L'intervista

Gavetta, Biennale e ora un film sugli anziani che guardano i cantieri

Nato a Napoli quarant'anni fa, arrivato a Lerici bambino, traslocato a Bologna per l'Università. Storia e progetti del regista e produttore Adam Selo.

Golfo dei Poeti - Una vita che respira cinema. Cinema vissuto sperimentando, ricoprendo varie vesti, esplorando con passione le possibilità del racconto per immagini. L'occhio di bue di CdS si accende su Adam Selo, nato quarant'anni fa a Napoli e arrivato a Lerici all'età di sei anni. Dopo gli anni liceali a Sarzana si è spostato a Bologna, città in cui tutt'ora vive, per frequentare con profitto il Dams, dove allo studio della storia e della teoria della Settima arte si è ben presto stato affiancato il discorso realizzativo. In pieno evo universitario sono così iniziate le prime esperienze da regista di corti autoprodotti, finché nel 2004 fonda con Davide Rizzo l'associazione culturale Elenfant, realtà che si occupa di produzione e distribuzione cinematografica di cui Selo è presidente. Forte attenzione al reale, ai diritti, all'integrazione e alla memoria storica, nonché il rapporto con associazioni e istituzioni, sono tra gli ingredienti che hanno sempre caratterizzato il lavoro del sodalizio, il cui nome è una crasi che omaggia due opere di riferimento per il gruppo: Elephant di Gus Van Sant e L'Enfant dei fratelli Dardenne. “Con l'associazione – racconta Selo - abbiamo prodotto cortometraggi, documentari, mocumentari, spot, videoclip, spostandoci anche fuori dai confini italiani e riflettendo costantemente sul confine tra realtà e finzione”. Tra i numerosi frutti c'è l'apprezzato Sexy Shopping (2014), ideato e diretto da Selo e Antonio Benedetto, passato anche sugli schermi di festival internazionali come l'hollywoodiano Holy shorts e proiettato alla Casa del Cinema di Roma, nonché premiato come miglior film a 'Cinemigrante' a Buenos Aires, e come miglior corto a 'Terra di tutti film festival' a Bologna, tanto per menzionare solo un paio dei tanti riconoscimenti raccolti. “Si tratta di un corto girato a Bologna – racconta Adam - che ha come protagonista Miah, un venditore ambulante bengalese che usava lo slogan sexy shopping per catturare l'attenzione della gente, pur non vendendo merce erotica. Con un'altra particolarità: faceva regolare scontrino”.

Nel 2016 la storia professionale di Adam si arricchisce. “Assieme a Olga Torrico ho fondato una casa di produzione, la Sayonara Film – racconta -. Ci occupiamo anche distrubizione di cortometraggi. In tutti questi anni i miei lavori me li sono autodistribuiti, così ho imparato come funziona questo aspetto. E devo dire che con il nostro operato come Sayonara abbiamo contribuito a creare in Italia un mercato di cortometraggi prima impensabile. Sono nate altre case di distribuzione e si è creata una sana e sincera competizione, che sta consentendo di rilanciare il corto italiano a livello internazionale”. Tra i vari lavori distribuiti con Sayonara c'è Bellissima, diretto da Alessandro Capitani, e A casa mia, rispettivamente vincitori del David di Donatello come miglior cortometraggio nel 2016 e nel 2017. Nel 2017 in casa Elenfant nasce la serie di corti 13.11, dedicati alle stragi di Parigi del 13 novembre 2015. Un lavoro scattato dopo che l'associazione ha partecipato con successo al bando Amitie Code, finanziato dall'Unione Europea e coordinato dal Comune di Bologna. Sei corti, tutti ambientati in quel venerdì di sangue e ben circuitati nei festival, girati in sei differenti città: Amburgo, Bologna, Lisbona, Siviglia, Riga e Tolosa. I ragazzi di Elenfant i sono organizzati occupandosi ciascuno di una regia e di una produzione: “Io ho diretto il corto di Tolosa e ho fatto il direttore di produzione di quello tedesco. Sono usciti su Repubblica Tv, ottenendo grande visibilità. Il corto francese e quello ambientato a Bologna, diretto da Mario Piredda, sono stati acquistati da France Tv, che li ha trasmessi in televisione e li ha tenuti a lungo sulla sua piattaforma web”.

Il 2019 consegna a Sayonara una soddisfazione monumentale. Adam e Olga decidono di scommettere su Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci, corto in cui l'autrice ricostruisce il suo rapporto con la madre malata usando nastri dell'archivio familiare. Un lavoro costruito cucendo il racconto di tanti Vhs e scegliendo un linguaggio sperimentale, in cui trovano cittadinanza anche quei lembi di pubblicità a cui non sfuggono le registrazioni casalinghe. “Quando ho visionato Supereroi senza superpoteri mi sono commosso e l'ho trovato bellissimo. Abbiamo deciso di distribuirlo e lo abbiamo iscritto al Festival del cinema di Venezia sperando fosse selezionato. Lo scorso giugno ci è arrivata la più bella delle mail: il corto era stato selezionato per la sezione Orizzonti, alla quale partecipano solo tredici corti provenienti da tutto il mondo”. Il film, prodotto da Aamod, alla Biennale ha ricevuto la menzione speciale Fedic (Federazione italiana dei cineclub) per il miglior cortometraggio. E prima, in fase di scrittura, aveva ricevuto il Premio Zavattini.

Insomma, procede bene il cinema vissuto dietro a una scrivania, coltivando relazioni, parlando, telefonando, lanciando mille occhi in giro. Ma lo spirito del cineasta “parcheggiato un attimo perché produzione e distribuzione prendono tanto tempo”, spiega Adam, non è certo sopito. Al contrario: l'autore partenopeo lericino bolognese sta lavorando al più classico dei grandi passi in ambito cinematografico: il primo lungo. Il progetto ora, come si dice in gergo, è in development. La sceneggiatura, firmata da Selo e Christian Poli, c'è, il titolo pure: Umarells. Termine che in bolognese sta a indicare un'assoluta eccellenza nazionale: gli anziani piantati a guardare i cantieri. E che è anche il titolo del fortunato libro di Danilo Masotti (Edizioni Pendragon, 2007) a cui è liberamente ispirata la storia. “Sarà una commedia con protagonista una banda di umarels che decide di fare un'impresa – spiega Adam -. Una commedia classica ma girata, come ho sempre fatto, spaziando tra vari generi e linguaggi, da quello telegiornalistico al documentario, passando per la pubblicità. Al momento sono coinvolte due produzioni, una lucana e una romana, e stiamo cercando di ottenere altri finanziamenti per arrivare alla realizzazione del film”. Che a questo punto tutti noi aspettiamo come il più accanito umarel attende un colpo di ruspa.

Per saperne di più

www.sayonara.com

www.elenfant.com

https://vimeo.com/256653627


08/01/2020 13:52:43


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