Una ricercatrice spezzina studia la voce umana per aiutare i disabili

Si chiama Sonia Cenceschi e fa parte di un team di ricerca al Politecnico di Milano e si racconta a CDS: "Tutti possono dare una mano, basta rispondere al questionario Calliope".
La Spezia - La scienza è mossa dalla curiosità e i contributi possono arrivare da tutti. Ed è questo il punto di partenza per la ricerca sulla voce umana "Calliope" del Politecnico di Milano e che ha un forte legame con la Spezia perché l'ideatrice è una giovane nata e cresciuta nel quartiere di Fossitermi, Sonia Cenceschi.
Lo studio, come detto, è sulla voce umana e una volta terminato potrà permettere di sviluppare un algoritmo a sostegno delle difficoltà di comunicazione per le persone con autismo e altre disabilità cognitive. Quindi serve davvero l'aiuto di tutti, l'altra buona notizia è che ogni singolo cittadino può partecipare cliccando qui.
I taccuini di CDS hanno raggiunto Sonia Cenceschi. Lei è musicista e ricercatrice spezzina attualmente studente di dottorato in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano. E’ laureata in Ingegneria all’Università di Pisa e ha conseguito una laurea specialistica in Musica elettronica al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Como con una ricerca inerente il restauro audio digitale.
Nel 2013 fonda il gruppo di fonica forense Cencor e inizia la collaborazione con le forze dell’ordine come perito riconosciuto e registrato presso la Procura di Como. Ha all’attivo una collaborazione col dipartimento di Forensic Speech Science dell’Università di York dove ha approfondito le tecniche forensi di analisi della voce. Attualmente la sua ricerca è incentrata su prosodia, musicalità e percezione della voce umana, ambiti per cui sarà docente in due master post-laurea presso la SUPSI di Lugano e la Scuola di musica di Fiesole.

Che studio state facendo?
Lo studio collegato al link si chiama "Calliope" e prende il nome dalla dea omonima della mitologia Greca che, pare, ispirò Omero. Calliope significa “dea dalla bella voce” e ci sembrava un nome consono a questo studio specifico, il quale riguarda proprio la voce umana, osservata da un punto di vista musicale.Ciò che cerchiamo di indagare è quanto la componente sonora del linguaggio parlato influisca sulla comprensione. Abbiamo creato il test percettivo Calliope per osservare la reazione dell’apparato auditivo umano durante l’ascolto di un set di frasi di uso comune, poi private del significato (usando parole “finte”) ed infine ridotte alla sola intonazione (senza più lettere distinguibili).

Quali sono le finalità?

Il test ha molteplici finalità. Quella principale è comprendere quali aspetti della comunicazione non dipendono direttamente dalle parole che utilizziamo. L’esempio più semplice possiamo farlo con l’ironia o il sarcasmo. Posso usare un “tono ironico o sarcastico” usando delle parole che svincolate dal suono della voce assumerebbero un significato neutro o di semplice informazione (es: “eh si, perché tu sei bello."). La stessa cosa vale però per una richiesta. Molti si saranno accorti che anche senza sentire tutte le parole pronunciate dall’interlocutore, spesso si recepisce che l’altro ci sta chiedendo qualcosa. Un ulteriore passaggio è capire quando non servono neppure i “suoni della lingua”, ovvero se riducendo una frase alla sola intonazione (levando le vocali e le consonanti) qualcosa viene comunque riconosciuto.
Ovviamente l’argomento è molto vasto. In questo test ci limitiamo ad una decina di domande, ma da qualche parte bisogna pur iniziare!


In cosa consiste il questionario?

Sono tre serie di domande molto veloci a risposta multipla, alle quali rispondere dotati di un paio di cuffie di qualsiasi tipo, da pc. Non è una prova di valutazione. Ci preme molto specificare che non esistono domande giuste o sbagliate! Ciò che chiediamo è di ascoltare delle frasi recitate da attori (es: vuoi un caffè?) e scegliere quali corrispondono, ad esempio, ad una domanda, ad una affermazione e così via.
nella prima pagina le registrazioni sono audio normalissimi, la seconda sono frasi senza senso recitate esattamente come se fossero “vere". E' stato molto divertente registrarle, ma pare sia divertente anche ascoltarle! La terza contiene solamente il suono ridotto “all’osso”, alle eventuali "cavie" (ride, ndr) l’onore di scoprire in cosa consista nella pratica!
La durata totale è di 15 minuti e molte persone che hanno risposto ci hanno detto che è stato divertente farlo, inoltre si può interrompere e riprendere in qualunque momento.

Chi può partecipare?

Tutte le persone madrelingua italiana che abbiano compiuto 16 anni. Possono partecipare anche parlatori esperti non madrelingua, chiediamo in tal caso di inserire la lingua di origine nei commenti finali.


Che team di lavoro c'è dietro?

Siamo il team di ricerca dell’ARCSLab (dipartimento DEIB del Politecnico di Milano) diretto dalla professoressa Licia Sbattella. Ci occupiamo di Natural Language Processing e analisi della voce per lo sviluppo di software dedicati, in particolare, alla disabilità cognitiva. Questo il nostro sito: http://arcslab.dei.polimi.it/. Il test è stato realizzato nello specifico da me con l’aiuto del prof. Roberto Tedesco. Questo studio fa parte di un lavoro più grande in cui è coinvolto anche Esagramma, il centro di musicoterapia orchestrale per il disagio psichico e mentale di Milano: http://www.esagramma.net/.


Quanti questionari avete raccolto, come possono aiutarvi gli utenti di internet?

Siamo a quota 108. Sarebbe auspicabile arrivare almeno a 300. Il numero sembra eccessivo, ma vi assicuro che col passaparola si può fare!
I risultati attuali sono sorprendenti e molto interessanti. Avere un alto numero di “orecchie” ci permetterebbe di ridurre il margine di dubbio. Ovviamente sono a disposizione di tutti per qualunque chiarimento alla mail sonia.cenceschi@polimi.it

Perché è così importante aiutarvi a completare questa ricerca?

Perché comporterebbe degli importanti passi in avanti per la ricerca stessa e ci aiuterà ad implementare un algoritmo che fa parte di un progetto incentrato sulla disabilità. In particolare stiamo lavorando allo sviluppo di un software dedicato all’allenamento delle capacità vocali e di espressione emotiva in ragazzi con autismo e disabilità cognitive di diversa origine.





06/12/2017 20:50:33


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