Aulla, bagarre in Comune per Costa. E la Regione dura un minuto

Il consiglio comunale straordinario va incontro a un'incandescente deflagrazione. L'assessore Fratoni se la prende e lascia l'aula. Assente la Provincia.

Lunigiana - Trecento albianesi hanno preso parte oggi pomeriggio ad Aulla al consiglio comunale straordinario dedicato al casto dell'impresa di trattamento rifiuti Costa, a meno di due settimane dal devastante rogo del 31 luglio. Un consiglio incandescente, finito con una sorta di deflagrazione. C'erano Regione, con l'assessore all'ambiente Federica Fratoni, Asl, Arpat e Unione dei Comuni. Assente la Provincia, che avrebbe dovuto essere rappresentata dal presidente Ugo Malatesta.

Ad aprire le danze, il sindaco Silvia Magnani, che ha rivendicato la correttezza del proprio agire, sfoderando un documento, elaborato dalla maggioranza, sul quale ha chiesto la convergenza delle opposizioni. Un testo (difeso dal consigliere forzista Juri Gorlandi) che - si legge nell'impegnativa - "tenuto conto che le vicende relative al trattamento dei rifiuti e al controllo sugli impianti sono di diretta competenza di Provincia e Regione, impegna il sindaco a verificare, per quanto nelle sue possibilità, il puntuale rispetto delle normative ambientali e urbanistiche dell'impianto, attualmente sotto sequestro, a chiedere con forza e determinazione, e con il sostegno unanime del consiglio comunale, nell'ambito dei contesti istituzionali, il supporto necessario per individuare soluzioni utili a favorire la chiusura di quelle attività che generano conflitto con il territorio, favorendo un percorso di riconversione industriale che escluda i rifiuti indifferenziati e l'umido (trasferendo determinate attività in altre zone della provincia, ndr) e possa garantire alla comunità di Albiano un ambiente sano e vivibile". A poco è valsa la disponibilità del sindaco a esplicitare nel testo il no anche a rifiuti pericolosi: sia dalle opposizioni (Idee in Comune e Progetto Aulla), sia dalla platea, è arrivata risposta negativa alle righe lette dalla Magnani.

Al presidente del consiglio comunale Roberta Semeria, membro di maggioranza, è toccato il compito leonino di scandire gli interventi della popolazione. Il primo a parlare è stato il giovane Martino Matarese, che ha definito il documento proposto dalla Magnani "un contentino che dice tutto e niente", parlando poi di "palesi errori nelle procedure di autorizzazione urbanistica" e sottolineando come "si gioca sul fatto che Costa non ha mai presentato istanza di Aia. Se lo facesse, sarebbe fuori dai termini". Lo ha seguito uno dei grandi animatori della protesta, Valter Moretti: "Le istituzioni non rispettano la legalità perché sono corrotte, in particolare a livello di funzionari - ha tuonato -. Costa è un problema per gli albianesi da vent'anni, e gli albianesi sono un problema per Costa dal 2010, quando hanno cominciato a informarsi, provando a costringere l'impresa a un percorso di regolarizzazione". E ancora: "Dovete dirci se c'è conformità urbanistica o meno. Se non c'è, salta tutto il resto, perché è la base. Dovete dircelo! E l'incendio è responsabilità del sindaco, perché a Costa manca l'agibilità, e non avrebbe potuto lavorare". Moretti poi ha toccato il delicato tasto dei lavoratori Costa - una cinquantina - che temono di restare senza lavoro in caso di chiusura: "Mi metto nei panni degli operai - ha detto -, ma non sono scemo, né un sindacalista della Cisl (in riferimento a una nota dei giorni scorsi arrivata dal sindacato biancoverde, ndr). Bisogna capire che l'unico modo per difedere il lavoro è stare dentro la strada della legalità". Non poteva mancare Roberto Cipriani: "Parlo come padre di famiglia e mi chiedo: le istituzioni che sono qua dentro hanno fatto il massimo per tutelare mia figlia, che ha 15 anni?".
I menzionati dipendenti Costa (le cui autorizzazioni a operare, tra l'altro, scadono a fine agosto, e già lavora in proroga) non hanno fatto mancare la loro voce. "A noi chi ci tutela? Ci sono una marea di famiglia che mangiano grazie a quest'impresa", ha detto il 25enne Francesco Esposito. Simili inquietudini quelle espresse da Marina: "Sia io che il mio compagno lavoriamo a Costa", ha rimarcato.

