Unità di supporto logistico

Varata Nave Vulcano, Bono: "Nessuno come noi, realizzata in soli tre anni" | Foto | Video

L'amministratore delegato di Fincantieri annuncia 100 scafi da realizzare in cinque anni e il sostegno dell'azienda al riconoscimento del Nobel per la pace alla Marina. Il ministro Trenta: "Mai come oggi abbiamo bisogno di mari ben presidiati".
La Spezia - Una serata ricca di prima volte, quella che si è svolta nello stabilimento Fincantieri di Muggiano. Nave Vulcano, la nuova Logistic support ship della Marina militare, è la prima nave ad essere varata nel corso di una cerimonia notturna ed è il primo grande progetto della Legge Navale a vedere il mare. In soldi tre anni, come ha sottolineato l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, si è arrivati dalla firma del contratto al battesimo delle onde: un record, se non è una prima volta poco ci manca. Infine l'arrivo del ministro della Difesa in carica da poche settimane, Elisabetta Trenta, all'interno del sito di Muggiano, dove ha assistito al suo primo varo di una unità italiana.

Davanti a una platea gremita, arricchita dalla presenza dei rappresentanti delle oltre 40 Marine estere provenienti da Seafuture 2018, il primo a prendere la parola è stato Roberto Vignali, in rappresentanza delle Rsu aziendali.
Dopo un doveroso ricordo di quanti, nei cantieri italiani, sono caduti sul lavoro, Vignali ha detto che "le navi di Fincantieri sono ben costruite anche grazie all'apporto delle ditte esterne, con personale proveniente da molti di altri Paesi. Nel lavoro il razzismo non trova spazio. Queste navi - ha proseguito con un evidente accenno alla svolta politica annunciata dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini - saranno al servizio di un'Italia che aiuta ed è accogliente". Poi un passaggio sul bacino galleggiante, la struttura sulla quale era adagiata la stessa Vulcano: "La concessione scade tra due anni, il proprietario (il consorzio costituito da Comune, Provincia e Camera di commercio, Ndr) lo vuole mettere in vendita. È bene essenziale del cantiere, non lo possiamo perdere. Se manterremo le capacità produttive in futuro Fincantieri si potrà candidare per guidare l'Airbus dei mari di cui tanto si parla oggi".

Bono ha salutato il ministro sottolineando che, come il predecessore si tratta di una donna e vedendo in questo un auspicio per la crescita del ruolo femminile nel mondo del lavoro.
"Abbiamo firmato nel 2015, in tre anni arriviamo al varo e il prossimo anno consegneremo Nave Vulcano: nessun altro cantiere al mondo è in grado di fare una cosa del genere. E arriviamo a questo punto nel giorno in cui a Monfalcone abbiamo varato Costa Venezia, prima nave da crociera specificamente progettata e realizzata per il mercato cinese. Come posso non essere orgoglioso di questa azienda? Siamo a gara con Stati uniti, Australia e altri Paesi, tra i più avanzati al mondo, che non posso nominare perché i rapporti non sono ancora ufficiali. Facciamo navi che hanno successo in tutto il mondo, non solo perché siamo bravi a realizzarle, ma anche grazie alle referenze della Marina, che evidentemente conosce le esigenze meglio di chiunque altro. Così il sacrificio con il quale il popolo italiano sostiene la costruzione delle navi per il Paese ha un ritorno dalle vendite per esportazione. E' con grande emozione che ricordo che il ministro Trenta si è detta pronta a impegnarsi con ogni mezzo per il riconoscimento del Premio Nobel per la pace alla Marina italiana. Noi siamo al suo fianco", ha affermato l'ad di Fincantieri interrotto da un forte applauso. "Abbiamo 100 navi in portafoglio, da fare in cinque anni: sembra impossibile, ma ce la faremo. Qua, mentre si continua a lavorare per le navi della Marina italiana, presto procederemo al primo taglio delle lamiere per quella del Qatar, per rispettare un accordo che abbiamo stretto battendo i competitor di tutto il mondo", ha aggiunto.
"Abbiamo il dovere di continuare con lo spirito del dopoguerra, quando un Paese distrutto arrivò ai vertici nel giro di pochi anni. Talvolta viene da pensare che Dio abbia creato un territorio così bello e per compensare abbia inventato gli italiani. Dimostriamo che non è così! Noi sentiamo forte l'orgoglio di lavorare per il Paese, con prezzi competitivi perché lavoriamo con serietà. Nessun dirigente di Fincantieri - ha ricordato Bono - è stato accusato di corruzione. Ci sono incidenti sul lavoro, non li nascondiamo. A tal proposito credo che servano gli investimenti da parte dell'azienda ma anche la responsabilità di ognuno".
Concludendo Bono ha sottolineato la particolare pianificazione del lavoro per Nave Vulcano, che ha visto costruire un troncone a Castellammare di Stabia, uno a Riva Trigoso ed è poi stata assemblata alla Spezia. "E' la dimostrazione di grandi capacità tecniche. E il nostro motto è che al meglio non c'è mai fine".

Prendendo la parola, l'ammiraglio Valter Girardelli, capo di stato maggiore della Marina, ha reso omaggio alla madrina del varo, Maria Teresa Piras, moglie di Emilio Attramini, sottotenente di vascello morto il 3 marzo del 1977 insieme ad altri 37 nell'incidente del Vega 10 sul Monte Serra.
"Nave Vulcano - ha detto Girardelli - è la dimostrazione della cura e della precisione del lavoro di Fincantieri: i due tronconi sono stati saldati perfettamente. Tutto è stato valutato da Occar, con il coinvolgimento della Francia, che ha fatto ordine di tre unità, e il Brasile come Paese osservatore. E questa cooperazione abbassa i costi di sviluppo. La Marina ancora una volta svolge così il ruolo di guida nell'innovazione e di promozione del sistema Paese. Nave Vulcano è deposito di combustibile, di acqua e lubrificanti, ma anche di viveri, medicinali, munizioni, ricambi. E' dotata di officine per riparazioni di elevata complessità e ha una spiccata capacità ospedaliera. Per questo si potrà destreggiare al meglio nelle aree di crisi e nel contesto della cooperazione internazionale. Le nuove unità frutto della Legge Navale saranno dotate, tutte, di flessibilità e polifunzionalità, ma anche di economicità costruttiva e di impiego".
"Dobbiamo sostenere le sfide industriali - ha aggiunto il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore della Difesa - ma anche far fronte a esigenze operative sempre più complesse. Con Nave Vulcano centriamo entrambi questi obiettivi".

L'ultimo intervento prima del colpo d'ascia che ha liberato la bottiglia verso la chiglia della nave, è stato del ministro Trenta.
"Siamo di fronte a un altro gioiello della cantieristica italiana, che rappresenta un ulteriore passo avanti nella modernizzazione delle nostre linee operative, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di mari ben presidiati. Un fatto che ha ricadute su un sistema industriale che dimostra capacità tecniche che dobbiamo proteggere e valorizzare per rimanere al tavolo dei grandi. Vulcano è simbolo di innovazione e sviluppo tecnologico e l'Italia deve diventare in questo modello per l'Europa e per il mondo".


22/06/2018 23:30:15


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