la nota

"Saliceti e pericolo falde, Uniparma 'promuove' relazione Raggi"

Intervento dei comitati No Biodigestore, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, e le associazioni Italia Nostra, Legambiente e Cittadinanzattiva.

Sarzana - Val di Magra - La relazione idrogeologica prodotta dal professor Raggi è, come ovvio, molto ricca e completa, nonché fondata su una profonda conoscenza delle caratteristiche geologiche e idrogeologiche dei luoghi'”. Il professor Fulvio Celico, preside della facoltà di scienze geologiche e tecnologie geologiche dell’università di Parma, componente dello Steering Group della valutazione del POR FSE 2014-2020 per la Regione Emilia Romagna, “promuove” la relazione che il professore emerito dell’università di Pisa Giovanni Raggi ha inviato al ministero dell’ambiente, ai Comuni, alla Prefettura, ai Comuni interessati e ad altri enti. Lo fa in una mail di risposta al sindaco di Santo Stefano Paola Sisti, che si era rivolta all’eminente studioso, noto in campo internazionale, per ottenere una consulenza tecnica da produrre in conferenza dei servizi in corso in Provincia sul progetto Recos di digestore da 90 mila tonnellate di rifiuti organici da costruire a Saliceti.
Il sindaco Sisti aveva fornito al direttore Celico sia lo studio del professor Ronchetti dell’università di Modena, prodotto da Recos su richiesta dell’ufficio VIA della Regione per rintuzzare le osservazioni svolte dal professor Raggi nel corso dell’inchiesta pubblica di VIA, sia la successiva relazione del professor Raggi, che ha contro dedotto su due punti essenziali: il percorso della falda e il tempo occorrente in caso d’incidente alle sostanze inquinanti (ammoniaca) a raggiungere i pozzi di Fornola, unica riserva di acqua potabile per La Spezia e la Val di Magra (150 mila abitanti). Per l’Università di Modena, che ha effettuato uno studio su quattro-cinque mesi di campionamenti effettuati da tecnici incaricati da Recos, per raggiungere i pozzi le sostanze inquinanti impiegherebbero più di trecento giorni e arriverebbero diluite (il rischio d’inquinamento dell’acqua potabile per il professor Ronchetti sarebbe comunque attenuato, non scongiurato).

Per il professor Raggi - prosegue il comitato -, che ha fondato la sua relazione su tutti gli studi effettuati dai maggiori esperti d’idrogeologia negli anni dal 2003 al 2009, compreso l’Atlante degli acquiferi di Acam, quando era azienda pubblica non ancora incorporata da Iren, la falda ha un percorso diverso e un inquinamento impiegherebbe poco più di venti giorni per raggiungere i pozzi di Fornola, Afferma il professor Celico: “A mio parere, per settembre p.v. la relazione Raggi è il miglior documento tecnico-scientifico che si possa ragionevolmente utilizzare in conferenza dei servizi”.

Nella stessa mail il preside declina la richiesta del sindaco Paola Sisti di effettuare uno studio. 'Il tempo disponibile per completare lo studio idrogeologico (consegna entro settembre p.v.) – afferma il professor Celico – non è compatibile con lo sviluppo delle attività sperimentali e modellistiche del tipo di quelle riportate negli elaborati prodotti da Iren e, a mio parere, indispensabili per giustificare il coinvolgimento dell’Università. Per realizzare uno studio efficace, in questo scenario, avremmo bisogno di circa un anno, effettuando indagini, misure, campionamenti, analisi e modellazione numerica'. Una risposta che suona anche come una “bocciatura” dello studio prodotto da Recos. Il preside di idrogeologia dà comunque la disponibilità per il futuro per uno studio approfondito della falda del Magra.

Ora i comitati No Biodigestore, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, e le associazioni Italia Nostra, Legambiente e Cittadinanzattiva, che hanno ottenuto il documento con un formale accesso agli atti, hanno chiesto ai sindaci di Vezzano Ligure e Santo Stefano Magra di produrre la relazione Raggi e il parere del professor Celico in Conferenza dei servizi, affinché ciascun ente che vi partecipa, dalla Prefettura (Protezione Civile) all’Arpal, alla stessa Provincia, all’ufficio VIA della Regione si assuma le proprie responsabilità per un’eventuale incalcolabile danno alla collettività. Comitati e associazioni chiedono inoltre ai Comuni, serviti dai pozzi di Fornola, di commissionare un nuovo studio idrogeologico e ambientale sulle falde e su tutte le situazioni ambientali di rischio per le forniture di acqua potabile, che tenga conto di tutti gli impatti cumulativi negativi che insistono sulla bassa Val di Magra.

I comitati No Biodigestore, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, e le associazioni Italia Nostra, Legambiente e Cittadinanzattiva



11/07/2020 17:25:18


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