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Nel XII secolo Ceparana diviene capoluogo di un territorio che
comprende anche La Spezia, in cui convergono vari gruppi feudali.
Furono i signori di Ceparana e Vezzano il vero strumento
dell'espansione genovese nel golfo, attuato dal vano tentativo di
Nicolò Fieschi, esiliato da Genova, il quale voleva fare della città
la capitale del suo effimero principato. Fortificò il borgo e
sostenne l'assedio di Oberto Doria che lo conquistò per i genovesi
nel 1272. Nell'anno 1345 viene accolta dal doge Boccanegra l'istanza
della Spezia di essere scorporata dalla podesteria di Ceparana e
formare quindi con Isola, Valeriano, Tivegna e Bastremoli una
podesteria a se stante.
Era l'anno 1365; Luchino Visconti faceva guerra ai Pisani e Ambrogio
Visconti, figlio illegittimo di Bernabò, formò una compagnia di
ventura chiamata San Giorgio, composta da soldati inglesi e
tedeschi. Avviatosi a devastare la Toscana trovò resistenza presso
la Magra, e sfogò la sua bellicosità assediando e saccheggiando La
Spezia con cinquemila uomini. Visti i danni procurati alle nostre
terre da Bernabò e Galeazzo Visconti, il Vescovo di Luni-Sarzana,
Bernabò de Griffi, decise di scomunicarli.
Più tardi, i veneziani assalirono l'isoletta del Tino portando con
sé le ossa di un monaco non meglio identificato e spacciandole per
quelle di S. Venerio, nonostante l'abate Gabriele di Diano giurasse
il contrario. A Genova imperversava intanto la guerra civile, di cui
La Spezia risentì molto. Questa si concluse con la consegna del
regno a Carlo VI di Francia il quale occupò il castello di Portovenere.
Agli inizi del XV secolo La Spezia era nuovamente coinvolta nelle
lotte dei Genovesi con i Visconti. Nel 1464 viene costruito il primo
arsenale militare che venne distrutto circa dieci anni dopo. Per
quasi un secolo La Spezia risente delle incertezze del governo
genovese. Pacificata la repubblica grazie ad Andrea Doria, La Spezia
diventa un Capitanato e viene fortificata per scoraggiare i sogni
della Spagna di dominare la città e la Lunigiana. Simbolo della
presenza genovese è il Castello di S. Giorgio ( oggi al suo interno
troviamo un museo, dedicato a reperti archeologici che coprono un
arco temporale compreso fra il pleistocene e la romanizzazione),che
con molta probabilità fu costruito sulle rovine di precedenti muri
difensivi ed è articolato in due elementi. Il primo, dei Fieschi con
baluardi rotondi, la parte a levante dei Genovesi a sproni quadrati.
Nei secoli XV e XVI la città conobbe il suo massimo sviluppo e il
fiorire della cultura artistica, si hanno anche presenze genovesi di
grande interesse quali Luca Cambiaso, ma lo sfiorire dell’antica
repubblica marinara costretta a barcamenarsi tra Francesi e Spagnoli
bloccano l’incremento economico e demografico della Spezia.
Durante la guerra tra Austria e Franco–Spagnoli, i primi furono
scacciati dall’insurrezione popolare e si ritirarono alla Spezia
sperando comunque di conquistare il forte di Sarzanello e la
Fortezza di S. Maria. Vano l’attacco del generale Wocter nel 1747
bloccato dai volontari vezzanesi e anche quello dell’anno successivo
da parte sempre degli Austriaci attraverso il passo delle Cento
Croci. Il conte Broune valicò il passo con quarantamila uomini, ma
la resistenza degli alleati Franco-Spagnoli-Genovesi lo costrinse
all'armistizio di S. Pietro Vara (14 giugno 1747).
Ormai la Rivoluzione Francese è alle porte e conseguentemente
l'avvento della Repubblica Democratica Ligure, con il sorgere
dell'astro napoleonico si avvia il nuovo corso della storia sulle
sponde del Golfo. Durante la Repubblica Ligure e ai tempi di
Napoleone La Spezia era il capoluogo del Golfo di Venere e quindi
della Provincia del Levante. |
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