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Il Cielo sopra La Spezia

Il Cielo sopra La Spezia. La bufala influenzale

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Con anticipo di almeno un paio di settimane ed in tutta Europa sono già iniziati i saldi, ma limitati ad un preciso ed unico articolo: il vaccino contro il Virus H1N1, volgarmente detto influenza A. L’Olanda svende il 50% delle sue scorte, 17 milioni di dosi, con Macedonia e Malta in prima fila per l’acquisto. Altrettanto il Regno Unito, Francia (94 milioni di dosi ) e Usa (85 milioni). Italia e Francia avevano comunque già previsto di inviare il 10% delle loro riserve ai paesi in via di sviluppo, seguendo l’esempio virtuoso dell’organizzazione Mondiale della Sanità che ha pronte 200 milioni di dosi per 95 Paesi emergenti.

Come mai tutto questo ribasso in last minute? Semplice, perché l’influenza A è stata ampiamente sopravvalutata e sovradimensionata. Statistiche ufficiali alla mano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il suo tasso di mortalità è assolutamente più basso del previsto: 0,018%, meno della normale influenza di stagione che ci becchiamo tutti. E’ vero che la sua diffusione, complice un momento storico in cui le distanze sono ridotte e gli spostamenti veloci grazie all’efficienza dei mezzi di trasporto, è stata rapida e capillare in tutto il mondo, ma i suoi effetti sono stati molto meno gravi di ogni previsione. Le vittime dell’H1N1 sono 9.596, contro le 500mila che ogni anno sono falcidiate dalle normali influenze stagionali. Gli ultimi dati riferiti al nostro Paese parlano di 142 morti contro 3.650.000 persone nelle quali è stata accertata l’influenza A.
E le maggior parti di morti in Italia, come nel resto del mondo, ci offrono il triste racconto dell’influenza A come concausa di patologie già manifeste in moltissimi pazienti, come infezioni polmonari ed altro. L’aviaria ha avuto invece effetti letali diretti sul 60% delle vittime.
Inoltre, in tutto il mondo il diffondersi della malattia sembra in forte calo, con i ricoveri che diminuiscono sensibilmente.

Buone notizie, quindi. Un Virus comunque pericoloso è stato sovrastimato, si è esteso moltissimo, ma ha causato molte meno vittime del previsto ed in questo momento è in fase discendente, tanto che diversi paesi non sanno come smaltire le riserve di vaccini. Tutto bene? Non proprio.

C’è qualche altro aspetto da evidenziare in questa vicenda. Quando i numeri spiegano meglio di ogni discorso: il giro di affari causato dalla produzione e vendita di vaccini ai singoli stati ha fruttato alle multinazionali farmaceutiche una cifra come 12 miliardi di euro. Senza contare tutto l’indotto, come i farmaci anti virali di sostegno. Una montagna di soldi nelle tasche dei professionisti della pandemia.
Il nostro paese, a parte il cachet di Topo Gigio, storicamente alto essendo una delle star più longeve, popolari e trasversali della televisione, per il vaccino ha speso 184,8 milioni. Sette euro (iva esclusa) a dose per ognuno dei 24 milioni di dosi di Focetria acquistate dalla Novartis con un contratto che il Governo ha, subito dopo la firma, secretato, nemmeno nascondesse un dossier rivelazione sulle stragi degli anni settanta, e contenente una serie di clausole vantaggiose solo per il colosso svizzero. Come l’assoluta manleva in caso di effetti collaterali, le cui spese eventuali le pagherebbe ancora il Governo italiano, riservando alla Novartis solo la responsabilità finale in caso di danni alle persone causati da “difetti di fabbricazione”.

Anche la campagna vaccinazioni in Italia si è rivelata un sostanziale “flop”. Su 7 milioni e 432mila dosi distribuite, solo 689mila erano state inoculate. Del resto, chi ha per primo rifiutato il vaccino è stato proprio il personale medico e paramedico, in qualche caso anche sottolineandone, in modo più o meno palese, la presunta scarsa efficacia (su questo aspetto si registrano polemiche e prese di posizione a livello internazionale, alcuni sostengono che i vari vaccini siano pure dannosi). Gli ultimi dati dicono che solo 146mila operatori sanitari (il 14,1% del totale) hanno deciso di immunizzarsi e che la campagna di vaccinazione ha finora coperto il 10% delle donne gravide e il 14,3% delle persone a rischio.

E la storia non finisce qui. Abbiamo tralasciato, per evidenti ragioni di spazio, di declinare la situazione specifica degli altri paesi limitandoci a quella di casa nostra, anche perché ci si può facilmente documentare e si scoprirà che, a parte qualche stortura tipicamente italiana, la tendenza ad avere consapevolmente o meno favorito il business farmaceutico a scapito delle risorse sanitarie pubbliche da destinare ad interventi di reale necessità è assolutamente un dato comune a tutti.

Un’altra piccola incursione nel mondo però la facciamo: solo per dire che il massimo organo mondiale che dovrebbe sovra intendere la salute del Pianeta, l’Organizazione Mondiale della Sanità, e quindi analizzare e proporre serie strategie di intervento per arginare le pandemie, non solo ha, come si dice volgarmente, completamente “cannato” le previsioni regalando al mondo intero un bel pacco di allarmismo che ha dato fiato alle trombe a tutti i media per mesi e fatto spendere soldi a vanvera. Sembra, ed il condizionale è d’obbligo in questi casi, che diversi componenti del Center for Strategic Health Operation, l’unità di crisi apposita e degli advisory groups, siano in forte odore di conflitto d’interessi con alcuni big dell’industria farmaceutica. Sono state riscontrate in più di un “esperto” partecipazioni economiche e contratti di consulenza con qualcuna di queste aziende famose per avere il bene e la salute di tutta l’umanità nel loro core business. Ci consoliamo, tutto il mondo è paese.

Per concludere, un altro piccolo esempio per capire in quale epoca viviamo. Ogni anno, nel mondo, si verificano circa 500 milioni di casi di malaria acuta, tra cui 2 milioni di decessi, soprattutto bambini sotto i 5 anni di età e donne incinte. Si calcola che ogni 30 secondi un bambino muore a causa della malaria. In alcuni paesi la malattia provoca una notevole perdita economica e le spese per combatterla assorbono più del 40% del bilancio sanitario. Ancora una volta il sud del mondo è colpito da questo flagello, soprattutto l’Africa sub sahariana che “ospita” oltre il 60% dei casi di malaria e oltre il 90% delle morti ad essa attribuibili.

Qualcuno ha notizia che qualche mega manager di quelle multinazionali che in un paio di mesi hanno sintetizzato il vaccino contro l’influenza A abbia costituito qualche team di ricerca per trovare il vaccino contro la malaria? Chi le ha, le comunichi. Ed in fretta, per cortesia. Contribuirà con un metodo assolutamente omeopatico a farci passare la nausea che sta diventando ulcera perforante.