l'intervista

"Diecimila spezzini disoccupati, durissima situazione nella fascia 35-49 anni"

Il segretario Cisl Antonio Carro a Cds: "Oltre 4500 domande per reddito e pensioni di cittadinanza, critici sulla stabilità dei posti di lavoro offerti. Accelerare investimenti su infrastrutture e stop alla logica degli appalti al massimo ribasso".

La Spezia - Un recente articolo de “IlSole24Ore” sintetizza la difficilissima situazione del lavoro in Italia. Non che sia una novità assoluta visto che la stagnazione è materia quotidiana in quest'epoca ma emergono diversi aspetti utili a capire che senza una vera e propria inversione di tendenza, le cose non cambieranno affatto. In quel report del quotidiano di Confindustria, emerge che stanno aumentando i contratti stabili per la fascia 25-34 anni mentre risulta preoccupante la situazione per gli under 25 e per quella che dovrebbe rappresentare la vera e propria forza lavoro del Paese: la fascia che va dai 35 ai 49 anni. In questo caso a incidere, sarebbero le numerose crisi aziendali che sta vivendo il Paese. Viene da chiedersi: quanti alla Spezia appartengono alle due fasce più critiche, anche se la percezione sembra addirittura peggiorativa della media-Paese. All'alba di un nuovo anno, Città della Spezia approfondisce l'argomento 'lavoro' con il segretario provinciale della Cisl spezzina Antonio Carro.

Qale percezione avete in tutta la provincia e quanto hanno inciso fenomeni come la migrazione giovanile all’estero? "Anche la nostra Provincia riflette la situazione nazionale dovuta alla stagnazione economica del nostro Paese che con oltre 160 crisi aperte sul tavolo del Ministero del Lavoro da Arcelor-Mittal ad Alitalia etc.., mette a rischio oltre 300.000 posti di lavoro, per non parlare delle tante situazioni di piccole e medie aziende che non riescono a stare sul mercato e sono costrette a chiudere. Dei circa 67mila disoccupati in tutta la Liguria, circa 10mila sono quelli della nostra Provincia con un tasso complessivo di disoccupazione del 10%. In particolare il 56% sono ex-occupati proprio nella fascia 35-49 anni mentre il 24% risulta nella fascia 15-24 anni. Non abbiamo dati di migrazione eccessiva verso altri Paesi ma molti sono costretti a trasferirsi nelle grandi città del Nord per continuare gli studi e trovare lavoro.

La disoccupazione in Italia rimane “stabile”, attestata al 9,7 per cento. Negli anni passati, soprattutto per i giovanissimi, in queste statistiche rientravano anche i cosiddetti “Neet”, o meglio i ragazzi che non studiavano e non cercavano nemmeno lavoro. Numeri?
"A proposito di Neet, in Liguria se ne stiamo 40.000, nella nostra provincia circa 2mila: rappresenta con il 20% il dato in percentuale più alto di tutto il Nord Italia. In questo contesto è fondamentale orientare i giovani a partire dalla scuola su indirizzi (scuole tecnico-professionali) che abbiano riscontro in occupazione buona e stabile".

E le partite Iva?
"Molti sono costretti anche con professioni altamente specializzate ad aprire partita Iva. Sono un migliaio in provincia: spesso si tratta di lavoro autonomo simulato in un rapporto di lavoro che potrebbe essere dipendente e dunque con molte più tutele. Da registrare il fenomeno positivo dello sviluppo di attività ricettivo-turistiche-alberghiere".

Reddito di cittadinanza e navigator. In molti luoghi sono più quelli che dovrebbero essere pagati per guidarci nella ricerca del lavoro che quelli che hanno sospeso il reddito di cittadinanza perché hanno accettato un impiego. E qui come sta andando?
"Dai nostri uffici CAF risultano centinaia di pratiche gestite tra reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza ed il dato complessivo fornito da Inps è di 4592 domande di cui circa i 2/3 sono state accolte. Per quel che ci risulta, non sono stati attivati navigator mentre finalmente sono stati stabilizzati i lavoratori precari del centro per l’impiego. Siamo critici, visto i dati provinciali e nazionali sui risultati attesi dalle politiche attive di collocazione in posti di lavoro stabili".

