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"A Sarzana uno dei capolavori assoluti dell'arte medievale" | Video

Parola di Marcio Ciatti, Soprintendente dell'Opificio delle pietr dure di Firenze, intervenuto venerdì scorso alla presentazione del 'totem' digitale dedicato alla Croce di Mastro Guglielmo.

"A Sarzana uno dei capolavori assoluti dell'arte medievale"

Sarzana - Val di Magra - "La Croce di Mastro Guglielmo della Cattedrale di Sarzana - ha affermato venerdì senza esitazioni il critico d'arte Marco Ciatti, Soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze - rappresenta uno dei capolavori assoluti dell'arte medioevale italiana".Eppure - ha rivelato don Maurizio Marchini, direttore uscente del Museo Diocesano - "quando insegnavo storia dell'arte al Parentucelli e comunicavo che avrei portato una scolaresca a visitare la Croce di Mastro Guglielmo, la segreteria della scuola mi chiedeva per quanti posti si dovesse prenotare il pullman...".
È proprio la consapevolezza di questo paradosso che ha indotto, quasi due anni fa, Roberto Bottiglioni della Fabbriceria della Cattedrale e il presidente del Museo diocesano Paolo Bufano ad immaginare uno strumento multimediale che consentisse finalmente una fruizione piena, consapevole e largamente divulgabile della Croce.
Oggi - grazie al sostegno della Fondazione Carispezia - quel progetto è divenuto realtà ed un sofisticato totem multimediale è consultabile davanti alla Cappella della Croce per conoscere ogni segreto relativo alla storia, all'iconografia e al messaggio di fede del crocifisso ligneo firmato e datato più antico del mondo; anche grazie una comoda audioguida scaricabile con una applicazione sullo smartphone.

Venerdì pomeriggio, in Cattedrale, dinanzi ad un pubblico folto ed attento, il prof. Ciatti ha raccontato le fasi della lunga avventura del restauro della Croce, ultimata dal suo staff giusto vent'anni fa, applicando metodologie innovative mai impiegate prima in Italia; con l'ausilio di suggestive slides ha mostrato le tracce di una prima ridipintura duecentesca e di un restauro inadeguato compiuto nell'immediato dopoguerra. Ma soprattutto ha sottolineato i tratti stilistici 'occidentali' dell'opera, autonomi da quelli di derivazione orientale tipici di molte croci coeve pure rappresentanti Cristo Trionfante, ed ha evidenziato l' originale eleganza nel tratto della mano dell'artista, la potenza drammatica di ciascun riquadro, la grandiosità dell'impianto scenografico complessivo.
L'altro relatore, don Maurizio Marchini, ha illustrato il percorso di Salvezza che è possibile individuare nella sequenza delle Storie della Passione che fanno da contorno alla figura del Christus Triumphans e dei dolenti. Cristo Trionfante, con il volto rivolto verso lo spettatore, gli occhi aperti, il corpo eretto, l'atteggiamento ieratico, assai diverso dal Christus Patiens, il Cristo sofferente, con gli occhi chiusi e il capo reclinato, tipico dei crocifissi di epoca successiva (Giunta Pisano, Cimabue, Giotto).
Prima dei due relatori il parroco don Piero Barbieri e il sindaco Cristina Ponzanelli avevano portato un saluto ai presenti, il vescovo Luigi Ernesto Palletti aveva sottolineato l'attualità della funzione didascalica della Croce e il vicepresidente di Fondazione Carispezia Alberto Balbarini aveva confermato l'attenzione e l'interesse non appagati della istituzione da lui rappresentata verso il patrimonio artistico della città di Sarzana.

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Video

30/11/2018 - Una totem digitale per conoscere la croce di Mastro Guglielmo


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