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Il Cielo sopra La Spezia

Il Cielo sopra La Spezia. I numeri del Mondo

pianeta terra

Per una volta rubo il nobile mestiere di recensore all’amico Daniele Martinelli che ogni settimana ci allieta mente e cuore con la sua rubrica “Verba Manent”. E’ infatti uscito pochi giorni fa il libro “Il mondo in cifre 2009” a cura dell’Economist, edito in Italia dalle edizioni Fusi Orari, i libri di Internazionale.
E’ un testo fondamentale per chi s’interessa di geopolitica, economia e questioni internazionali. Pubblicato ogni anno per aggiornare le cifre del nostro pianeta in ambito geografico, demografico, politico, economico, sociale, ambientale. Dati e classifiche sugli standard di vita, i PIL dei vari paesi, la penetrazione di Internet, i sistemi di comunicazione; nascite, matrimoni e divorzi; libertà di stampa, città, trasporti, guerre, beni di consumo, culture, arti e chi più ne ha più ne metta.

Dati e classifiche attendibili, perché sono frutto di studio e lavoro di un’equipe di ricercatori molto seri e le fonti sono molteplici e bipartisan. Istituti internazionali di statistica ed analisi, enti non governativi, associazioni, archivi. Per fare qualche esempio: Unesco, Unicef, World Trade Organisation, Amnesty International, Unaids, Morgan Stanley Research, CIA, Reporters sans Frontieres, Eurostat, The Heritage Fundation e tanti altri, circa 60 soggetti di livello mondiale. L’unico limite dell’edizione 2009, se così si può chiamare anche perché è strutturale alla metodologia di lavoro che invece è scientificamente corretta, è che l’analisi è stata compiuta nel 2008 ed è relativa a dati del 2006. Quindi, specialmente per gli aspetti economici, può segnare degli scostamenti abbastanza sensibili rispetto alla situazione attuale a causa della successiva crisi economica mondiale. Questo in ogni modo non inficia più di tanto le tendenze strutturali di fondo delle economie dei vari paesi.

Non che io sia un fan dei numeri (anzi al liceo in matematica ero proprio asino) e non ho l’ossessione di Nick Hornby per le classifiche, ma per poter scrivere e dissertare e a volte sproloquiare sui fatti del mondo e dei popoli, c’è bisogno di basi solide ed oggettive, o almeno le più oggettive possibili per una discussione che parta da presupposti condivisi.
Troppo spesso assistiamo a dibattiti, specialmente in televisione, in cui ognuno dei litiganti possiede i suoi dati personali e tutti fanno a chi la spara più grossa. Per discutere di soluzioni per uscire dalla crisi, ad esempio, ci si dovrebbe attenere a dati macro economici oggettivi, poi ognuno propone la sua. Dovrebbe essere così per tutti gli argomenti. Falsare i dati a proprio uso e consumo è uno dei vizi peggiori e più irritanti della politica e dell’informazione.

Il Mondo in Cifre offre quindi una miniera di conoscenza e molteplici di spunti di riflessione, da quelli più seri ai più “leggeri”, con la possibilità di ricognizione del nostro pianeta in senso generale e rapportata alle realtà che ci stanno a cuore, siano esse il nostro paese o luoghi lontani.

Quanti di noi sanno, per esempio, che i più grandi bevitori di birra sono i cittadini della Repubblica Ceca, con 81,6 litri pro capite? Mentre noi italiani siamo i terzi bevitori mondiali di vino, con 28,7 litri pro capite e siamo battuti, udite udite, dagli Svizzeri con 29 litri al secondo posto, mentre il primo posto al mondo per gli “alzatori di gomito” spetta ai Portoghesi, con 33,1 litri di vino pro capite all’anno.

E forse stupirà, ma i questa epoca di libertinaggi e veline, il numero di divorzi nel nostro paese è comunque basso, 0,8 su 1000 abitanti, come l’Armenia ed il Brasile (il Brasile: ma allora i miti cadono davvero!), mentre la gente si lascia davvero tra lacrime amare ad Aruba, in Uruguay e Corea del sud, tutti oltre i 4. Mentre alle Cayman ed alle Bermuda è più alto al mondo il numero di matrimoni.

Se si analizza il numero di componenti familiari per abitazione, si scopre che in Congo si vive in 8,2 di media in una casa, mentre in quasi tutti i paesi d’Europa la media è 2,1. Gli stati uniti detengono il record di ragazzi afflitti da obesità, 33%, e noi in Italia siamo al 22. In Groenlandia “fumano come turchi”, primi al mondo con il 34% di popolazione fumatrice, e si sta parlando di sigarette. Per l’uso di Cannabis, good vibrations in Canada, Stati Uniti e Spagna, i primi tre paesi al mondo, mente gli “sfattoni italiani” ottengono un lusinghiero nono posto. In compenso, siamo al quarto posto per abuso di alcool, surclassati dagli Ucraini, al primo posto quasi con il doppio della percentuale. Un popolo che evidentemente ci tiene molto a dimostrare che l’uso della vodka a colazione non è affatto una diceria.

Il nostro paese si attesta al 67% di iscritti all’Università, 18° posto, mentre nelle spese per l’istruzione non è presente sia nella classifica di quelle più alte che in quelle più basse. Nel turismo siamo al quinto posto tra i paesi più visitati, ci battono Cina, USA, Spagna e Francia, mentre per le spese per il turismo siamo al sesto posto ed i ricavi sono la quarta voce in entrata del nostro bilancio. Il nostro ambiente imprenditoriale è al 39° posto al mondo, pari merito con la Lituania, siamo sesti al mondo per produzione industriale e per servizi, e contiamo un bel quarto posto di saldo negativo sulla bilancia dei pagamenti. Al 35° posto al mondo come potere d’acquisto, siamo invece al 26° come PIL pro capite più alto.

Ci fermiamo per mancanza di spazio, ma credo si sia capito che per i fanatici delle cifre questo è un paradiso, come per quelli delle geografia (montagne più alte, fiumi più lunghi, mari più profondi e così via.) Ed anche per gli aspiranti milionari da quiz, a pensarci bene.
Il dato globale che salta anche ad occhi profani è che questi numeri attestano, senza ombra di dubbio, che le differenze sostanziali tra nord e sud del mondo, tra gente che vive una vita dignitosa e popoli flagellati da guerre, malattie e povertà, sono ancora e più che mai presenti ed in molti casi aumentano. Il nostro pianeta, se lo guardiamo nella sua globalità, non è messo benissimo.

Consiglio a tutti la consultazione di questo libro, se non altro perché ci potrà rendere meno superficiali e provinciali. La speranza è sempre quella, che le cifre del nostro vecchio mondo comincino prima o poi a migliorare ed a diventare più giuste. E non dimentichiamoci che non sono il frutto di situazioni astratte, ma di scelte ed azioni concrete compiute da esseri umani. Siamo tutti coinvolti e responsabili.