"fondi? affittiamo in tre giorni"

"Il mercato immobiliare 2020 fa ben sperare. Chi apre casa-vacanze faccia bene i conti"

A tu per tu con Giovanni Bonati dell'omonima agenzia di Via del Prione aperta nei primi anni '80: "Quelli erano anni d'oro. Oggi il centro rimane il più richiesto, Umbertino in ripresa, in periferia si fanno gli affari".

- "Il mercato delle vendite del 2019 segna un leggero aumento del numero delle transazioni rispetto a dodici mesi prima: rispecchia il trend di tutte le province italiane, eccezion fatta per Milano. I prezzi rimangono stabili, se non in leggero calo". A cavallo fra l'anno vecchio e l'appena sbocciato 2020, Giovanni Bonati, che insieme al padre-fondatore Fabio, guida la storica agenzia immobiliare di Via del Prione, tasta il polso al mercato cittadini, in un'epoca di lenti ma grandi cambiamenti soprattutto in quella parte di città che rimane coinvolta nei flussi turistici di passaggio, fra il mare e l'Umbertino, passando per la stazione ferroviaria: "In città il grosso dei numeri si fa in centro dove in questo momento non c'è tantissimo in vendita: di certo le cose sono molto cambiate all'Umbertino, per via della vicinanza alla stazione ferroviaria. Là dove il prezzo era crollato per problematiche sociali, le cose sono cambiate e i prezzi hanno ricominciato a risalire: un recupero comunque importante rispetto alla situazione di cinque anni fa perché in tanti hanno trasformato i loro appartamenti in case vacanza. In periferia c'è tanta offerta ed è possibile fare ottimi affari soprattutto se uno vuole investire: diciamo che ch ha disponibilità di liquidi, può raggiungere rendimenti ottimi, fra il 5 e l'8%".

Come si presenta il mercato immobiliare del 2020?
"Generalmente questo mercato segue l'andamento della borsa e nel 2019 quel +22% fa ben sperare. La città cambia come cambia il mondo, la gente fa shopping sul divano, le offerte murano. C'è un bel movimento nel comparto fondi e locali: ristorazione, bar, con nuove attività e immobili commerciali risanati: oltretutto danno rendite interessanti, fino al 10%. Il problema è che nelle zone centrali non se ne trovano e quando capita lo si affitta in 3-4 giorni ma è chiaro che in alcune strade le potenzialità sono ottime".

Quella delle casa vacanza è una bolla che rischia di essere pericolosa.
"Consiglierei di fare bene le valutazioni del caso perché rispetto ad un tempo dove il guadagno era certamente cospicuo, oggi la concorrenza ha fatto scendere i prezzi: il dumping ammazza il settore e se togliamo poi le spese relative al servizio booking, alla cedolare secca, alla manutenzione e pulizia dei locali, resta da capire quanto rimane. Senza dimenticare i consumi e gli imprevisti che sono sempre dietro l'angolo specie quando si lavora col turismo. Magari si guadagna di più con un contratto tradizionale a canone concordato e cedolare secca. Penso si potrà assistere ad un'inversione di tendenza".

Possibile che da fuori si venga a vivere a Spezia?
"Leggendo le statistiche del quotidiano Il Sole 24 Ore siamo al 49esimo posto per vivibilità: posso confermare che si iniziano a vedersi persone dal Nord Italia che scelgono di venire a vivere qui nel periodo invernale. Il clima rimane un buon motivo, la qualità della vita è ottima, specialmente per chi non ha problemi economici. Servono semmai politiche per riempire la città: penso ad uno sblocco delle aree dell'Arsenale che porterebbero in città migliaia di operai proprio come quando l'Arsenale fu costruita. Ma lo stesso si può dire nel prossimo futuro per l'area Enel. Ripopolare Spezia sarebbe bellissimo, anche economicamente: in tanti non ci hanno creduto, hanno fatto l'università altrove e non sono più tornati. I giovani devono avere la possibilità di tornare a viverci ed investire".

Com'è cambiato il mestiere con l'avvento di internet?
"C'è un sacco di concorrenza e quello fa parte del libero mercato. C'è chi si affida alle trattative private ma è chiaro che un mediatore è una figura di garanzia ed aiuto per concludere nel migliore dei modi un affare. Le cose sono cambiate rispetto a vent'anni fa quando l'immobiliare era ai massimi e a Spezia erano tante le agenzie: si passò in pochi anni da trenta esercizi ad un centinaio. Così il lavoro si è reso più difficile e negli anni, con la crisi economica, molti hanno dovuto chiudere i battenti: i giovani che hanno deciso di fare questo lavoro non sono molti, anche perchè il know how è cambiato ed oggi un agente immobiliare deve sapere di tutto, oltre al corso di laurea, all'iscrizione all'albo. E' una figura nemmeno vista così bene eppure deve possedere caratteristiche di alta professionalità spaziando fra materie giuridiche, finanziarie, catastali ed urbanistiche: c'è bisogno di un aggiornamento continuo. Il calo dei prezzi ha comportato inoltre una perdita di incasso perché ormai si lavora a provigione oppure ci si ferma".


05/01/2020 19:58:12


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