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Operatori sociali in sciopero: "Siamo sempre sul filo del rasoio" | Video

Forniscono un servizio pubblico, ma lavorano nel comparto privato: chiedono l'internalizzazione delle loro mansioni, un lavoro continuativo e uno stipendio dignitoso. Gli effetti, ovviamente, si ripercuotono anche sui ragazzi che seguono.

Appello disperato
Operatori sociali in sciopero: "Siamo sempre sul filo del rasoio"

La Spezia - "Ogni giorno diamo il 100 per cento. Vogliamo il 100 per cento del salario, dei diritti e della qualità dei servizi che forniamo. E' un nostro diritto ed è un diritto delle famiglie dei nostri utenti". La Rete operatori sociali della Spezia aderisce alla giornata di sciopero nazionale indetta dalla Rete intersindacale operatrici e operatori sociali. Questa imprescindibile categoria del comparto dell'istruzione e della formazione ritorna quindi a protestare, e lo fa in massa, per chiedere un cambio di passo per quel che concerne le condizioni contrattuali e di lavoro. Anche per andare incontro alle esigenze di un'utenza fragile.

"Come lavoratori del privato che prestano servizio in ambito pubblico, siamo fortemente discriminati dal sistema di esternalizzazione, basato su gare di appalto sempre più al ribasso che fanno pagare la riduzione dei prezzi direttamente ai lavoratori e agli utenti. Chi di noi lavora da molti anni - affermano gli operatori sociali spezzini - ha vissuto sulla propria pelle la costante riduzione delle garanzie e dei diritti dei lavoratori e le progressiva riduzione della qualità dei servizi. La crisi sanitaria e il lockdown hanno fatto semplicemente emergere con forza i problemi di un sistema malato dove la politica del risparmio fa da padrona".

La chiusura delle scuole e dei servizi ha fatto sì che i lavoratori rimanessero a casa, potendo contare solo sugli spiccioli del fondo di integrazione salariale (circa il 50% di una delle paghe più basse del paese). La rimodulazione dei servizi in attività a distanza è stata parziale e solo per il 50% massimo del monte ore contrattuale.
"Lavoriamo in un servizio essenziale che per mesi è stato dimenticato. Sono state fatte promesse di recupero delle ore perse durante i mesi estivi, poi cadute nel nulla, e così - come ogni anno - ci siamo trovati a dover fronteggiare un'intera estate a stipendio zero, senza poter attingere ad alcun ammortizzatore sociale e dopo 3 mesi di stipendio più che dimezzato. All'interno di questo quadro - proseguono - non possiamo dimenticare gli utenti con cui lavoriamo ogni giorno e le loro famiglie. Annullare o sospendere il nostro servizio, ha significato lasciare i ragazzi in difficoltà senza supporto e intere famiglie senza aiuti, proprio nel momento in cui ne avrebbero avuto più bisogno".

La scuola è ricominciata, non senza difficoltà e con ulteriori ritardi, e per gli operatori sociali anche alla Spezia nulla è cambiato. "I nostri orari di servizio hanno subito per settimane le conseguenze delle contrazioni orarie dovute alle difficili organizzazioni degli istituti scolastici. Siamo costantemente sul filo del rasoio, non sapendo cosa accadrà in caso di chiusure delle scuole o di singole classi o di didattica a distanza. L'unica cosa certa è che continueremo ad essere trattati come lavoratori a cottimo, pagati per le ore effettivamente rese, perdendo lavoro e stipendio per ogni allerta meteo, assenza prolungata del nostro alunno, didattica a distanza effettuata ad orario ridotto, essenziali e imprescindibili in situazioni problematiche o invisibili a seconda del tornaconto (soprattutto economico). Tutto questo è frutto dell'esternalizzazione di servizi che, essendo svolti in istituzioni pubbliche, dovrebbero essere affidati al pubblico, senza intermediari e senza privati. Con lo sciopero di oggi - concludono gli operatori sociali spezzini - si segna una tappa fondamentale di un percorso che è iniziato da tempo e che vuole opporsi al precariato nei servizi pubblici essenziali, all'abbassamento della qualità dei servizi alla persona, allo sfruttamento di competenze e qualifiche sottopagate".

Un cammino, quello degli operatori sociali, che ha una serie di obiettivi chiari e condivisibili: lavoro e stipendio per 12 mesi all'anno, un salario degno, continuativo e puntuale, qualità dei servizi e continuità della cura, basta ai tagli al welfare e ai servizi sociali e internalizzazione di tutti i servizi socioeducativi e socioassistenziali.

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13/11/2020 - Operatori sociali spezzini in sciopero


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