Appello alla responsabilità

"Ora tutti uniti per uscire da questa situazione prima possibile"

Il sindaco Pierluigi Peracchini traccia il quadro e chiede a tutti di rispettare le misure di contenimento: igiene, distanziamento e mascherina h24 in tutto il territorio provinciale.

La Spezia - Dopo un fine settimana che ha visto un'esplosione di casi di contagio da coronavirus in provincia, il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, fa il punto della situazione ai microfoni della stampa.
Venerdì i casi attivi nel territorio provinciale erano 275, ieri erano 387 e oggi la cifra ha toccato quota 430 (leggi qui). Una forte accelerazione, preannunciata da numeri che già da una decina di giorni collocavano la provincia spezzina al vertice dell'aumento dei casi, delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in Terapia intensiva in Liguria.

"La situazione è sotto controllo. Bisogna rispettare le misure di tutela, come quella emanata dalla Regione per l'utilizzo h24 delle mascherine nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, il distanziamento e l'igiene personale. Monitoriamo di giorno in giorno la situazione e abbiamo molti ricoverati che non preoccupano, a parte due anziani con patologie pregresse che hanno oggettivamente poche speranze - dichiarava questa mattina il sindaco Peracchini -. Sembra che la tendenza sia verso il miglioramento dei numeri registrati negli ultimi giorni. Abbiamo ancora una settimana/dieci giorni per apprezzare gli effetti dell'ordinanza, chiedo responsabilità da parte di tutti, nessuna agitazione e bisogna essere coerenti nel rispettarci a vicenda".

Intanto, in ossequio al tentativo di ridurre le occasioni di contagio, ha revocato l'ordinanza che consentiva di fare musica nei locali sino alle 22...
"Sì, abbiamo preso questa decisione per prudenza. Nei prossimi giorni vedremo, ma l'ospedale ha posti sufficienti per le esigenze del momento e ce ne sono in Asl 3 e 4. Ma questa situazione va fatta rientrare il prima possibile".

Il quadro provinciale è complesso, ma i contagi sono diffusi in tutti i comuni?
"No, i dati dicono che il più colpito è proprio il comune capoluogo. Ci sono casi in 21 comuni della provincia e il provvedimento di obbligo di indossare sempre la mascherina è stato emesso per evitare che i contagi si allarghino ad altri ancora. La cautela è massima, ma i ragazzi si muovono facilmente all'interno della provincia e dunque l'uso della mascherina è indispensabile per limitare i rischi".

Gli altri sindaci della provincia, quindi, non saranno chiamati a emettere ordinanze specifiche?
"La competenza è delle Regioni, per questo sulle mascherine è stata emessa l'ordinanza dal presidente Toti e non da me. Poi, se ci dovessero essere situazioni particolari i sindaci, come autorità sanitarie, possono integrare e interpellare il prefetto. In città, come nel momento peggiore della pandemia siamo tutti al pezzo, disponibili e pronti con strutture ulteriori rispetto a quelle ospedaliere, come la Luna blu e la foresteria del Polo universitario. Con l'assessore alla Protezione civile, Giampedrone, abbiamo deciso di mettere in atto le stesse procedure dei mesi scorsi, per consentire di trascorrere eventuali quarantene o dimissioni di pazienti ancora positivi in luoghi sicuri e protetti. Abbiamo riattivato questo sistema perché durante l'emergenza è stato il migliore della Liguria".

Quali altre iniziative nei prossimi giorni?
"Sensibilizzeremo i ragazzi all'uso della mascherina con la Protezione civile, la Croce rossa e le associazioni di categoria. Stamani ho avuto una riunione con il direttore sociosanitario dell'Asl per stabilire le procedure che i cittadini dovranno seguire e quale aiuto potremo dare per la spesa, le medicine... Ci siamo attivati come in emergenza massima. Non siamo in questa condizione, per fortuna, ma non possiamo trascurare niente. Il ritardo nel sottoporsi ai tamponi nonostante i sintomi da parte di alcuni ci ha portato a questo punto, ma ora tutti insieme per uscirne".

E intanto si avvicina la prima campanella...
"Sì, siamo nella settimana prima dell'inizio delle scuole. Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto, come Comune e come Provincia, ma le ansie dei genitori ci sono e sono comprensibili. Bisogna iniziare, per arrivare il prima possibile al ritorno alla normalità, per recuperare il tempo perso nella formazione e nella didattica. Abbiamo applicato tutte le circolari del ministero e le linee guida, anche dal punto di vista dei trasporti. E' chiaro che viviamo una anomalia che può avere anche momenti di criticità, ma servono nervi saldi e i problemi si affrontano: ci vorrà un piccolo sforzo e un po' di attenzione in più da parte di tutti".

Impossibile pensare a uno slittamento in avanti del primo giorno di scuola?
"La competenza, anche in questo caso, è delle Regioni, ma per l'eccezionalità della situazione la data è stata decisa dal governo. Se il ministero dovesse chiamare la Regione credo che il presidente Toti sarebbe disponibile a ragionare, come sempre ha fatto sino a ora. Le prime settimane saranno di assestamento. Capisco chi vuole posticipare, ma rischiamo di posticipare all'infinito, mentre tutta Europa va a scuola. Eventualmente saranno presi provvedimenti di volta in volta necessari".

Oltre al clsuter della comunità dominicana c'è chi punta il dito contro i festeggiamenti per la promozione dello Spezia. Lei cosa ne pensa?
"Sapete scientificamente come stanno le cose e quanto dura il periodo di incubazione. L'evento dei tifosi dello Spezia non ha inciso: sino a tre o quattro giorni fa i numeri erano di un aumento naturale. Sono gli ultimi ad aver fatto registrare numeri superiori e sappiamo come questo cluster si è formato e diffuso. Il virus è in circolo e chiunque può essere contagiato, dobbiamo gestirlo e renderlo innocuo. Se poi vogliamo giocare a dare colpe e dividere la città, io non ci sto. Ora è la fase in cui bisogna capire il problema e aiutare chi ha bisogno".


07/09/2020 21:40:45


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