Provincia a macchia di leopardo

Morti nel 2020, a Brugnato l'incremento percentuale maggiore

Sono molti i fattori che possono aver influito nella distribuzione territoriale dell'aumento dei decessi. Da una parte gli ospiti della Rsa che talvolta prendono residenza nelle stutture, all'opposto c'è lo spopolamento dell'entroterra.

La Spezia - E' un quadro con luci e ombre, quello che emerge dall'analisi dei dati raccolti dall'Istat sulla variazione dei decessi nel periodo di esplosione dell'epidemia di Covid-19 e gli anni precedenti.
Ieri abbiamo visto come, a fronte di un indubitabile aumento delle morti a livello provinciale, ci sia, come nel resto d'Italia, una certa difficoltà nel comprendere a cosa debba essere attribuita quasi la metà della quota in eccesso dei defunti (leggi qui). Da una parte c'è il dubbio che si possa trattare in buona parte di casi di positività non diagnosticati, dall'altra che il sistema sanitario abbia sperimentato criticità tali da non riuscire a curare a dovere le patologie oncologiche o cardiologiche.

Oggi, sempre prendendo come riferimento il pannello di controllo elaborato dagli esperti di statistica dell'Istat (clicca qui e seleziona "Variazioni percentuali per comune" in alto a destra), andiamo a vedere come sono andate le cose comune per comune. E la fotografia che emerge è quella di una provincia a macchia di leopardo, vuoi per la differente composizione demografica dei 32 territori, vuoi per l'isolamento di cui hanno goduto (almeno in questo caso) alcune aree delle valli interne o ancora, forse, a causa della presenza di Rsa in cui nel corso dei primi mesi della pandemia, i casi di positività tra gli ospiti hanno portato a decessi superiori agli anni precedenti. E' infatti piuttosto diffusa tra gli ospiti di lungo periodo delle strutture l'abitudine di prendere residenza presso le Rsa, figurando così, in caso di decesso, tra le cancellazioni anagrafiche dei comuni in cui si trovano le case di riposo.

E' forse da attribuire in parte a questo fenomeno e al cluster che si sviluppò tra marzo e aprile all'interno della Rsa Sacro cuore lo scostamento percentuale dei decessi registrato tra il primo gennaio e il 31 ottobre 2020 a Brugnato (rosso scuro nella mappa). Il comune della Val di Vara è infatti al primo posto nell'aumento delle morti rispetto alla media dello stesso periodo dei cinque anni precedenti. L'aumento in termini assoluti non è particolarmente significativo, essendo passati da 16,4 a 27 decessi, ma percentualmente siamo di fronte a un incremento del 64,6 per cento, nettamente più elevato dei territori che seguono.
Al secondo posto viene collocata Bonassola, che passa da 10,8 a 16 morti, con un aumento del 48,1 per cento. Sono saliti da 85,6 a 115 i decessi a Castelnuovo Magra, comune in cui l'incremento percentuale è del 34,3 per cento. Seguono Beverino (da 26 a 34, +30,8 per cento), Riccò del Golfo (da 35,6 a 44, +23,6 per cento) e Sarzana (da 218,8 a 269, +22,9 per cento).

Se La Spezia, i cui valori rappresentano da soli quasi la metà dell'intero calcolo, si ferma a un aumento del 5,8 per cento, con i decessi che sono cresciuti da 1.070 a 1.132, nel quadro generale spiccano anche comuni che hanno visto calare il numero dei morti nei primi dieci mesi del 2020.
Per esempio Carro ha visto dimezzarsi il dato dei funerali, scesi da 10 a 5, così come Carrodano, dove si è passati da 9,2 a 5 (-45,7 per cento), e Zignago, dove il numero delle morti è calato da 9 a 5 (-44,4 per cento). Tre comuni dell'alta Val di Vara, dove da anni si lamentano le conseguenze del fenomeno dello spopolamento, che potrebbe aver inciso su questa specifica statistica.
Non lontani si trovano i comuni di Pignone, dove i decessi sono scesi da una media di 7,8 a 5, per un calo percentuale del 35,9 per cento, e di Borghetto Vara, territorio confinante con Brugnato ma che ha registrato un andamento opposto, vedendo scendere i decessi da 10 a 14, ovvero del 28,6 per cento.


21/01/2021 21:05:06


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