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Nel 1996 è stato inaugurato dal Ministro per i Beni Culturali il
Museo Amedeo Lia, miracolosamente realizzato nel solo spazio di
un anno per accogliere la collezione donata alla Spezia dall'
ingegner Amedeo Lia.
La collezione comprende una grande varietà dì opere che
documentano il gusto e la cultura dell' arte in Italia (ma non
solo) dall' epoca classica, al tardo antico, al medioevo per
finire all’ età moderna. Dipinti, miniature, sculture in bronzo,
argento, rame, avorio, legno, vetri, maioliche, objets d' art di
tutti i generi, reperti |
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archeologici raccolti con passione ed
acume nell’ arco di mezzo secolo dall'industriale pugliese
naturalizzato spezzino. La raccolta costituisce un unicum per la
qualità dei pezzi e per la finissima capacità di scelta operata dal
collezionista, capacità tesa a costituire all' interno della vastità
delle sezioni, nuclei omogenei ben definiti e di rara completezza.
Tra questi, i cosiddetti "primitivi" sono una vera gemma, con oltre
settanta tavole di Pietro Lorenzetti, Bernardo Daddi, Lippo Memmi,
Lippo di Benivieni, Lorenzo di Bicci, Barnaba da Modena, del Maestro
di Città di Castello, Paolo di Giovanni Fei, Giovanni Bonsi, Il
Sassetta; e molte tempere e tele di Vincenzo Foppa, Antonio Vivarini,
il Bergognone, Ludovico Mazzolino, un probabile Raffaello giovane,
Pontormo, Tiziano, Tintoretto, Sebastiano del Piombo, Giovanni
Cariani, Giovanni Bellini, il Romanino, Alessandro Magnasco,
Bernardo Bellotto, Pietro Longhi, Michele Marieschi.
Secondo Federico Zeri è la collezione privata più importante
d'Europa per i dipinti tra Duecento e Quattrocento, confrontabile
per gusto e raffinatezza a quella veneziana del Conte Cini.
Le raccolte, indicate nelle linee più vistose, saranno ospitate
nell’ edificio nato all’ inizio del Seicento come convento dei
Paolotti appositamente ristrutturato e allestito a cura del Comune e
per il quale è prevista l' apertura in autunno.
L' ordinamento museografico ha rispettato il carattere proprio della
collezione, mantenendo inalterati i nuclei che l' hanno nel tempo
costituita e incrementata.
Nella distribuzione delle opere sono stati tenuti presenti anche i
caratteri spaziali dell' edificio, che in certi casi hanno guidato
la logica dell' allestimento, per cercare di armonizzare il più
possibile le funzioni museali alle destinazioni che lo spazio stesso
suggeriva.
Il restauro dell’ antico convento è stato totale tenendo conto della
nuova destinazione a museo, ma anche dell' esigenza di creare un
organismo funzionalmente corretto e architettonicamente unitario.
Realizzato secondo le più moderne esigenze e in considerazione della
vigente normativa, il museo sarà dotato anche di un bookshop e di un
punto ristoro.
Il museo si inserisce nel nuovo, importante circuito culturale
voluto dall' amministrazione comunale della Spezia; tale circuito
comprenderà, oltre al museo Lia, il museo archeologico già
esistente, il restaurato castello di San Giorgio e un museo d' arte
moderna in fase di realizzazione. |
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Editorialista: Marco Ursano. Opinionista: Antonio Colombo. Fotografi: Giovanni Bocca,
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