tempo di bilanci

Sale l'assicurazione per cinquemila spezzini nel 2020

Dai numeri sulle Rc Auto emessi da Facile.it si evince che in Liguria il valore è superiore alla media nazionale. Ma almeno ci sono buone notizie sul premio: a dicembre abbiamo speso il 9,19% in meno di un anno fa.

La Spezia - L'aumento dell'assicuazione della propria automobile toccherà a circa 33mila liguri. Il peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, un premio RC auto più caro, in virtù di un causato, sarà un dato di fatto per loro e a questo proposito non sarà nemmeno possibile ricorrere alla nuova Rc familiare. In termini percentuali si tratta del 4,73% del campione analizzato, valore che non solo risulta superiore a quello nazionale (3,76%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana. Guardando alla provincia della Spezia, la percentuale di automobilisti che sono ricorsi all’assicurazione per un sinistro con colpa è pari al 4,34%. Analizzando la graduatoria delle province liguri, al primo posto si trova Genova (5,24%). Più bassi Savona (4,13%) ed Imperia (3,55%).

Buone notizie, invece, per gli automobilisti più virtuosi; per assicurare un veicolo nella provincia della Spezia a dicembre 2019 occorrevano, in media, 603,89 euro, ovvero il 9,19% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018.
L’andamento delle tariffe e altri dati sull’RC auto nella provincia di La Spezia sono disponibili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-la-spezia.html

Guardando più da vicino il profilo degli automobilisti liguri che hanno dichiarato alle assicurazioni un sinistro con colpa, la prima differenza che emerge è legata al sesso; fra gli uomini la percentuale è pari al 4,47%, mentre nel campione femminile sale al 5,02%. Sempre secondo Facile.it analizzando il campione in base alle professioni dichiarate in fase di preventivo emerge che al primo posto si posizionano i pensionati; sono loro la categoria che, in percentuale, ha dichiarato più sinistri con colpa (6,67%). Al secondo posto si trovano i commercianti, con una percentuale pari al 5,79%, mentre gli impiegati si posizionano al terzo posto con il 5,54%. Nel senso opposto, invece, si trovano gli artigiani (2,50%), gli operai (3,18%) e le forze armate (3,65%).


13/01/2020 14:12:17


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