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Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Novembre - ore 10.00

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"Un ponte in acciaio, sfavillante come una nave", Renzo Piano lo immagina così

IL NUOVO "MORAndI"
"Un ponte in acciaio, sfavillante come una nave", Renzo Piano lo immagina così

Liguria - “Sarà un ponte bellissimo ed evocativo, un lavoro corale che rappresenterà la coesione creativa ma anche politica. Un ponte in acciaio, sfavillante e limpido come una nave, e con un’anima chiara che consenta alla città di elaborare questo pesante lutto”. Sono le parole usate oggi dall’architetto Renzo Piano nel corso dell’incontro svoltosi in Regione alla presenza del governatore Giovanni Toti, del Sindaco di Genova Marco Bucci, dei vertici di Fincantieri con l’ad Giuseppe Bono e di Autostrade con l’ad Giovanni Castellucci. Un incontro per spiegare la sua idea di ponte che ha donato alla città, dopo essere stato chiamato, il giorno dopo la tragedia del 14 agosto, dal governatore e dal Sindaco di Genova, mentre lui era a Ginevra.

In Regione si è portato i suoi modelli e i bassorilievi con i plastici e i disegni per illustrare alle Istituzioni il suo modello di ponte. La parola centrale è stata coralità, è quella che serve per i lavori di progettazione e di costruzione di un ponte – ha detto Piano – come è avvenuto in altre situazioni, ad esempio a Berlino per la costruzione della nuova Potsdamer Platz che ha visto la presenza di 5.000 operai da tutto il mondo.
“Questo sarà un ponte sobrio, ma non povero, sicuro e facile da mantenere che duri 1000 anni e rappresenti la città intera – ha continuato Piano – che dovrà esprimere l’orgoglio di Genova, la Superba, perché non si arrende, e aiutare a metabolizzare un lutto tremendo”. Sulla base dei modelli presentati oggi in Regione i piloni del ponte saranno a 50 metri l’uno dall’altro, tenendo conto delle linee di costa e dei treni, e sotto il ponte ci sarà un parco, secondo il concetto di rammendo delle periferie tanto caro all’architstar. La costruzione sarà rapida, ma non frettolosa, avrà 22 campate e 43 lanterne, a simboleggiare le 43 vittime, con 18 pilastri che assomiglieranno alla chiglia di una nave.

Tutti hanno concordato con il progetto presentato e sulla necessità di dare vita ad un piano corale e condiviso. “Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla riunione e all’architetto Piano che è il protagonista della giornata – ha esordito il Presidente di Regione Liguria e commissario delegato per l’emergenza Giovanni Toti - Il ponte non sarà un ponte normale, per il suo carico di dolore, perché noi vogliamo che da questa tragedia e triste storia, possa ripartire un pezzo di futuro grande per la nostra città e il ponte lo deve impersonificare con quell’asciuttezza ligure essenziale e ricca di significato. Il ponte dovrà ricordare le povere vittime e segnalare il rilancio della città: da qui lo straordinario disegno e progetto di Renzo Piano donato alla città e alla Regione da qui il coinvolgimento di Fincantieri oggi presente con i suoi massimi vertici, per dire che il ponte si costruirà qui negli stabilimenti liguri, con uno studio di Ingegneria di altissima qualità; da qui la presenza di Società Autostrade titolare del ponte come prevede la concessione in vigore, dunque non appena il ponte sarà dissequestrato tornerà nella sua disponibilità. La concessione prevede infatti che autostrade paghi il conto del cantiere e che l’architetto Renzo Piano ci metta il disegno”. “Inoltre ha continuato Toti - pochi istanti fa Arcelor Mittal ha chiamato per dire che sono disponibili, con Ilva, a lavorare per fornire i migliori acciai a questo ponte, una filiera così, raramente si è vista nel nostro Paese, con una rapidità che è la stessa con cui stiamo ridando le case agli sfollati e realizzando la viabilità alternativa. Questo mi sembra l’unico modo per dare un ponte a Genova in un anno. Per questo abbiamo chiesto al Governo una Legge straordinaria per derogare al codice degli appalti”.

Anche il Sindaco di Genova Marco Bucci ha sottolineato l’importanza della giornata: “Oggi è un bel giorno perché abbiamo in mano un pool di persone e aziende legate al territorio, unite nel volere fare un grande progetto. Piano ci ha donato un bellissimo ponte che dovrà essere ingegnerizzato dalle aziende e da cui dobbiamo ottenere una grande opportunità per Genova e alla fine ce la faremo”. Secondo il Sindaco non solo il ponte è importante, ma anche quello che c’è sotto il ponte. “Dobbiamo rifare un quartiere – ha dichiarato Bucci - lo faremo attraverso un concorso internazionale dove chiederemo di ridisegnare l’area del Campasso, secondo il motto di costruire sul costruito e sono sicuro che ce la faremo per l’anno prossimo”.
L’ad di Autostrade Giovanni Castellucci: E’ stata una riunione intensa importante e costruttiva, tutti abbiamo sviluppato idee e progetti, ma stamani dopo aver visto idea di Piano e la sfida del Sindaco e del Governatore ci sembra di poter anticipare che dalla riunione di questa mattina è nata una squadra di lavoro, per dare una soluzione rapida e di qualità. Lavoreremo in squadra con Fincantieri e troveremo modalità tecniche per farlo e poter collaborare con l’architetto è un privilegio di cui siamo consapevoli”.

L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha sottolineato l’importante ruolo ricoperto dal governatore e dal sindaco di Genova per tenere insieme la squadra per ridare un ponte a Genova nel più breve tempo possibile. “Sono disponibile a ricostruire il ponte – ha detto Bono – E a maggior ragione per la presenza del progetto elaborato da Piano che raffigura la sezione di una nave. Noi ci teniamo a ricostruire, perché se lo merita la città, i genovesi e le vittime e lo merita l’Italia per far vedere al mondo che riusciremo a farlo in poco tempo”.
Al termine della riunione di questa mattina è stato stabilito di dare vita a due gruppi di lavoro con Fincantieri e Autostrade per definire un protocollo d’intesa insieme allo stesso studio Piano per iniziare a lavorare il prima possibile a un piano di ricostruzione che contenga al suo interno anche quello di demolizione. Compito della squadra di lavoro, ha concluso Piano, individuare un luogo fisico, definito Ufficio della ricostruzione, dove mettere insieme tutte le energie che sarà collocato necessariamente a ponente vicino all’area del crollo, da dove ripartirà la ricostruzione.

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