Mori, Tartarini e Ferraioli seguono Renzi. La parola d'ordine è: coerenza

La Spezia - Dopo l'addio al Pd di Matteo Renzi, a cascata altri iscritti del Pd stanno ufficializzando la loro decisione di lasciare il partito e di aderire a Italia viva, la nuova formazione politica fondata dall'ex premier toscano.
A livello locale ieri il primo addio è stato quello di Lella Paita, deputata eletta a marzo del 2018, e poco dopo si sono rincorse le voci di uno stesso percorso da parte di Beatrice Casini e Umberto Raschi, consiglieri comunali di Sarzana.
Nel corso della giornata di oggi altri tre elementi di spicco hanno scelto di comunicare le proprie dimissioni dal Pd: l'ex assessore comunale e membro della direzione provinciale Corrado Mori, l'ex assessore e membro della direzione regionale Jacopo Tartarini e l'ex consigliere comunale e membro della direzione provinciale Maurizio Ferraioli.

"Dopo tanti anni di militanza, dalla Fgci al Pd, alla mia età - dichiara Mori a CDS - non credo di potermi permettere, nei miei confronti, di quelli dei compagni e della comunità, di fare il renziano senza Renzi. Anzi, con Renzi vivo e vegeto alla guida di un altro partito. L'ala riformista era stata fortemente caratterizzata dalla sua figura e per coerenza ho ritenuto di fare questa scelta. Non so se aderirò al partito di Renzi, ma per correttezza ho rassegnato le mie dimissioni, anche perché ricoprivo ruoli e funzioni di una certa valenza".

Di seguito, invece, la lettera inviata da Tartarini al segretario regionale del Pd e alle redazioni:
Carissimo Vito,
in prima istanza desidero ringraziarti per questi mesi di lavoro in comune che mi hanno permesso di conoscerti meglio e molto apprezzare il tuo carattere e il tuo approccio sempre serio e ponderato alle questioni.
E' notizia clamorosa di ieri la separazione dei gruppi parlamentari, nell'intendimento di Matteo Renzi di costituire un nuovo movimento o partito politico.
Devo dirti, ma ne abbiamo parlato a voce e quindi scrivo per sommi capi, che questo progetto parrebbe rispondere ad alcune domande che mi faccio da tempo.
Io non vengo dal PCI e, avendo aderito da diversa strada molti anni fa ai DS in occasione del Congresso di Firenze, non ho mai sentito il fascino dell'incontro tra le due grandi tradizioni politiche popolari italiane: per me il nocciolo della questione è sempre stato cambiare il Paese, con riforme profonde, che lo conservino nell'alveo delle grandi democrazie occidentali europee, volentieri se al costo di perdere alcuni difetti endemici degli italiani.
Da questo punto di vista capisco bene il disagio di tanti e di Matteo Renzi.
Recentemente ci siamo incontrati per il Congresso di Base Riformista, corrente che almeno dal biglietto da visita sembrava un alveo naturale per me, ma in quella discussione ho riscontrato una povertà di idee della quale mi sono lamentato a lungo con quanti hanno la pazienza di ascoltarmi.
Forse però il punto è che faccio parte di un elettorato potenziale che attende dalla politica e dal PD quel che oggi non c'è in tutto il centro sinistra e per questo mi interessa così tanto il progetto di una nuova aggregazione.
Che cosa farà esattamente Matteo Renzi è per molti aspetti ancora incerto, ma mi sono chiesto se sia onesto rimanere nell'esecutivo di un Partito mentre attendo con curiosità che ne nasca un altro: sarebbe come sapere che sei affascinato da una persona appena conosciuta e poi cenare senza battere ciglio con tua moglie a casa.
Per questa ragione preferisco rassegnare le mie dimissioni dalla Segreteria regionale, con effetto immediato, nella speranza che vogliate, tu in particolare, comprendere questa linearità di pensiero.
A tutti noi, chi andrà e chi rimane, dico di non lasciarci alle spalle macerie, consiglio ai più facinorosi di magari rivedere le immagini del raduno di domenica a Pontida per ricordare chi sono quelli coloro avverso ai quali il Centrosinistra dovrà presentarsi unito alle prossime elezioni.
Cordialissimi saluti a te e per tuo tramite anche ai colleghi della Segreteria
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Infine ecco la nota con la quale Ferraioli comunica la sua decisione: "Per rispetto e coerenza comunico che ho deciso, in perfetta sintonia con quanto espresso da Matteo Renzi, di lasciare il Pd e conseguenzialmente la direzione provinciale ed aderire al nuovo progetto "Italia Viva". Credo, come espresso da Matteo Renzi che sia giunto il momento di dare vita e forma consistente ai nostri valori ed alle nostre idee in un percorso nuovo che non sia più oggetto di continui litigi interni. Oggi ho rassegnato le mie dimissioni comunicandole a mezzo email agli organismi.
Credo che i cittadini desiderino un progetto innovativo, un Paese che volga lo sguardo con favore alle innumerevoli riforme di cui ha bisogno. Da quando entrai nel Pd l’ho sempre considerato la mia casa, ho trovato tante amiche e amici, compagne e compagni ma la politica per me è soprattutto passione e devo dire che spesso le questioni interne hanno prevalso spegnendo quel bellissimo fuoco di passione ed entusiasmo per il quale mi affacciai alla politica.
Ora finalmente si aprirà una nuova strada, sicuramente più in salita ma cosa c’è di meglio che battersi per le proprie idee e trovarsi sulla stessa linea con vecchi e nuovi amici. Qualcuno festeggerà ma credo che per tutti sia una scelta corretta, quella di Matteo Renzi, che consentirà a tutti di ritrovare quell’equilibrio perso da tempo".


18/09/2019 19:20:48


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