Un dipinto di Luca Cambiaso a Montereggio

di Piero Donati
- Molti conoscono Montereggio, frazione di Mulazzo, come il “paese dei librai”, e cioè dei venditori ambulanti di almanacchi e altri testi a stampa destinati ad una clientela diversa rispetto a quella che aveva un rapporto quotidiano col libro. Ben pochi sanno che nell'oratorio del borgo è conservata una vera e propria gemma della pittura genovese del secolo XVI, e cioè una tela raffigurante la Madonna col Bambino, Santo Vescovo e San Rocco, attribuibile senza margini di dubbio a Luca Cambiaso (1527-1585), il più importante pittore ligure – era nato a Moneglia da una famiglia della Valpolcevera – del suo tempo.
Ben restaurato nel 2007 da Claudia Crocini e Francesca Gatti nel loro laboratorio di Sarzana, il dipinto non fu selezionato, nonostante la mia segnalazione, per la mostra monografica che si tenne in quell'anno presso il Palazzo Ducale di Genova. In quell'occasione fu esposta – per breve tempo, a causa di problemi di ordine conservativo – un'opera giovanile del Cambiaso proveniente dalla chiesa dell'Annunziata di Pontremoli, e cioè un'Adorazione dei Magi su tavola datata 1558; anche la tela di Montereggio potrebbe provenire dal territorio pontremolese poiché il santo vescovo che riceve la benedizione del Bambino ha buone possibilità di essere Sant'Agostino, alla cui regola si richiamavano i gestori della chiesa dell'Annunziata. La presenza di San Rocco – certo la parte più felice del dipinto, con quello strepitoso abbinamento fra il rosso cupo dei panni da gamba ed il giallo limone del mantello – è indizio della modesta estrazione sociale dei committenti, probabilmente organizzati in confraternita.
L'opera appartiene al periodo centrale dell'intensa attività del Cambiaso (quello nel quale egli volle cimentarsi anche con la scultura) ed è quindi di qualche anno successiva all'Adorazione dei Magi; benché la composizione obbedisca, con l'adozione di uno schema piramidale, a regole ben precise siamo ancora lontani dall'esasperata ricerca dell'assimilazione delle figure a meri solidi geometrici, ricerca che caratterizza, a Genova e poi in Spagna, gli ultimi anni della carriera del Cambiaso. La gamma cromatica, accordata su toni madreperlacei, conserva qui un percepibile calore interno che costituisce l'accattivante cifra stilistica della pala.


25/05/2014 17:20:20


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