In un clima sempre più accesso, quasi da curva, è toccato poi al versante istituzionale. Nel suo breve intervento, il presidente dell'Unione dei Comuni, Riccardo Ballerini, ha respinto le accuse di corruzione di Moretti e ha assicurato che l'ente da lui guidato ha adempiuto ai propri compiti, facendosi informare da Ideal Service circa la destinazione dei rifiuti. La dott.ssa Ciacchini, per Arpat, ha lamentato "l'aggressività" della platea, assicurando che l'azienda sanitaria - in particolare per i campionamenti che hanno portato all'ordinanza anti ortaggi - ha lavorato intensamente nei giorni immediatamente successivi al rogo. E, sollecitata da Moretti, si è detta certa che le acque di spegnimento dell'incendio siano state interamente raccolte nelle vasche di Costa. Per Asl è intervenuta la dott.ssa Bianchimani: "Pensavo fosse un'occasione di confronto - ha dichiarato -, invece così non è. Non siamo qua per prendere schiaffi in faccia". E ha aggiunto: "Volete un nostro parere sul documento proposto dal sindaco? Non è di nostra competenza. Se fosse approvato e diventasse operativo, allora, a quel punto, potremmo dare un contributo tecnico". Davvero un flash in contributo dell'assessore Federica Fratoni. "La Regione segue con attenzione il caso Costa, e non da ora", ha esordito. Poi s'è alzato qualche "buu", e l'esponente Pd ha raccolto le sue cose e ha lasciato la sala consiliare, stigmatizzando ironicamente "la disponibilità al confronto" dei cittadini. Un atteggiamento criticato un attimo dopo dal consigliere di opposizione Maria Grazia Lombardi (Idee in Comune), convinta che un alto esponente istituzionale debba "reggere un po' meglio certe tensioni". Lombardi che ha poi attaccato duramente la Magnani: "L'amministrazione tergiversa. Questo è un consiglio voluto dalla Magnani per celebrare sé stessa. Invece dovrebbe andare fino in fondo, a costo di perdere la poltrona". Su simile lunghezza d'onda l'intervento del consigliere Tania Brunetti (Progetto Aulla): "C'è bisogno dell'investimento del consiglio comunale per verificare che l'impianto sia a norma? Il documento non serve a niente, è una farsa. Serve invece concludere la procedura per la verifica della conformità urbanistica, che è presupposto a ogni altra valutazione", ha osservato.

Il sindaco ha risposto a brutto muso: "Siamo i primi ad esserci mossi dopo vent'anni per fare chiarezza su Costa, mettendo tutto nero su bianco. E invece qua si gioca al tiro al piccione con me. Noi abbiamo fatto quanto in nostro potere e abbiamo dimostrato disponibilità, io stessa ho ricevuto personalmente più di centro albianesi. E non appena l'architetto Gatti rientrerà andremo avanti con la verifica della conformità urbanistica. Cosa volete di più? Magari chiedetevi perché oggi la Provincia non è qua. Avrebbe potuto dirci cosa vuol fare con il rinnovo delle autorizzazioni di Costa".

A votare il testo, non ci s'è riuscito. Troppo calda, l'atmosfera. Il consiglio si è fisiologicamente dissolto. "Per insubordinazione", ha specificato la Semeria prima di lasciare l'aula. "No, perché il sindaco se ne va", le ha risposto la Lombardi. Animi caldissimi, quindi. Tra incertezze, esasperazione e grandi assenti.


12/08/2016 21:27:40


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