l'intervista

"Provincia precaria ed instabile, non si vive di solo turismo"

Lara Ghiglione, segretaria della Cgil a Cds: "Recuperare professionalità sul mare, come la carpenteria navale. Nell'area Enel si investa su rinnovabili". Poi una domanda: "Dove sono finiti i 3 milioni di euro della tassa di soggiorno?"

La Spezia - Alla Spezia in media tre assunzioni su cinque sono a tempo determinato, meno di una a tempo indeterminato, il resto è apprendistato. A dirlo sono i dati 2018 emessi dalla Camera del Lavoro della Spezia che ha isolato una serie di dati molto interessanti sulle fasce anagrafiche, gli impieghi reali e le prospettive. E' l'occasione per fare un punto complessivo con la segretaria della Cgil Lara Ghiglione, che prende le mosse dal recente report pubblicato da “IlSole24Ore” che riporta l’attuale situazione del lavoro in Italia. Che nell'intervista di Città della Spezia traccia un bilancio a tinte fosche, specialmente per quel che concerne la fascia che va dai 35 ai 49 anni. Sempre più ragazzi prendono il fagotto e un aereo per andare a cercare "l'America" altrove. E alla Spezia? "I dati in nostro possesso riguardano il 2018, per quelli 2019 dobbiamo aspettare la primavera con il nuovo rapporto Istat. Sono dati che dicono che le assunzioni crescono in tutte le fasce prese in esame: 18-24 del 17%, 25-29 del 15% e 35-44 del 29%. Il problema vero è che su circa 34.500 assunzioni complessive in provincia della Spezia nel 2018 quasi il 60% sono state a tempo determinato, circa il 18% a tempo indeterminato e tutto il resto apprendistato, lavoro intermittente, ecc. Il 30% delle assunzioni sono state assorbite nel comparto ristorazione ed accoglienza, l'11% nel settore manifatturiero, il 10% in commercio all'ingrosso e dettaglio, il 10% in noleggio, agenzie viaggio, servizi di supporto alle imprese. Sulla migrazione giovanile non disponiamo di dati, ma la sensazione è quella di un mondo giovanile portato, per necessità e curiosità, ad affrontare percorso di formazione e di lavoro all'estero".

Quindi?
"Emerge per la nostra provincia, un quadro generale di precarietà occupazionale ed instabilità economica. Non si può vivere di solo turismo, e comunque il turismo deve essere concepito come una vera e propria industria, con occupazione di qualità, una regia pubblica che metta in rete esperienze e proposte, sinergie pubblico-privati, investimenti mirati in formazione, marketing territoriale ed eventi culturali e di spettacolo di qualità. Invece l'impressione è che si navighi a vista, senza un progetto organico per un fenomeno che è scoppiato, ma che ora va governato. A proposito, dove sono finiti i quasi tre milioni di euro della tassa di soggiorno? Che fine ha fatto il famigerato DMO? La nostra proposta è sempre stata quella di utilizzare i fondi della tassa per formazione, marketing ed eventi. A che punto siamo? Lo deve dire in primis il Comune della Spezia".

La disoccupazione rimane “stabile”, appena sotto il 10%. Negli anni passati, soprattutto per i giovanissimi, in queste statistiche rientravano anche i cosiddetti “Neet”, o meglio i ragazzi che non studiavano e non cercavano nemmeno lavoro. Qual è la percezione su questo fenomeno sul territorio?
"Anche qui non disponiamo di dati diretti. E per un sindacato i “neet” sono difficilissimi da intercettare. E' chiaro però che servono processi integrati di formazione professionale, che vedano coinvolti enti e scuole. Dobbiamo affrontare la sfida delle nuove tecnologie, che da un lato creeranno nuove tipologie di lavoro, dall'altro tutta una serie di lavori di bassa professionalità scompariranno. Per la peculiarità del nostro territorio, che ha una forte storia di economia legata al mare, dobbiamo fare in modo di recuperare ed attualizzare tutta una serie di competenze e di professionalità, penso alla carpenteria navale. Anche qui, servono idee e progetti organici, non ragionare alla giornata".

A tal proposito, si sente spesso definire La Spezia capitale della nautica. Ma, al di là dei marchi di prestigio che hanno investito qui, a livello occupazionale come vanno le cose?
"E' difficile calcolare le ricadute occupazionali. La nautica è un settore trainante ed ad alta professionalità. Dobbiamo però evitare lo sfruttamento negli appalti, che spesso utilizzano manodopera poco qualificata, proveniente dall'estero e quindi più ricattabile, che opera sovente in condizioni di sicurezza minime o inesistenti. Peraltro, i lavoratori stranieri
spesso hanno un trattamento discriminatorio su diritti e salario anche quando non si tratta di appalti. Sono fenomeni che denunciamo da anni e che devono finire".

Con un cambio radicale del mondo del lavoro sono spuntati nuovi profili che spesso non rientravano nelle categorie canoniche. Si è parlato spesso della situazione dei “rider”. In un caso specifico a Firenze, alcuni, sono stati assunti a tempo indeterminato. Come vi state muovendo?
"Sono realtà difficili da intercettare, perché parcellizzate in piccole imprese, pizzerie e ristoranti che si organizzano il servizio in modo autonomo, ed in grandi player che sbarcano sul territorio. Cerchiamo di fare applicare i contratti nazionali per questi lavoratori quando riusciamo a contattarli. E' una sfida difficile, ma la stiamo combattendo. E stiamo
combattendo una battaglia durissima contro i contratti pirata, siglati da organizzazioni sindacali autonome che nascono come funghi, e che abbattono i diritti da un punto di vista normativo e salariale. Per questo è centrale una legge sulla rappresentanza per evitare che sindacati finti, spesso creati ad arte dalle organizzazioni datoriali, si prestino a questo
gioco al massacro sulla pelle dei lavoratori".

