costi e servizi

"Se la legge sui funerali non si sblocca siamo pronti a impugnarla"

Il presidente della Pubblica assistenza della Spezia Frau spiega: "Le rassicurazioni che abbiamo avuto sono importanti. La guardia rimane comunque alta. In dieci mesi nostri servizi sono aumentati. Consegna spese cresciuta in maniera esponenziale".

La Spezia - L'attenzione non cala anche se la tempesta si placa sulle pubbliche assistenze liguri ancora in balia della legge regionale che rivede i servizi funebri. I segni di distensione sono arrivati proprio in questi giorni dopo le rassicurazioni dell'assessore regionale Giampedrone e della proposta di legge regionale da parte del consigliere Davide Natale.
La Pubblica assistenza della Spezia ha sì accolto le varie proposte ma allo stesso tempo non abbassa la guardia. A ribadire le possibili e nuove strade è il presidente Andrea Frau che spiega: "Ci siamo dati un termine: se entro gennaio non cambia nulla, dal punto di vista delle azioni politiche, porteremo avanti l'idea dell'impugnazione della legge in ambito giudiziario e altre azioni amministrative che possano proseguire l'attività dell'ente. L'ipotesi prevedrebbe una società in house che dividerebbe il trasporto sanitario e il servizio sanitario da quello funebre. Ma non sarebbe comunque una soluzione del tutto sostenibile perché la società in house non potrebbe versare all'altra parte più del venti per cento dei ricavi. I costi sarebbero comunque troppo elevati e comporterebbero tagli su altri servizi come quelli alla persona".
"Non dimentichiamo comunque l'interesse sollevato nei nostri confronti - prosegue Frau -, molti candidati hanno manifestato a nostro favore e hanno indicato la volontà di modificare e correggere la norma. Apprezziamo la continuità dimostrata dall'assessore Giampedrone, i consiglieri Centi e Natale. Quest'ultimo ha depositato la modifica della norma che ci riguarda. Confidiamo il rispetto degli impegni presi".

Qualche numero. L'impegno di enti come la Pubblica assistenza della Spezia a partire da marzo ha subito un'impennata di alcuni servizi. Passando da 800 spese consegnate in tutto il 2019 alle 2.253 da marzo alla fine di ottobre 2020. Una crescita di questo servizio pari al 322.4 per cento. Nel 2019 le famiglie assistire erano 10 a settimana, da marzo 2020 sono diventate 85.
La cassa integrazione e la mancanza di lavoro si sono abbattuti su queste famiglie che oggi versano in condizioni economiche critiche e quindi si avvalgono anche di questi aiuti. Questi servizi rientrano in quelli erogabili dalle entrate per i servizi funerari.
"I dati più alti fanno parte da un'analisi che parte dall'inizio dell'emergenza sanitaria - aggiunge Frau -. A questi numeri si aggiungono i 3.651 trasporti di emergenza sanitaria (in tutto il 2019 sono stati 5mila, NdR) e 3.818 ordinari (3.900 nel 2019). Sono tutte attività che senza i servizi funerari scomparirebbero".

Spese moltiplicate con l'esplosione della pandemia e la firma dell'accordo tra Anpas Liguria, Croce rossa Liguria, Cipas e Regione Liguria migliora, in parte, la situazione.
"Questa firma - conclude Frau - era attesa da anni e in questo periodo è emersa l'importanza di tutte le pubbliche assistenze. Sono stati rivisti i rimborsi spese e sono stati aumentati quelli sui servizi di Pronto soccorso, che influisce quotidianamente sull'emergenza sanitaria. Altri sono sulle tariffe ordinarie. Aiuta sicuramente la nostra e le altre realtà anche se comunque non coprono del tutto i costi effettivi. E' un miglioramento e dobbiamo ricordare che i volontari sono diminuiti".


09/11/2020 21:51:33


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