"Comunicazione più chiara"

"Problemi delle scuole presi di petto. Alla Garibaldi eccesso di zelo"

L'amministrazione comunale di Lerici incontra la preside e i rappresentanti di classe. Il sindaco ribadisce: "Nessun problema strutturale alla primaria". Passi avanti le la media di San Terenzo, cantiere meno impattante grazie a modifica progettuale.

Golfo dei Poeti - “Il primo interlocutore in caso di problemi riguardanti i plessi scolastici deve essere l'Assessorato alla Pubblica istruzione, non quello ai Lavori pubblici”. Questo uno dei punti chiariti ieri dal sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, all'incontro tenutosi nel pomeriggio, in sala consiliare, con il dirigente scolastico Stefania Camaiora, i rappresentanti di classe della scuola primaria Garibaldi e l'insegnante Bianca Cardosi, referente per il plesso santerenzino. Un momento di confronto resosi necessario dopo una settimana, la scorsa, che ha visto modificato l'assetto della didattica – con il grosso delle lezioni dirottate nel refettorio – complice un intervento sulla scala interna. Su cui tutt'ora si lavora, benché le aule ai piani siano tornate pienamente disponibili e praticate. “Non c'è né c'è mai stato alcun pericolo o problema strutturale – ha ribadito il primo cittadino ieri pomeriggio, affiancato dalla parte tecnica, tra cui l'ingegner Nucara, che da oltre un decennio segue le scuole lericine -. E' chiaro che un funzionario (in questo caso l'ingegner Carpentieri dei Lavori pubblici, ndr) quando decide cerca di lasciare un ampio margine di sicurezza, di qui la scelta di chiudere la scala. Nell'affrontare la situazione forse c'è stato un eccesso di zelo”. Paoletti ha sottolineato che “questa amministrazione ha speso 2 milioni e 300mila euro sui plessi scolastici, mentre le due precedenti ne avevano spesi 800mila in tutto: noi abbiamo preso la questione di petto” e ha altresì comunicato di aver “ripreso i funzionari chiedendo loro più agilità nei rapporti istituzionali. Primo interlocutore della scuola deve essere l'Assessorato all'istruzione, inteso come parte tecnica e funzionari. La parte politica non deve ingerire, i funzionari devono essere liberi di formulare le loro determine una volta fatti gli esami tecnici”. Nel corso della riunione è inoltre emerso che inizialmente si pensava che le lezioni potessero scorrere senza traslochi, nonostante la scala interna fuorigioco, perché agli uffici risultavano 95 alunni, e non il numero reale, cioè una decina di più, quindi oltre quella 'soglia cento' che cambia le carte in tavola in materia di sicurezza e vie di fuga.

I rappresentanti di classe hanno espresso “preoccupazione, c'è la sensazione che si intervenga sempre d'urgenza, in seguito alle segnalazioni e senza provvedere a una manutenzione ordinaria. C'è poi stato un problema di comunicazione: quel che ci è stato riferito la domenica era poco rassicurante, interlocutorio. In futuro servirebbe più attenzione”. I genitori, che hanno auspicato maggior coinvolgimento e informazione sulla situazione degli edifici scolastici, hanno altresì chiesto lumi sulla situazione della scuola media di San Terenzo, prossima a un intervento di adeguamento sismico. “Giovedì (domani, ndr) ci sarà consegnato il progetto esecutivo – ha spiegato l'architetto Valentina Gatti, alla guida dell'Ufficio tecnico -. C'è stato qualche piccolo ritardo perché dal definitivo all'esecutivo è cambiato un aspetto relativo alla tecnologia costruttiva. Abbiamo rinunciato ai pannelli di Xlam in luogo di un altro materiale, che, diversamente da quello scelto inizialmente, si lavora come muratura tradizionale. Questo consentirà di ottenere prestazioni leggermente migliorative dal punto di vista energetico e acustico nonché un cantiere – che opererà accanto a una scuola aperta - più veloce e soprattutto meno impattante e invasivo, senza la necessità di installare una grossa gru. Inoltre, questo cambiamento ci farà risparmiare circa 30mila euro che saranno reinvestiti nella scuola rifacendo bagni e pavimentazione e rinnovando gli infissi. Tempi? Tra il bandire la gara e la firma del contratto servono circa tre mesi, ma in questo caso, trattandosi di una scuola chiusa, potrebbe essere possibile abbattere quel tempo minimo di 35 giorni che porta alla stipula del contratto”. Il cantiere in sé si stima possa avere una durata sui sette mesi. “Ma non è possibile immaginare le scuole medie unificate in un solo plesso?”, hanno domandato i rappresentanti. “Ci sarebbe piaciuto immaginare una riorganizzazione delle scuole lericine – ha concluso il sindaco -, ma prima di fare ragionamenti di questo tipo c'era da investire in progetti, studi e valutazioni, perché era preminente la necessità di mettere a norma in sicurezza gli edifici”.


05/02/2020 19:21:26


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