Acam Ambiente, Atc, Lsct, arsenale, Call&Call... più volte nel corso del 2019 le sigle sindacali sono dovute intervenire. Quale temete possa essere la vertenza che impegnerà maggiormente le rappresentanze nel corso del 2020?
"Sulle vertenze ci siamo sempre e con il massimo impegno. Preferiamo però ragionare di prospettive di sviluppo e di futuro del territorio. Serve un disegno complessivo, serve mettere assieme tutte le energie migliori. Riattivare un gioco di squadra tra gli attori economici, sindacali, istituzionali, associativi, politici con un respiro che guardi alla Spezia dei prossimi vent'anni, non fra sei mesi. Basta con la navigazione a vista, con le scelte in relazione al consenso elettorale immediato. Dobbiamo affrontare partite importanti come la la Pontremolese, il nuovo Ospedale, il futuro del porto. Chiediamo investimenti sulle energie rinnovabili nell'area Enel e non solo, di abbattere tassi d'inquinamento delle crociere tramite l'elettrificazione delle banchine che va fatta una volta per tutte. Vogliamo conoscere i dettagli del nuovo Waterfront che non potrà contemplare l'ennesimo centro commerciale per i turisti, su modello aeroporto, ma spazi pubblici per i cittadini dedicati allo sport e attività ricreative e culturali. Tutti temi che ci vedranno protagonisti con le nostre idee. A breve presenteremo un piano di sviluppo del territorio elaborato con la Fondazione di Vittorio, che ha svolto un lavoro di ricerca sul campo durato mesi. Sarà una occasione di confronto vero e serio che metteremo a disposizione della città".

Non sarebbe il momento di impegnarsi anche sulle partite Iva?
"E' un mondo al quale stiamo iniziando a guardare, anche se siamo in ritardo. Nella nostra Carta Universale dei diritti del lavoro è contenuto un concetto basilare: le Partite Iva devono avere gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti: ferie, malattie ecc. Questo concetto deve tradursi in legge dello Stato".

Reddito di cittadinanza e navigator, come sta andando?
"Noi conosciamo la situazione dei centri per l'impiego, nei quali lavorano sei navigator a Spezia e due a Sarzana. Ad oggi, su 1500 pratiche evase per persone che hanno dichiarato di avere i requisiti, 950 sono state convocate per verifica. Su queste, ci sono state circa 400 unità tra rinunce, decadenze, impieghi trovati. E' un processo lungo e complicato, che ha necessità di personale altamente qualificato, ed i Centri per l'impiego stanno assolvendo molto bene tutte le procedure. Non disponiamo invece di dati relativi ai Distretti Sanitari".

Uno dei temi centrali dell’ultimo trimestre del 2019 è legato all’internalizzazione degli Oss in Asl 5. La vicenda si avvia alla conclusione con la nascita di una società “in house”. Dell’intera questione però potrebbe essere sfuggito un tassello. Alla prima conferenza stampa, unitaria, sul tema si dibatteva non sul concorso ma sul numero di posti che lo stesso avrebbe reso disponibili. Nel giro di poche settimane la situazione si è ribaltata, con l’allarme disperato dei lavoratori che quasi si sono mossi in autonomia creando un coordinamento, e il tema centrale è diventato il rischio rappresentato dal concorso stesso che avrebbe potuto escludere i lavoratori. Come mai non sembrava la priorità?
"Come sindacati in modo unitario abbiamo portato avanti questa vertenza con grande tenacia, prendendo in esame tutte le strade possibili per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Abbiamo organizzato decine di incontri con Asl, Comune e Regione, decine di iniziative, manifestazioni, alla Spezia ed a Genova. Parliamo con questi lavoratori ogni giorno. Adesso stiamo attendendo il parere della Corte dei Conti sulla società in house. I lavoratori lo sanno molto bene. Chi cerca di strumentalizzare e di dividere per fini suoi se ne assumerà la responsabilità proprio di fronte ai lavoratori coinvolti in questa vertenza cosi difficile".

Incidenti sul lavoro, che 2019 è stato. Come sensibilizzare i lavoratori e i datori di lavoro?
"I dati Inail dell'anno appena passato non sono ancora disponibili, ma sappiamo che gli incidenti sono calati e soprattutto non c'è stato alcun decesso. Gli infortuni sono stati circa 500. Le chiamate all'Ufficio prevenzione sicurezza sul lavoro dell'Asl sono aumentate del 20% e mancano i tecnici adibiti alle ispezioni, bisogna assumere nuovo personale. Il nostro impegno è massimo e quotidiano. Qualche mese fa è stato stipulato un protocollo importante nel settore edile tra Cgil, Cisl e Uil e associazioni datoriali, che prevede l'istituzione di tre Rlst, lavoratori per la sicurezza del territorio. Un passo in avanti per un settore tradizionalmente a rischio. Proprio oggi si è tenuta una riunione in Fincantieri tra i nostri Rls e la Asl per attivare tutte le procedure necessarie di sicurezza per il cantiere del Trieste. Non abbassiamo mai la guardia".

Chiara Alfonzetti


16/01/2020 21:33:46


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