LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Il Cielo sopra La Spezia

Il Cielo sopra la Spezia. Obama telefono casa

mars attack

Da qualche tempo in Rete circola con insistenza la notizia che il 27 novembre 2009 il Presidente Obama finalmente svelerà al mondo il segreto sugli extraterrestri. Una verità blindata in laboratori segreti della Nasa, situati in bunker antiatomici a decine di chilometri sottoterra del deserto del Nevada. Basi ipertecnologiche, con stanze impenetrabili in cui dentro contenitori pressurizzati sono conservati alcuni cadaveri di alieni e pezzi di astronavi (si dice anche un disco volante intero, un vecchio modello anni cinquanta); una storia custodita in fascicoli Top Secret dentro casseforti a prova di bomba la cui combinazione è conosciuta solo da direttori della CIA, capi dell’FBI, e che è stata oggetto di spy games per decenni, con il coinvolgimento di agenti del KGB e pochi alti dirigenti di ogni sorta di organizzazioni segrete, compresa la Spectre.

Le fonti che hanno divulgato la decisione di Obama sono siti di informazione alternativa, ufologi, scienziati dissidenti, attivisti religiosi e gruppi di militanti di sette varie. Uno su tutti è il gruppo Project Camelot, formato da ricercatori che hanno il compito di raccogliere testimonianze e documenti su rapimenti alieni ed avvistamenti di UFO. Organizzazione molto autorevole negli States, capeggiata dal guru Bill Ryan, quello che durante la “conferenza esopolitica (?) di Zurigo” ha annunciato al mondo il discorso di Obama del 27 prossimo venturo. Il video è a disposizione di tutti su You Tube.

Altra fonte accreditata è web bot, un software progettato da scienziati pazzi (“The Time Monks” si fanno chiamare, ed il nome è già tutto il programma) come strumento di analisi finanziaria mondiale e diventato nel tempo, visto che le azzeccava tutte, una specie di “oracolo in algoritmo”, in grado di prevedere il futuro. Infatti, sembra che web bot abbia pre annunciato: l’11 Settembre 2001, il Volo 587 della America Airline, il disastro del Columbia, il blackout del 2003, lo tsunami del 2004, l’ uragano Katrina, l’incidente di caccia di Dick Cheney, più una serie considerevole di vere e proprie bufale.

Comunque sia, la data del 27 ha provocato milioni di post su diverse community, blog, video, articoli, file, a testimoniare che il caso è diventato un vero e proprio fenomeno di massa, con tanto di entusiasti e detrattori che se le danno di santa ragione (figuratamene parlando ed anche sganassoni veri e propri), come in ogni querelle che si rispetti.
Addirittura si parla di un incontro ai massimi livelli dell’ONU ed a porte chiuse già nel 2008, sollecitato dai ministri della difesa di Canada e Giappone preoccupati per la inadeguatezza delle risposte militari terrestri in caso di attacco alieno.
Qualcuno afferma anche che il Nobel ad Obama, che ha fatto così discutere commentatori di tutto il globo (anche in questa rubrica, con umiltà) sia stato assegnato proprio come riconoscimento in vista della storica rivelazione del 27 novembre. Qualcun altro che il giorno del suo insediamento una squadriglia di dischi volanti in assetto da parata ed a volo radente abbia sfiorato il tetto della Casa Bianca.

Certo è che l’aspettativa è molta: secondo un sondaggio della CNN/Time circa l’80% degli americani crederebbe che il governo stia nascondendo delle prove sull’esistenza di vita extraterrestre, mentre il 37% è convinto che ci siano stati contatti tra il governo americano e forme di vita aliene. E’ vero che gli americani in fondo sono quasi tutti dei cow boys creduloni, ma anche da noi in Europa l’impressione è che quelli che credono e che aspettano siano svariate centinaia di migliaia, se non milioni. Ed immagino che molti si porranno le solite domande, se gli alieni sono buoni o cattivi, se la loro venuta ci regalerà un nuovo Eden oppure un regime terrificante in cui noi umani fungeremo, a seconda della congiuntura economica della galassia, da forza lavoro schiavizzata o da cibo.

Non resta che attendere il fatidico giorno, non c’è poi molto da aspettare. Personalmente, sono combattuto interiormente. Da una parte, mi piacerebbe conoscere finalmente la verità, anche per giustificare una volta per tutte l’antica idea che i sevizi segreti mentono per statuto e che le teorie dei complotti spiegano la storia, classica giustificazione di chi finisce sempre per fare parte di qualche minoranza. E poi, che discorsi, finalmente sapere se c’è vita su Marte, come sono fatti questi alieni, che tipo di benzina usano per le loro navicelle spaziali e se è il caso di darsi alla macchia sul Parodi ed organizzare con Lugarini e Napoletano una redazione clandestina di CDS, per contribuire alla resistenza contro l’invasore attraverso la controinformazione galattica.

Dall’altra, preferirei rimanere pieno di dubbi e con i miei sogni e le mie suggestioni cinematografiche da fantascienza: ricordi di infanzia che risalgono allo sguardo puro e coraggioso del Comandante John Koenig che mi fissava mentre era alla guida dell’Aquila appena decollata dalla Luna; il giorno in cui mio padre mi portò al cinema per vedere “incontri ravvicinati del terzo tipo”, l’espressione allampanata di Truffaut sotto l’astronave e quella sequenza musicale che ognuno di noi non si scorderà più fin che campa; poi l’adolescenza impegnata culturalmente e politicamente, con le discussioni sulla bellezza della musica di Strauss abbinata alle sequenze infinite in “Odissea nello Spazio”; l’emozione della scena finale di Blade Runner, in cui tutti abbiamo visto, per un attimo e con gli occhi di ghiaccio di Rutger Hauer, le navi da combattimento a largo dei bastioni di Orione. E la saga di Guerre Stellari, così pop e così romantica, ma che faceva breccia anche nei palati fini: chi non ha sognato di pugnare con una spada laser contro Dart Fenner? La scena struggente di ET che deve separarsi per sempre dal suo piccolo amico terrestre e tua moglie che scuote la testa e dice: “ma cosa piangi, coglione, lo avrai visto settanta volte!” E così altre centinaia, migliaia, di immagini, volti e storie, d’autore, di serie Z, ma tutte con un denominatore comune: la fantasia.

Comunque, il giorno è vicino, e tutto si scioglierà, come d’incanto. Forse, grazie ai compagni alieni l’umanità sarà migliore, forse vedrà l’inferno sulla terra, una replica perenne di Hiroshima e di Auschwitz. Certo, è difficile immaginare il mondo peggiore di com’è ora e che i “visitors” siano più crudeli degli uomini. Nell’attesa, mentre sto scrivendo, per creare la giusta atmosfera metto su “Dark Side of the Moon” dei Pink. Sono sicuro che se gli Alieni esistono davvero, è da qualche anno luce che quel disco è ai primi posti di tutte le loro Hit Parade.