Chiamata 11 - La Spezia da vedere: bellezza d'arte e di natura

Marzo è il mese in cui alla Spezia si celebra, il 19, il santo patrono, San Giuseppe. La fiera che si organizza per tre/quattro giorni, a seconda della cadenza della ricorrenza sopra citata, è il fulcro della vita cittadina, e della sua provincia, e forse è, se escludiamo il Palio del Golfo ad agosto, l’evento più importante dell’anno per il senso di comunità del nostro territorio. Mi sono chiesta quante possano essere le immagini scattate nel tempo in questi giorni di festa da fotografi più o meno talentuosi, professionisti e non. Sicuramente un numero spropositato e sono certa che almeno una, convincente e qualitativamente adatta, si sarebbe potuta trovare per rappresentare il mese di marzo nel calendario “La Spezia da vedere: bellezza d’arte e di natura”, Umberto Allemandi Editore, inserto del mensile il Giornale dell’Arte di gennaio 2020. Ma le cose sono andate diversamente. A rappresentare marzo c’è una foto che ritrae “Le mura del Castello San Giorgio”. In realtà, la fotografia presenta una veduta del Colle del Poggio, giardino che si trova sotto le mura medievali – e che occupano la parte alta della foto -, da qualche anno ristrutturato e riconsegnato alla cittadinanza. Il Castello San Giorgio (e le sue mura) si intravedono sulla parte in alto a destra dell’immagine e la fortificazione può essere riconosciuta solo da chi abita già qui, non certo da chi non conosce bene la nostra città. E va bene, inutile fare i pignoli, si sa che le didascalie non hanno molta importanza, ma se lo scopo del calendario è quello di far conoscere le bellezze storico-artistiche e paesaggistiche della città, forse il Poggio, con tutto il rispetto, non è proprio la più adatta, anche perché il “castello” vero e proprio non trova spazio nei mesi precedenti e successivi, anche se è uno dei luoghi più frequentati dai turisti e sicuramente una delle “bellezze” cittadine da mostrare per invogliare chi non è mai venuto in questa parte della Liguria. Va detto che le 12 immagini scelte non hanno una loro logica interna e sembrano più raccolte per dare un’idea sommaria, tra convenzionale e non, sciatta e poco chiara, di quello che si vuole comunicare della città (si veda a novembre “La piazza Benedetto Brin nel quartiere Umberto I”, dove un albero copre la fontana al centro della piazza, uno dei nostri monumenti artistici più belli, ma meno conosciuti sia a livello locale che nazionale). Inutile aggiungere che il calendario ha una grafica poco innovativa e accattivante (meglio forse i calendari dei negozi di quartiere, tipo il bar o il macellaio che ne omaggiano i clienti a fine anno) o che talvolta le foto sono persino un poco sfuocate (luglio e dicembre, per esempio). La definirei un’occasione sprecata. O ancora meglio, una non-occasione, visto che il problema per La Spezia, non è il flusso turistico da implementare, ma semmai una visione globale di come gestirlo e condurlo, e un calendario con 12 immagini, anche se risolto al meglio, non poteva che accennare a quella visione (ad avercela). La cifra stanziata per questa operazione è stata, con delibera approvata in giunta del 9 dicembre 2019, di € 15.000 circa. Dall’anno scorso non frequento più la RSA G. Mazzini, ma nel caso il giardino di quell’istituzione, che svolge un servizio così importante per tutta la comunità, non fosse ancora stato migliorato, consiglierei di impiegare per questo nobile scopo la stessa cifra l’anno prossimo. Tutti i pazienti lì ricoverati e i loro cari ne avranno sicuro beneficio. Migliorare i servizi di una città è uno dei migliori biglietti da visita per attirare visitatori e possibili futuri cittadini.


05/03/2020 11:46:39

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