Torna Milan-Spezia, la prima andò agli aquilotti

Una vittoria, un pareggio e una sconfitta nei tre precedenti. Nel 1922 un gol di una riserva bastò ai bianchi di Ferenc Molnár per espugnare l'allora stadio di Viale Lombardia.
La Spezia - I palloni nascevano negli allevamenti di animali, i brasiliani si chiamavano ungheresi e il Mondiale non era ancora stato inventato. E in ogni caso si sarebbe chiamato Coppa Rimet. Milan-Spezia è un tuffo nel passato, una sfida che torna dopo novant'anni quasi precisi da quel 24 febbraio del 1924 in cui i rossoneri riuscirono finalmente a vincere in casa contro quella squadraccia tignosa, arrivata da quella costa in cui il football aveva messo piede per la prima volta nella Penisola, che fino a quel momento aveva rimediato una vittoria e un pareggio sotto la Madonnina. Un passato antico per un fatto relativamente giovane come il calcio, ma quanti segni di modernità già allora. A partire dalla panchina occupata da un manager che faceva contemporaneamente il calciatore: un nome esotico come József Violak inviso al regime fascista che lo aveva ribattezzato Giuseppe Viola.
Mesi fondamentali per il calcio italiano, in cui si passa dal pionierismo al professionismo dopo che lo sport arrivato dall'Inghilterra è diventato fenomeno di massa. Campionato di Prima Divisione 1923-1924: il primo in cui la FIGC decide che la squadra campione potrà cucirsi sul petto una strana coccarda tricolore chiamata scudetto, il nono e ultimo trionfo del Genoa che sconfigge nella finalissima il Savoia, la stagione in cui la famiglia Agnelli - alfieri del capitalismo italiano - entrano nel consiglio di amministrazione della Juventus.

Il Milan gioca allora nel nuovo stadio di Viale Lombardia 38/c, inaugurato nel 1920 e dotato di "una grande tribuna, una spaziosa gradinata, una villetta che ospita la direzione e gli spogliatoi". L'anno dopo parte il cantiere per costruire un nuovo impianto in zona San Siro, ma quando i lavori finiscono (settembre 1926) lo Spezia ha già detto addio alla massima serie nazionale per sempre.
Vale la pena dunque ricostruire a ritroso quei tre Milan-Spezia di campionato, a partire da quel 3-1 per i lombardi propiziato dalla doppietta dell'ala Alessandro Savelli, che pochi anni dopo muore a Napoli per un male incurabile quando ha appena 25 anni.
Lo Spezia è allenato da Violak, e in campo ci sono Latella, i fratelli Rossetti e Amadesi: tutti finiranno a vincere scudetti alla Juventus appena patentata Fiat che li preleva in blocco l'anno dopo. In campo c'è anche il mitico Gino Rossetti, anche lui con Torino nel destino ma sulla sponda granata.
Quel pomeriggio segna Papa III - mezzala e dirigente d'industria, finito a rappresentare la Pirelli in Belgio - a metà del primo tempo, raddoppia Savelli che si ripete dopo che Romano aveva accorciato le distanze. Il Milan chiude nono a 19 punti, lo Spezia undicesimo a 17 e si salva dopo gli spareggi.

Reti bianche nel campionato precedente, ancora girone B di Prima Divisione, ancora vittoria finale del Genoa. Il Milan come nell'anno successivo è allenato dall'austriaco Ferdi Oppenheim (Lovati è argentino naturalizzato), primo tecnico straniero sulla panchina rossonera, che lascerà dopo due stagioni. Il campionato si chiude con un ottavo posto e l'ennesimo spareggio vittorioso per lo Spezia, che mantiene la categoria castigando il Derthona.
Il primo incrocio di campionato è quello del marzo del 1922 ed è anche il ricordo più dolce per i bianchi grazie alla vittoria esterna per 1-0. Il gol decisivo lo segna Prospero Morando, una riserva, che buca Luigi Binda, sorta di iron man ante litteram che, quando non fa il portiere, vince anche un campionato italiano di basket e gareggia nel decathlon e nel rugby a buoni livelli. Nello Spezia in panchina un altro ungherese, Ferenc Molnár, che ebbe poi una lunghissima carriera nel calcio italiano fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Era l'ultima giornata del campionato secessionista organizzato dalla Confederazione Calcistica Italiana, staccatasi dalla FIGC in polemica per l'alto numero delle squadre ammesse. Un anno dunque in cui si avvertiva la necessità di quelle riforme che avrebbero portato negli anni successivi all'emergere di tutti quei segnali di modernità, dalle strutture all'organizzazione ai protagonisti, che in parte sono ancora lì.
La graduatoria alla fine del 1924 dice Milan ancora una volta salvo con un nono posto e 18 punti, Spezia undicesimo a pari merito con il Livorno a quota 16, entrambe salve dopo gli spareggi.


I Precedenti.

26 marzo 1922
MILAN-SPEZIA 0-1
60' Morando I
MILAN - Porrati, Bronzini, Roghi, Er. Morandi, Soldera I, Lovati, Murer, Poggia, Zacchi, Papa III, Loiacono.
All. Cesare Lovati
SPEZIA - Latella, Maggioni, Caiti, Palmia, Cassanelli, Bergamino II, Calzolari, Rossetti I, Lodola, Rossetti II, Morando I.
All. Ferenc Molnár
Arbitro: Sanguineti di Genova

17 dicembre 1922
MILAN-SPEZIA 0-0
MILAN - Norsa, Allievi, Bronzini, De Franceschini I, Soldati, Perfetti, Er. Morandi, Santagostino, Papa III, Poggia, Ballarin.
All. Oppenheim
SPEZIA - Latella, Caiti, Maggiani, Giovannelli, Violak, Cassinelli, Calzolari, Rossetti I, Gallotti, Amadesi, Pagani.
All. József Violak
Arbitro: Ricci di Modena

24 febbraio 1924
MILAN-SPEZIA 3-1
27' Papa III, 35' Savelli, 47' Romano, 53' Savelli
MILAN - Midali II, Soldati, Bronzini, Poggia, Soldera I, Da Sacco, Ballarin, Santagostino, Papa III, Savelli, Cevenini V.
All. Ferdi Oppenheim
SPEZIA - Latella, Caiti, Tognotti III, Rossetti I, Violak, Conenna, Amadesi, Meone, Gallotti, Rossetti II, Romano.
All. József Violak
Arbitro: Bellini di Padova


07/01/2014 18:39:00


© RIPRODUZIONE RISERVATA
Notizie La Spezia




















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.
Contatta la redazione.

Privacy e Cookie Policy