Il Comune è arcobaleno, ma i colori sono stinti

Manca l'unanimità che di prassi i capigruppo riservano alle decisioni che riguardano l'esposizione di vessilli. Per la solidarietà alle vittime gay di Orlando si è resa necessaria una mozione urgente.
La Spezia - Una solidarietà sofferta, quella che il consiglio comunale ha espresso ieri nei confronti delle 49 vittime omosessuali della strage avvenuta nei giorni scorsi nel Pulse di Orlando. Sul minuto di silenzio osservato all'inizio della seduta, su richiesta dell'assessore Alice Parodi, non ci sono state discussioni, ma per arrivare alla decisione di esporre la bandiera arcobaleno, che oggi sventola sopra quella rossa che significa la contrarietà nei confronti del femminicidio, la strada è stata lunga, tortuosa e disseminata di buche.

Nella prima conferenza dei capigruppo sul tema la discussione è stata lunga e accesa, e non si è arrivati all'unanimità che per prassi viene richiesta per provvedimenti di questo tipo.
Per Parodi e per il nutrito gruppo di esponenti della Rete anti omofobia e transfobia La Spezia, presenti tra il pubblico con tanto di vessillo arcobaleno, sembrava che non ci fossero speranze per raggiungere l'obiettivo. Ma non si sono dati per vinti e subito dopo l'approvazione della prima delibera all'ordine del giorno (quella contente le variazioni al Piano del commercio - leggi qui), Tiziana Cattani ha richiesto una sospensione dei lavori, per riunire nuovamente i capigruppo con l'aggiunta dell'audizione delle argomentazioni della richiesta da parte di una delegazione di membri della Rete.
Tra i sogghigni e gli sbuffi di chi, tra i banchi della minoranza, aveva già posto il suo veto alla proposta, i capigruppo sono ritornati in sala giunta. E una volta che le ragazze della Rete sono uscite dall'aula il teatrino della politica ha aperto il sipario, arrivando anche nel pianerottolo del primo piano di Palazzo civico. Dove nel frattempo il gruppo del Partito democratico andava carico di tensione e frenesia verso l'elezione del capogruppo. Una combinazione di eventi che ha trasformato i corridoi in un calderone di occhiatacce, grida e insulti.
"Sei vergognoso", è quello che il sindaco, a favore di riflettori, ha latrato nei confronti di Giulio Guerri, per aver accusato l'amministrazione di voler "piantare la bandiera su una vicenda così delicata" e aver proposto di limitarsi a listare a lutto il tricolore. Un breve, ma intenso parapiglia, che stava per spingere l'assessore Parodi ad andarsene, mentre gli agenti della Polizia municipale andavano a vedere cosa stesse succedendo.
In sala giunta il centrodestra continuava a sostenere che sarebbe stato giusto esporre la bandiera degli Stati uniti, in segno di solidarietà al Paese - in lutto - che aveva subito l'attacco terroristico, mentre Ivan Mirenda, capogruppo del Movimento cinque stelle, informava il pubblico che orbitava intorno al parlamentino spezzino di aver proposto una soluzione di mediazione, con la combo dei vessilli arcobaleno e a stelle e strisce. Ancora una volta l'unanimità era una chimera.

Messa da parte la prassi Luciano Masia ha proposto allora una mozione urgente, per arrivare al risultato e contemporaneamente stanare quanti avrebbero deciso di non prendere posizione o opporsi sul tema della vicinanza alla comunità gay internazionale.
Quando è stato il momento di votare l'urgenza, che richiede la maggioranza dei due terzi dei presenti, l'orario era tardo e Maria Grazia Frijia, Giancarlo Di Vizia ed Enrico Conti avevano già abbandonato l'aula. Quando subito dopo il presidente del consiglio comunale, Paolo Manfredini, ha aperto la discussione Giulio Guerri e Ivan Mirenda si sono alzati e hanno fatto altrettanto.
Nella votazione si sono così registrati i voti favorevoli all'esposizione della bandiera da parte della maggioranza, composta dai consiglieri del Pd, da Pier Luigi Sommovigo, Stefano Corsini, Manfredini, Masia, e, dall'opposizione, con Edmondo Bucchioni di Rifondazione comunista e dei tre grillini rimasti, Carlo Colombini, Marcella Ariodante e Terenzio Dazzini.
Contrari, invece, gli altri membri dell'opposizione Luigi De Luca, Pietro Antonio Cimino, Sauro Manucci e Giacomo Peserico.


15/06/2016 17:53:21


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