secondo posto solitario

CARO PICCO, CHE RUMORE FA LA FELICITA'?

Cinque successi di fila, tre in sette giorni eppure era iniziata male: col vantaggio ospite e tante difficoltà. Poi i cambi, l'espulsione di Troiano e il pari di Mastinu. Gyasi e Nzola firmano il tris, Bartolomei fa tutti gli assist. Cori a Italiano.

La Spezia - SPEZIA-ASCOLI 3-1
Marcatore: 30'pt Morosini; 21'st Mastinu, 29'st Gyasi, 41'st Nzola

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Salva Ferrer (42'st Vignali), Erlic, Capradossi, Marchizza; Bartolomei, M. Ricci, Mora (7'st Mastinu); F. Ricci, Gyasi, Bidaou (13'st Nzola). A disp. Krapikas, Desjardins, Ramos, Acampora, Di Gaudio, Gudjohnsen, Terzi, Reinhart, Maggiore. All. Vincenzo Italiano

ASCOLI (4-3-1-2)
Leali; Andreoni, Brosco, Gravillon, Sernicola; Eramo (32'st Ninkovic), Brlek, Troiano; Morosini (21'st Cavion); Scamacca, Trotta (13'st Petrucci). A disp. Marchegiani, Novi, Valentini, Ferigra, Pucino, Padoin, Matos, Pinto, Covic. All. Roberto Stellone

Arbitro: Niccolò Baroni di Firenze
Assistenti: Rober Avalos di Legnano e Vincenzo Soricaro di Barletta
Iv uomo: Matteo Marchetti di Ostia L.
Ammoniti: Troiano, Salva Ferrer, Sernicola, Mora, Ricci M., Nzola, Scamacca
Espulso: 10'st Troiano
Recupero: 2'(pt), 5'(st)
Spettatori: 7mila circa (2984 paganti + 3751 abbonati)

PRE-PARTITA
17.08 - Ha provato e riprovato già questa mattina per capire se poteva essere della partita ma alla fine il responso dice no: Andrej Galabinov non solo non sarà al centro dell'attacco dell'undici da opporre all'Ascoli, ma non siederà nemmeno in panchina. L'affaticamento all'adduttore con cui era arrivato alla vigilia del match dunque non è dunque completamente superato e così lo Spezia ha deciso di non rischiare. Così Italiano cambia i connotati della squadra, giocando sul fattore sorpresa.

17.24 - Di certo c'è il 4-3-3 e il ritorno di Martin Erlic al centro della difesa. Per il resto il tecnico aquilotto decide di cambiare: intanto sceglie Gyasi come punta centrale e non uno fra Nzola e Gudj, propenendendo per una squadra che giochi con palla a terra e ripartenze. Con l'italo-ghanese gli interpreti dell'attacco saranno Federico Ricci e Bidaoui. Detto di Erlic, che farà coppia con Capradossi, confermati i terzini Salva Ferrer e Marchizza. Nel mezzo cabina di regia affidata a Matteo Ricci con Bartolomei e Mora, capitano di giornata, nei ruoli di cursori.

PRIMO TEMPO
I 7mila di Viale Fieschi sono già uno spettacolo prima che tutto parta. Se è per quello già nella camminata che porta al tempio, fra ritorni eccellenti, battute scaramantiche e tanta voglia di esultare ancora. Figuriamoci quando le ultime luci della giornata vanno a morire sulle Alpi Apuane, consegnandoci un biliardo illuminato e un entusiasmo canoro e coreografico che non si vedeva da tempo. Come la Cremonese martedì sera, gli ospiti in giallo e col rombo contro uno Spezia nella consueta prima divisa e un attacco, come detto, inedito. Inizio equilibrato, l'Ascoli pressa alto e dopo 1' prova ad impensierire Scuffet ma la battuta di Scamacca non può far danni. Tornerà al tiro al 5' il gioiellino scuola Sassuolo che non se la fa dire due volte quando trova lo spazio per girare su sè stesso e calciare a rete: Scuffet c'è. Sernicola tocca duro Federico Ricci su un'uscita palla al piede dello Spezia, il Picco tuona contro l'arbitro Baroni che potrebbe ammonire ma dopo nemmeno 9' preferisce il rimprovero verbale. Non è venuta a difendersi la squadra di Stellone che, anzi, fraseggia piuttosto bene palla a terra, cercando soprattutto il lancio lungo per le sponde di Scamacca. Splendida la giocata sul posto di Matteo Ricci che lancia suo fratello nello spazio ma non c'è Gyasi al centro per la ricezione. Al 14' Federico ci prova in solitudine, spostandosi verso il centro e calciando col sinistro: centrale e non difficile per Leali. Finirà invece sui glutei di Martin Erlic la girata di volo di Scamacca ben servito da Andreoni: gara godibile, entrambe fanno la loro parte.

Nell'equilibrio del match, passa l'Ascoli.
Quando lo Spezia riesce a dare ampiezza si vedono le giocate: come quella che innesca Salva Ferrer, abile a guadagnare il fondo e scodellarla al centro dove trova, appostato sul secondo palo, un liberissimo Bidaoui che colpisce di prima intenzione con un timido piattone destinato alle braccia di Leali. E' un break comunque positivo per gli aquilotti che per diversi minuti stazionando in zona d'attacco, schiacciando soprattutto sulla fascia destra. L'Ascoli si mette pazientemente a protezione, coprendo ogni pertugio e cercando soprattutto di non lasciare la giocata facile a Mora e Bartolomei, centrocampisti sempre molto bravi ad inserirsi e, secondo noi, possibile chiave tattica del match. Contestato Baroni per un paio di decisioni di opposto metro, secondi prima che l'Ascoli si porti in vantaggio: Andreoni scappa via sulla destra e cross dentro l'area dove Morosini è bravissimo ad intervenire e beffare Scuffet con l'incornata a fil di palo.

