spezzino ed ex aquilotto

"Martellante nella trasmissione della palla, in Italia solo De Zerbi e Italiano"

Il dirigente della Spal Andrea Grammatica era stato ottimo profeta al tempo della scelta dell'allenatore: "Bravo ad apportare correzioni sul non possesso. La rosa ha acquisito fisicità e fiducia e a gennaio sono arrivate alternative pesanti".

La Spezia - Fra addetti ai lavori, dirigenti avversari ed ex mai dimenticati, la tribuna centrale dell'Alberto Picco ieri sera era più "densa" del solito. Una mezza dozzina i club che con i loro scout non sono voluti mancare all'unico appuntamento calcistico della serata, fra questi Atalanta e Sassuolo, che in Viale Fieschi sono ormai una presenza fissa. Ma sugli spalti si è visto anche il presidente del Pisa Giuseppe Corrado, l'ex diesse della grande Fiorentina dei Cecchi Gori Oreste Cinquini, l'ex dg aquilotto del primo ritorno in serie B Rocco Russo, l'allenatore Giancesare Discepoli. Fra questi anche lo spezzino Andrea Grammatica, già direttore sportivo della Primavera della Spal e oggi nell'area scouting, vicecapolista del torneo dietro il Milan. Anche per uno come lui, abituato a girare i campi di tutta Europa alla ricerca di talenti, c'era una comprensibile curiosità nei confronti di una squadra come lo Spezia che gioca da diverso tempo un ottimo calcio: "Fino al gol ho visto una squadra straripante, raramente ho visto una squadra giocare con quel ritmo ma sarebbe semplicistico dire che lo Spezia è una squadra che corre. Semmai è un gruppo di giocatori che sa dove correre e dà ritmo attraverso le giocate. Lavora molto bene sulle catene, è martellante e la trasmissione della palla sa essere sempre decisa e veloce. In Italia ho visto lavorare su questo fondamentale soltanto a Italiano e De Zerbi".

Che gara hai visto?
"Fino al gol la Cremonese si è fatta trovare impreparata con questi continui cambi di gioco che sono stati efficaci soprattutto contro il rombo iniziale di Rastelli. Poi quando si sono messi a cinque nel mezzo, al di là del pareggio, hanno coperto di più l'ampiezza ma a ben guardare lo Spezia non è andato in difficoltà. Semmai ha trovato meno sbocchi ed è fisiologico".

Ne è venuto fuori un secondo tempo altrettanto strabordante.
"E' una squadra in grande fiducia, dove ogni calciatore crede in tutto quello che fa: ogni corsa, ogni gesto tecnico è energico. Ci sono dei calciatori in grande crescita, da Ferrer a Maggiore fino a Marchizza, sono loro quelli che sono migliorati di più. Ed ora la squadra ha acquisito un valore superiore rispetto all'inizio di stagione. Gli acquisti di Di Gaudio e Vitale hanno completato il tutto: basti pensare che ieri i due cambi offensivi sono stati Galabinov e appunto di Gaudio. Sono alternative pesanti per la categoria. E adesso Italiano ha ampia scelta anche a gara in corso".

Dove può arrivare questa squadra?
"Se riesce a mantenere questo ritmo, lo Spezia può arrivare lontano ma... preferisco non dire altro. Io credo che, Benevento a parte, là davanti Spezia, Frosinone e Crotone siano le più attrezzate, anche se con caratteristiche diverse l'una dall'altra. Quello che penso di Italiano l'ho detto ad inizio anno quando poteva sembrare un azzardo ingaggiare un esordiente per la categoria: è stato bravo, secondo me, ad apportare qualche accorgimento soprattutto nella fase di non possesso che gli permettesse di esporsi un po' meno. Ma al di là degli aspetti tattici, questa rosa ha acquisito maggior fisicità perché Erlic, uno da serie A, Marchizza, Ferrer hanno saputo dare, così come Nzola, un impatto fisico diverso. E poi chiaramente col tempo è emersa anche la mentalità".


12/02/2020 20:17:23


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