una lezione di storia

Il Giorno del ricordo spiegato ai più piccoli, lezione speciale a Monterosso

Cinque Terre - Val di Vara - In occasione della Giornata del Ricordo, lo scorso martedì 11 febbraio, il Sindaco Emanuele Moggia ha trascorso una mattinata insieme agli studenti della Scuola Media di Monterosso, ai loro insegnanti e al Professor Giorgio Di Sacco Rolla, docente di storia ed italiano del Liceo Classico Lorenzo Costa della Spezia, già apprezzato insegnante della Scuola Media del borgo negli Anni Ottanta.
L’occasione è stata quella di ricordare la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, l'esodo forzato dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, per comprendere le vicende complesse del nostro confine orientale.
Emanuele Moggia si è complimentato con gli insegnanti e con tutti i ragazzi per la ricerca e l’approfondimento svolti su una tematica così importante e drammatica della nostra storia.

E rivolgendosi direttamente agli studenti “Cari ragazze e ragazzi, oltre ad imparare la storia, la geografia, l’italiano e le altre materie scolastiche, appassionatevi al sapere nel suo senso più ampio: siate curiosi e sfruttate appieno le competenze e le conoscenze dei vostri insegnanti per sviluppare un sano senso critico verso il presente, al fine di per essere in grado di costruire un presente ed un futuro migliori” e prosegue “Per me è stato davvero un piacere riascoltare una lezione del Professor Di Sacco: mi è parso di essere tornato indietro nel tempo, a fine anni Ottanta, quando, insieme a tanti compagni di scuola monterossini, frequentavo le nostre Scuole Medie. Anche oggi, come allora, Giorgio Di Sacco Rolla ha conservato quell’entusiasmo nell’insegnamento e ha saputo catturare e mantenere viva l’attenzione, stimolando interesse e curiosità verso quelle vicende storiche e quell’attualità del mondo che ci circonda”.
Il ringraziamento del Sindaco va anche al Dirigente Scolastico del Liceo Costa, Prof. Franco Elisei, per aver autorizzato il Professore Di Sacco a tenere una lezione presso la Scuola di Monterosso.
Martedì mattina si è compiuto un salto nel passato e percorso un piccolo viaggio nella storia per comprendere come nel tempo si siano inaspriti i rapporti tra italiani, sloveni e croati.
Si è ragionato sulle cause e sui meccanismi che hanno alimentato nel corso di quegli anni l’ostilità verso gli italiani.

Nel 1943, dopo tre anni di guerra, il regime fascista di Mussolini aveva decretato il proprio fallimento e l’8 settembre, con la firma dell’armistizio, si verificò lo sfaldamento delle nostre Forze Armate.

A Trieste e nei territori oggi facenti parte delle repubbliche slovena e croata (ma all'epoca appartenenti al Regno d'Italia in conseguenza della vittoria italiana sull'Impero austro ungarico del 1918), dopo l'8 settembre 1943 e, successivamente, dopo l'aprile del 1945, quando i nazisti ritirarono le proprie truppe da quelle regioni che essi avevano annesso al Terzo Reich dopo la resa italiana del 1943, ebbero il sopravvento le forze politiche comuniste guidate da Tito.

I partigiani jugoslavi, per vendicarsi nei confronti dei fascisti che avevano amministrato questi territori con durezza, perseguendo una politica di assimilazione forzata delle minoranze etniche slovene e croate ed annullando l'autonomia culturale e linguistica di cui le popolazioni slave avevano goduto durante la dominazione asburgica (ma anche - e soprattutto - con l'obiettivo di slavizzare completamente quei territori cacciando od assimilando le popolazioni di lingua italiana, che là abitavano da secoli) si accanirono contro la inerme comunità italiana, infoibando migliaia di persone, inclusi numerosi rappresentanti dell'antifascismo italiano.

Il numero degli infoibati e dei massacrati nei lager di Tito fu, nel periodo tra il 1943 e il 1947 di quasi 20.000 persone, mentre gli esuli italiani costretti a lasciare le loro case furono almeno 250.000.

Solo nel 2004 venne istituito ufficialmente il Giorno del Ricordo per onorare la memoria dei nostri compatrioti torturati, assassinati e gettati nelle foibe.

La memoria di queste vittime e degli italiani costretti all'esodo dagli ex territori italiani della Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia è un tema che ancora divide. Eppure le vicende ed il dolore di quelle persone meritano rispetto ed esigono di essere ricordati.



13/02/2020 13:00:43


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