Lo Spezia ci prova ma davanti ha dieci giocatori dietro la linea della palla.
Non c'è depressione nel cuore dei bianchi che si mettono di buzzo buono ad assediare l'area avversaria senza però trovare gli spazi e una conclusione che varrebbe il pari: ci proveranno Bidaoui e Mora, poco prima che lo stesso belga-marocchino non semini il panico sul limite dell'area, stramazzando al suolo in posizione interessante. La barriera ci mette una pezza sul siluro di Bartolomei e l'Ascoli può respirare anche se è roba di un attimo perchè i bianchi si rimettono subito sotto. Nove giocatori dietro la linea della palla, per accompagnare la partita all'intervallo in una condizione di vantaggio: l'Ascoli comincia a perdere tempo su ogni situazione possibile, il pubblico si schermisce ma è ciò che si può aspettare. E così, dopo una lunga serie di corner senza esito, si va all'intervallo: per cambiarla c'è bisogno di un guizzo perché l'avversario ha solidità e il risultato dalla propria parte.

SECONDO TEMPO
Quattro minuti ai paletti dal ritorno in campo, prima che l'arbitro Baroni fischi un fallo e punisca addirittura col giallo un intervento invece regolare di Mora: il Picco si avvelena per un'altra decisione che fa pensare ma non c'è tempo per recriminare perché l'Ascoli trova una ripartenza veloce con l'intervento di Erlic in area piccola a liberare una situazione pericolosissima. Fatica Gyasi a fare il centroboa, un aspetto che non è possibile dimenticare perché sono tanti i palloni che arrivano in area per qualcuno che non c'è. Mastinu per Mora è un cambio per accendere la luce e per evitare di rimanere in dieci in una fase cruciale del match: più i minuti passano d'altro canto più è complicato sfondare il muro piceno. Al 10' però è l'Ascoli a fare harakiri col suo giocatore di maggior esperienza: l'ex capitano dell'Entella Troiano. E' suo il fallo da tergo su Matteo Ricci che vale il secondo giallo e la cacciata dal campo fra un frastuono di fischi. Un accaduto che galvanizza tutto l'ambiente e dà nuova linfa ai ragazzi di Italiano, protesi verso un pareggio ancora tutto da conquistare.

I cambi dell'ora e un'Ascoli costretto all'inferiorità numerica. La pareggia Beppe!
Stellone rinuncia ad una punta, Trotta, per inserire un centrocampista, Petrucci, ed infoltire il reparto; nello stesso identico momento finisce la partita di Bidauoi per l'ingresso di Nzola e lo spostamento di Gyasi a sinistra. La spinta dei bianchi raddoppia quando non triplica e al 21' si traduce nel pari liberatorio: sfonda sulla destra dove Salva Ferrer è uno stantuffo con benzina illimitata, gioco a due con Bartolomei che trova il colpo sotto a scavalcare tutta l'area e trova pronto Mastinu per la zuccata vincente. Il Picco piange di gioia, ripagato di tanta sofferenza: quanto è stata dura bucare Leali! Dai sorrisi alla disperazione però è un attimo perché non passa nemmeno un minuto che Matteo Ricci prende il joypad e serve suo fratello con un colpo sotto sontuoso: il colpo al volo è una bellezza ma non prende lo specchio, roba di centimetri. Sarebbe venuto giù il Picco.

Bartolomei e un piede che si ripete: Gyasi raddoppia. Poi Nzola chiude il conto!
Otto minuti dopo, non di più. Colui che aveva sofferto per un'ora, costretto alle spalle alla porta per coprire un ruolo che non è il suo, alza le braccia al cielo dopo aver gonfiato la rete alle spalle di Leali: arriva ancora dal piede educato di Bartolomei il cross da mettere in porta e a Emmanuel Gyasi non chiede altro se non inzuccarla imparabilmente. E' il terzo pesantissimo sigillo in stagione per l'11 aquilotto, ma non c'è dubbio che i cambi di Italiano hanno fatto il resto: Mastinu, oltre al gol, ha aggiunto la qualità di chi sa inventare una giocata dal nulla ma certamente l'espulsione di Troiano ha il suo peso nell'economia di una gara dispendiosa. L'Ascoli non smette di crederci, Gyasi dà l'esempio ai compagni andandosi a conquistare un pallone sul fondo del campo e non è la prima volta nella sua ottima prestazione individuale: la Ferrovia annuisce e ringrazia. Poi si emoziona, perché da queste parti cose come quella del 41' non si sono mai viste. Bartolomei, terzo assist della partita, questa volta imbecca Nzola che, entrato in area da destra, aspetta l'uscita di Leali e lo uccella con un colpo a fil di palo: 3-1. Fine della storia e Spezia che va a cena da secondo in classifica solitario: dodicesimo risultato utile consecutivo, cinque successi di fila e una squadra di cui si è accorta tutta Italia. Qualcosa che da queste parti non si era mai visto, appunto.


15/02/2020 19:58:37


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