le celebrazioni

Gli studenti brillano nel Giorno della memoria | Foto

I ragazzi hanno dato il loro meglio con lavori curati e profondi nel consiglio comunale straordinario. Il prefetto: "Dovere degli adulti è trasmettere con fermezza la condanna a razzismo e discriminazione. Società non è ancora immune".

La Spezia - Settentasei anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. L'apertura dei cancelli e l'ingresso degli alleati rappresentarono per i prigionieri, in parte, la fine di un incubo e così, simbolicamente, il 27 gennaio viene riconosciuto come "Giorno della memoria".
Una data che si tramanda nelle generazioni e ogni Comune, da ventuno anni, si organizza per la ricorrenza anche in quest'anno di piena pandemia. Cambiano le modalità, le cerimonie sono più ristrette e il consiglio comunale straordinario, come per la seduta del 25 novembre nella giornata contro la violenza sulle donne, si tiene via web. Così è stato, anche oggi, alla Spezia.
La mattinata si è aperta con le celebrazioni nel parco del 2 Giugno che ospita giovani menti di tutte le età e gli istituti di tutto il ciclo scolastico. Ma negli anni più bui, in quel parco, sorgeva il XXI reggimento: un luogo di torture, prevaricazioni, interrogatori sommari. Negli anni delle leggi razziali, del regime fascista, delle deportazioni e della guerra, le urla strazianti dei prigionieri riecheggiavano per tutto il quartiere. Sono passate otto decadi e l'orrore ha lasciato il posto alla vita, alla scuola. Alla condivisione.
Al termine della cerimonia nel Parco 2 giugno, le istituzioni si sono spostate in passeggiata Morin con la deposizione di una corona al cippo dedicato alla memoria dei deportati politici.
A margine delle cerimonie il prefetto della Spezia Maria Luisa Inversini ha detto: "Non dobbiamo dimenticare, mai. La nostra società non è immune a derive di stampo fondamentalista, discriminatorio e razzista. Lo testimonia l'arresto di quel giovane a Savona che pubblicava sul web messaggi di sterminio degli ebrei e delle donne. E' un arresto che ci deve far riflettere, interrogare e responsabilizzare noi adulti per lanciare dei messaggi di condanna chiari e fermi".
"Il sangue e le lacrime di chi ha subito le violenze del nazifascismo sono la linfa di questa società per ricordare ed evitare che si ripeta. Una macchina di odio e di sopraffazione sembra impossibile che sia stata concepita dall'essere umano". Così il presidente del consiglio comunale Giulio Guerri in apertura della seduta, e dopo l'ascolto dell'Inno di Mameli eseguito dai ragazzi del liceo musicale, che passato la parola al sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini.
"Per la prima volta siamo in video conferenza e con la pandemia abbiamo dovuto rinunciare ai veri protagonisti di questa giornata: i ragazzi- ha detto il primo cittadino -. La loro assenza pesa come un macigno perché le celebrazioni sono proprio dedicate ai giovani. C'è la distanza fisica, ma non può esserci quella morale. Stiamo vivendo un momento drammatico, ma dobbiamo continuare a rispondere a certe domande con fermezza. Il Covid non annienterà questi momenti e questo è quello giusto per fermarsi a pensare anche a eventi accaduti più di 80 anni fa. L'ago della bilancia siamo noi e un altro virus si può aggirare per l'Europa: l'indifferenza. Questo non possiamo permetterlo, la memoria è il miglior vaccino".
La professoressa Doriana Ferrato ha comunicato poi i nomi dei vincitori dei premi dedicati ad Adriana Revere e Franco Cetrelli che a 9 e 14 anni vennero deportati e uccisi nei campi di Auschwitz e Mauthausen.
Tra i lavori più rilevanti quelli di: Andrea Pini, Iacopo Torretta, Ilaria Maggioncalda e Federica Fioravanti, Francesca Valentina e Giacomo Calmieri che hanno fatto rivivere la deportazione di Franco sotto forma di testimonianza, Cecilia Colombo che ha realizzato una scultura realizzata in fil di ferro che richiama il filo spinato dei campi di lavoro e di sterminio. Questi ragazzi riceveranno una borsa di studio.
I vincitori sono Gaia Bertoni che ha immaginato gli ultimi momenti di serenità di Franco e Adriana, Alessio Romagnoli ha composto una poesia "Franco e Adriana, una storia infelice" con consapevolezza della memoria per non ripetere gli orrori del passato, Maria Iside ha composto una canzone "Mai più" per esprimere la sofferenza dei due giovanissimi spezzini deportati.
Dopo l'annuncio è stato dato spazio agli elaborati sia dei ragazzi che hanno ricevuto la borsa di studio che dei vincitori.
Tutto è stato accompagnato anche dagli intermezzi musicali, di studenti di altri istituti, con melodie e canti ebraici. E' stato anche proposto un quadro della giovane Claudia Orlandini dell'Istituto Einaudi Chiodo che ricorda i deportati ai quali viene rubata l'umanità fino a diventare un'unica e informe ombra, senza riuscire più a distinguere la forma delle persone.
Questo elaborato è stato seguito dal lavoro del Liceo Mazzini Emma Pellistri ha letto un testo - testimonianza sulle lezioni impartite ai bambini sull'arianesimo e sull'atroce concetto dell'inferiorità delle altre persone catalogate con "razza ebraica". E' stato poi il turno del Fossati Da Passano con un video che ha aperto con la poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi al quale è stato dedicato tutto l'elaborato.
A chiudere la seduta, nel corso della quale non è mancato qualche inciampo tecnico e che ha messo in evidenza le criticità riportate anche in altre sedi dagli studenti in merito alla didattica a distanza, l'esecuzione dell'Inno alla gioia.


27/01/2021 13:04:58


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