’attacco Israeliano a Gaza (l’operazione dal nome evocativo “piombo fuso”), del trionfo della logica che afferma e mette in pratica l’assunto che per difendere uno Stato da un attacco missilistico si può distruggere un’intera area metropolitana in cui vivono circa 1 milione e mezzo di persone, radere al suolo ospedali, scuole e ogni sorta di servizio pubblico, uccidere circa 1.400 palestinesi (stime israeliane), di cui circa 900 civili e tra loro 300 bambini e provocare più di 5.000 feriti. Inoltre, istituire un embargo durissimo, senza fare passare nemmeno medicine ed aiuti umanitari, e che dura ancora oggi.
E’ giusto precisare che i morti israeliani civili sono stati 3 (per il lancio di razzi) ed i soldati 10.

Non è bello citarsi, è solo per dovere di cronaca. Esattamente un anno fa:

“Il 2008 ci ha raccontato ancora di guerre, in cui le vittime muoiono e soffrono sempre per gli stessi motivi. Interessi economici, sete di potere, strategie geopolitiche, con differenze etniche e religiose come camuffamento. Afghanistan, Iraq, Repubblica Democratica del Congo, eccetera. Adesso, il degno finale, a Gaza, in un tragico copione che si ripete da decenni.

Il 2009 non ci promette niente di meglio. Nonostante le speranze di Pace, che non devono mai morire. Staremo a vedere. Per esempio, se Obama chiuderà davvero Guantanamo.
E se si adopererà veramente per risolvere la questione israelo-palestinese.”

Niente di nuovo non solo sul fronte Occidentale, ma anche su tutti gli altri. Basta scorrere la tabella che copio/incollo qui sotto, presa da Peace Reporter. E’ sempre uguale.
Anzi, no. In una cosa è diversa ogni anno: nel numero dei morti, che aumentano. Una variabile di cambiamento. L’unica. Anche nel 2009, il mondo è stato il tragico palcoscenico per 25 conflitti.

Anche l’augurio per il nuovo anno è sempre lo stesso. Che qualcuno fermi Caino, la sua mano fratricida. Un buon proposito, almeno per quelli che credono che a questo mondo gli esseri umani sono tutti fratelli. Nonostante tutto, la speranza non la perdiamo.

Felice 2010.

MEDIO ORIENTE
1. Iraq 135.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 7.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 41.200 morti dal 1984

ASIA
4. Afghanistan 38.500 morti dal 2001
5. Pakistan (Pashtunistan) 12.000 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.300 morti dal 2004
7. India (Kashmir) 65.500 morti dal 1989
8. India (Assam) 51.800 morti dal 1979
9. India (Naxaliti) 7.200 morti dal 1980
10. Sri Lanka 83.000 morti dal 1983
11. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1948
12. Thailandia (Pattani) 3.500 morti dal 2004
13. Filippine (Npa) 40.500 morti dal 1969
14. Filippine (Mindanao) 71.000 morti dal 1984

AFRICA
15. Somalia 7.400 morti dal 2006
16. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994
17. R.D.Congo (Kivu) 6.000 morti dal 2004
18. Uganda 100.000 morti dal 1987
19. Sudan (Darfur) 301.200 morti dal 2003
20. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
21. Ciad 2.000 morti dal 2005
22. Nigeria (Delta) 14.800 morti dal 1994
23. Algeria 150.500 morti dal 1992

EUROPA
24. Russia (Cecenia) 50 mila morti dal 1999

AMERICA LATINA
25. Colombia 300.250 morti dal 1964

L’immagine della cartina “il mondo in guerra 2009” è tratta dal sito di Peace Reporter, così come i dati relativi ai 25 conflitti. Li ringraziamo, anche per il prezioso lavoro che svolgono ogni giorno.

http://it.peacereporter.net/homepage.php