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Il Teatro Impavidi compie duecento anni. Caleo: "Pronti per l’inizio dei lavori di recupero"

“Il 9 settembre del 1809 i signori Accademici Impavidi, (Luigi Bernucci, Giuseppe De Benedetti, Agostino Magni Griffi, Azzolino Malaspina, Giuseppe Picedi, Gio Batta Picedi-Benettini, Cesare Remedi, Gio Batta Valenti) inaugurarono il teatro “nuovo” di Sarzana e diedero inizio alla lunga e complessa vicenda di questa struttura, polo di riferimento di Sarzana e della sua storia. L’edificio stesso, nelle sue trasformazioni secolari, è una sorta di sintesi della città. Tracce della Sarzana medievale convivono con i resti del quattrocentesco convento di San Domenico, fusi in un mirabile equilibrio nella struttura neoclassica del teatro attuale. Il teatro degli Impavidi è uno dei cinque teatri storici più importanti della Liguria. L’impianto è classico (progettato dagli architetti Bargigli e Valenti a partire dal 1807) con la disposizione a “ferro di cavallo”: platea e tre ordini di palchi più il loggione, con oltre 500 posti disponibili. Dopo una prima serie di lavori portati a termine tra il 2000 ed il 2005, i finanziamenti disponibili oggi consentono di procedere (sono pronti i progetti esecutivi ed in parte espletate le gare) al suo pieno recupero: dai deliziosi “foyer”, agli impianti tecnologici di sicurezza e di servizio, ai camerini, alla torre scenica etc.
Il 9 settembre di duececento anni fa il teatro iniziava la sua storia con il dramma giocoso Astuzia contro astuzia di Carlo Guglielmi ed il ballo di Luigi Dupain La donna nel bosco, da allora gli “Impavidi” sono parte essenziale di questa città, i lavori che ora iniziano, restituiranno integro e funzionale a Sarzana questo gioiello di storia e di cultura.
A celebrare questa importante ricorrenza è pronto un opuscolo sui teatri storici della nostra città che verrà presentato nel contesto di un incontro dedicato e , in collaborazione con il “festival Napoleonico” il 26 settembre Peter Hicks, direttore di coro, pianista e tenore di fama ,che vive e esercita a Parigi, terrà un concerto di musiche di ‘sapore’ bonapartista, cioè i brani che i borghesi dell’epoca in cui nacque il teatro degli Impavidi, avrebbero potuto sentire e suonare”.