Con un cambio radicale del mondo del lavoro sono spuntati nuovi profili che spesso non rientravano nelle categorie canoniche. Si è parlato spesso della situazione dei “rider”. In un caso specifico a Firenze, alcuni, sono stati assunti a tempo indeterminato. Come vi state muovendo come sindacati per la tutela di questi lavoratori visto che la realtà si sta diffondendo anche alla Spezia?
"E’ una tematica che stiamo dibattendo a livello nazionale: la nostra posizione è chiarissima: a questi lavoratori va applicato il Contratto Nazionale di Lavoro della Logistica".

Spezia capitale della nautica non deve certo essere solamente uno slogan. A conti fatti quali ricadute reali sull'occupazione, oltreché sui profitti dei giganti del settore, si possono calcolare?
"Certamente ad oggi la nautica è un’eccellenza del nostro territorio che deve continuare ad affermarsi e consolidare un’occupazione specialistica di settore. Ad esempio, l’alternanza scuola-lavoro come definito tra la Sanlorenzo Academy e l’Istituto Professionale Einaudi-Chiodo così come la formazione specifica (Cisita, Scuola Naz. Trasporti, Enteforma e con l’ITS con il Polo Universitario), danno concrete risposte occupazionali".

Uno dei temi centrali dell’ultimo trimestre del 2019 è legato all’internalizzazione degli Oss in Asl 5. La vicenda si avvia alla conclusione con la nascita di una società “in house”. Dell’intera questione però potrebbe essere sfuggito un tassello. Alla prima conferenza stampa, unitaria, sul tema si dibatteva non sul concorso ma sul numero di posti che lo stesso avrebbe reso disponibili. Nel giro di poche settimane la situazione si è ribaltata, con l’allarme disperato dei lavoratori che quasi si sono mossi in autonomia creando un coordinamento, e il tema centrale è diventato il rischio rappresentato dal concorso stesso che avrebbe potuto escludere i lavoratori. Come mai non sembrava la priorità?
"La nostra posizione è molto chiara: salvaguardare i 158 posti di lavoro. Da subito ci siamo attivati nei confronti delle istituzioni affinchè si potesse trovare una strada che consentisse a tutti gli attuali OSS di conservare il proprio posto di lavoro. Lo scorso 19 dicembre è stata votata all’unanimità dal Consiglio Regionale la legge per la costituzione della società in house e, al di là della soddisfazione, ci aspettiamo ora fatti concreti. Siamo altresì convinti che l’organico attuale non sia sufficiente ai reali fabbisogni dell’Asl5 in quanto l’Asl1, che ha un bacino simile al nostro, ha
309 OSS".

Incidenti sul lavoro. Cosa è successo nel 2019? Qual è la situazione attuale? Come interviene il sindacato nei cantieri per sensibilizzare i lavoratori e i datori di lavoro?
"E’ un tema drammatico che a livello nazionale registra una tendenza all’aumento e che si deve affrontare in collaborazione con gli enti preposti e con tutte le parti datoriali per rafforzare la prevenzione attraverso la formazione, il controllo ed il rispetto delle regole. Come sindacato stiamo investendo molto sui nostri RLS e RLS di sito perché
la sicurezza diventi una priorità in tutti i posti di lavoro. Ogni infortunio è per noi vissuto come una grave sconfitta".

Acam Ambiente, Atc, Lsct, arsenale, Call & Call... più volte nel corso del 2019 le sigle sindacali hanno dovuto intervenire per difendere i lavoratori di queste realtà. Quale temete possa essere la vertenza che impegnerà maggiormente le rappresentanze nel corso del 2020?
"Le criticità contingenti vengono affrontate giornalmente dai nostri delegati e Segretari di Federazioni ed attualmente non registriamo crisi aziendali che comportino la riduzione di posti di lavoro. Un tema che ci sta particolarmente a cuore è debellare la logica degli appalti al massimo ribasso, fenomeno purtroppo diffuso in tutti i settori dai servizi degli Enti Pubblici al sociosanitario, ai privati. L’appello che facciamo è di accelerare gli investimenti previsti sul nostro
territorio: dalla costruzione del nuovo ospedale del Felettino all’attuazione del Piano Regolatore Portuale, alla ripresa dei cantieri per il terzo lotto della Variante Aurelia, al raddoppio della Pontremolese che rappresenta un’opera
indispensabile non solo per La Spezia e la Liguria ma per l’intero Paese. Bisogna passare dalle parole ai fatti".

Chiara Alfonzetti


15/01/2020 22:16:41


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